giovedì 5 novembre 2009

Cgil, Cisl e Uil provinciali sconfessano la Regione ed il sindacato regionale: giù le mani dalla stazione di Foggia

I conti non tornano. Soltanto qualche giorno fa, le segreterie regionali Cgil, Cisl e Uil, assieme a quelle di categoria del settore dei trasporti, sempre regionali, dopo l’incontro con l’assessore regionale ai trasporti, Loizzo, ed i vertici di Rfi, Rete Ferroviaria Italiana, avevano emesso un comunicato in cui commentavano positivamente il programma di investimenti presentato dal gestore della rete ferroviaria: “la realizzazione delle opere previste dal programma di Rfi – si leggeva nella nota – darà un forte impulso al sistema regionale di trasporti e logistica, e creerà sviluppo e lavoro.”
Nel nostro commento, pur apprezzando la dichiarazione di priorità a favore del raddoppio della linea Adriatica nella tratta Lesina-Termoli, che consentirà di superare l’anacronistica strozzatura, non avevamo mancato di esprimere qualche perplessità sul fatto che il programma parlasse solo marginalmente dell’alta capacità Bari-Napoli e, soprattutto, come non si facesse alcun cenno alla realizzazione del nuovo scalo merci a Borgo Cervaro o Incoronata.
Ricordiamo che quest’opera, promessa dall’ex ministro alle opere pubbliche, Antonio Di Pietro, ha un valore strategico per Foggia, in quanto consente di scongiurare il rischio che la stazione ferroviaria del capoluogo dauno venga “bypassata” dalle linea ad alta capacità così com’era nel progetto originario, che suscitò feroci polemiche.
LOIZZO, ANCORA LOIZZO
E sembra che proprio riguardo la stazione di Foggia i conti non tornino, visto il durissimo comunicato diffuso dalle segreterie territoriali di CGIL CISL e UIL e dalle Federazioni Filt, Fit e Uil di Foggia con cui chiedono alla Regione Puglia “di convocare con urgenza un tavolo di confronto con RFI e Trenitalia S.p.A., alle quali chiedere chiarimenti in merito alle modalità ed ai tempi di avanzamento del progetto di Alta Capacità ferroviaria che interessa il territorio pugliese.”
Ma come- vien fatto di domandarsi – questo tavolo di confronto non si era già tenuto qualche giorno fa? E non erano state proprio i sindacati a dare l’ok ai progetti di Rfi?
Qualcosa non quadra, dunque,e pur senza dirlo apertamente, con la loro iniziative le segreteria provinciali territoriali e quelle delle organizzazioni di categoria prendono le distanze, anzi si dissociano, dai loro colleghi “regionali” e dall’assessore Loizzo, che del resto fu tra i primi a sostenere il famigerato “bypass” della stazione foggiana. Se a Bari dicono che “la realizzazione delle opere previste dal programma di Rfi darà un forte impulso al sistema regionale di trasporti e logistica, e creerà sviluppo e lavoro”, a Foggia si dice il contrario. Come si legge nel comunicato sindacale, si dice “stop allo smantellamento del sistema ferroviario di Capitanata”. In pratica, siamo tornati indietro di tre anni.
Le strutture sindacali provinciali si dicono “fortemente allarmate per il progressivo smantellamento delle strutture ferroviarie e per l’inadeguatezza complessiva del sistema ferroviario provinciale, sempre più incapace di garantire un efficace ed efficiente servizio di trasporto di persone e merci”. Inoltre, il progressivo “abbandono” da parte di Trenitalia attraverso la chiusura ed il ridimensionamento di impianti e la riallocazione delle produzioni verso altri territori, sta producendo una vera propria desertificazione del territorio che incide negativamente sulla qualità dei servizi offerti ad un bacino d’utenza di oltre un milione di persone e sui livelli occupazionali.”
LA REGIONE PUGLIA SEMPRE MATRIGNA
Quello che segue è un vero e proprio bollettino di guerra: nel prossimo futuro sono previste, oltre alla chiusura dell’ Ufficio Sanitario Territoriale e del Ferrotel di Foggia, diverse articolazioni organizzative che incideranno sul peso e sul ruolo degli storici Depositi del Personale di Macchina e Viaggiante, dell’ Impianto Merci e di Manovra della stazione di Foggia. Tutto ciò mentre languono gli interventi di velocizzazione e di raddoppio delle linee Foggia-Termoli e Foggia-Benevento.
In pratica, una dismissione pressoché totale, che potrebbe preludere anche al paventato ridimensionamento della stazione di Foggia, dalla quale non passerebbero più i treni da e per Napoli e Roma, che verrebbero dirottati su una stazioncina da costruirsi dalle parti di Borgo Cervaro.
Del resto, quella di Di Pietro su una promessa, alla quale non seguirono progetti di fattibilità, e neanche impegni precisi.
Non è esente da responsabilità politiche la Regione Puglia che, ancora una volta, potrebbe rivelarsi “matrigna” per la Capitanata. Non è un caso, che nel comunicato, i sindacati confederali e di categoria chiedano proprio alla Regione di “rimarcare, ancora una volta, che il progetto di Alta Capacità sul territorio pugliese non può limitarsi all’asse Bari-Napoli, tagliando fuori la città di Foggia”. A tal fine, CGIL, CISL e UIL fanno appello ad una più forte mobilitazione territoriale di tutte le parti politiche, sociali ed istituzionali della provincia.
Secondo il sindacato, “è necessario riportare la Stazione del capoluogo dauno al centro del progetto di Alta Capacità, che deve essere Bari-Foggia-Napoli, e dell’intero sistema ferroviario del Mezzogiorno, nel quale la nostra Stazione ferroviaria è sempre stata uno strategico crocevia”.
Una bella sfida, che si vincerà o si perderà nella misura in cui il territorio (istituzioni, partiti, forze sociali) saprà raccogliersi attorno a quella che  potrebbe essere una grande opportunità di sviluppo, ma anche una cocente beffa. Il sindacato non è disposto a fare sconti: “si tratta di una battaglia fondamentale per lo sviluppo, l’occupazione e la qualità della vita del Sistema Capitanata, per la quale CGIL CISL e UIL di Foggia sono pronte ad ogni azione di lotta politica e sindacale”.

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