domenica 15 luglio 2018

Foggia sprofonda, e la città si arrende

Sono stato indeciso se titolare il post che state leggendo la resa di Landella oppure, come alla fine ho preferito, la resa di Foggia.
I cartelli che segnalano il limite di velocità ridotto a 30 km orari, a causa del manto stradale dissestato comparsi da qualche giorno nelle principali arterie cittadine certificano, in effetti, la sconfitta di un'amministrazione comunale che aveva indicato nella soluzione del problema delle buche il suo principale obiettivo programmatico nonché il maggiore elemento di discontinuità rispetto alla precedente giunta comunale.
Non soltanto le buche sono rimaste, ma, nel complesso, il dissesto che colpisce la stragrande maggioranza delle strade foggiane si è aggravato, anche per l'aggravarsi del fenomeno delle radici degli alberi che deformano il manto d'asfalto, creando perfino pericolo per la circolazione.
In realtà, la "resa" riguarda non solo la politica, ma tutta la città, incapace di reagire, pronta a dividersi e a litigare su tutto.
Lo testimonia proprio l'immagine che illustra il post, scattata durante la movida del sabato sera, a corso Garibaldi, praticamente al centro del centro della città.
Il cartello che invita a rallentare, per il dissesto del manto stradale e per la presenza di un dosso, è stato posto nel tratto del corso che costeggia Palazzo Dogana e il Palazzo della Prefettura, a due passi dal Municipio.
Cartelli del genere si trovano spesso sulle strade di collina e montagna, dove il fenomeno delle frane crea situazioni di pericolo che devono essere opportunamente segnalate agli automobilisti. Succede più raramente vederli in pieno centro cittadino. Come a Foggia.
I lavori di rifacimento del manto stradale  sono stati eseguiti soltanto da qualche settimana, a seguito della posa in opera delle nuove condotte dell'Aqp. Qualcosa però deve non aver funzionato secondo le aspettative. La strada ha ceduto in più punti, creando pericolosi avvallamenti, e bene ha fatto chi ha disposto di segnalare il pericolo con un cartello che, tuttavia, rappresenta uno spettacolo tutt'altro che edificante per la città.

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