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Confesso che ho disognato. Apre oggi la mostra dedicata a Savino Russo

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Savino Russo è stato assai di più di quanto possano dire le sue biografie ufficiali. Anche perché è stato tante cose insieme: l'espressione più vera dell'essere intellettuale a tutto tondo, ma anche dell'essere credente, in una città che ha scritto le sue pagine migliori partendo dai suoi fermenti culturali e dalla sua capacità di osare una solidarietà che va oggi sempre più rarefacendosi. La mostra antologica che viene inaugurata stasera alle 18.00 alla Fondazione Banca del Monte consente di cogliere uno dei tratti pubblici più noti dell'indimenticabile Savino: la sua attività di grafico e di disegnatore che ha scandito la sua luminosa vita professionale, passando da libri a giornali, vignette e loghi. Ma anche il suo rapporto con la città: che ha amato, sognato e disegnato sicché è più che azzeccato il neologismo che cesella il tema della retrospettiva, Confesso che ho disognato . Savino Foggia l'ha disognata . Ha cercato per tutta una vita di farne un posto ...

La genialità di Cesare Rizzi: se la bellezza di Foggia sono i foggiani...

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Il Gruppo Amici della Domenica si è fatto promotore di una simpaticissima iniziativa: il concorso fotografico "Un ritocco alla città" . Si prende una fotografia di un luogo della città e, armati di Photoshop lo si ritocca digitalmente, in modo da migliorarlo d abbellirlo.  Sono moltissime le proposte che quotidianamente affollano la bacheca Facebook del gruppo. Ma trovo semplicemente geniale la proposta di Cesare Rizzi sul restyling dell'anfiteatro di Parco San Felice, simulacro e simbolo di una delle pagine peggiori della storia cittadina. Non è stato praticamente mai inaugurato, ma in compenso è stato ripetutamente e brutalmente vandalizzato assieme a quella che avrebbe dovuto essere la contigua sala prove. Nelle immagini degli Amici della Domenica che partecipano al concorso si vede solitamente il posto che si desiderare abbellire com'è adesso, quindi come lo si vorrebbe. Solitamente senza persone.

Manifesti funebri, tolleranza e... le ragioni del Gadd

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Chi di Facebook perisce, di Facebook perisce. Sono spesso critico con alcune tendenze del social network (come il non leggere fino in fondo i post, o il limitarsi a criticare e intervenire sulla base di una foto, ecc.), e questa volta ci sono cascato io. Mai però "smentirmi" mi è stato tanto gradito. Mi riferisco al post in cui sollecitavo una maggior tolleranza verso le affissioni funebri, e in cui esprimevo il mio dissenso verso Cesare Rizzi e gli Amici del Gadd . Dissenso che non ha alcuna ragione di esistere, come mi fa amichevolmente notare proprio Cesare. "Grazie Geppe, sempre attento... grazie per l'attenzione.... sono sicuro - mi scrive -  che non ti è sfuggita questa ulteriore precisazione.... che colgo l'occasione per riproporre, che sottolinea, infatti, l'importanza sociale del manifesto funebre e della giusta e decorosa collocazione nelle vie dei quartieri…" Invece, caro Cesare, mi era sfuggita, in quanto non avevo letto tut...

Perché sui manifesti funebri non sono d'accordo con il Gadd

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Apprezzo da sempre l’impegno civico del Gruppo Amici della Domenica e, in particolare, la grande sensibilità di Cesare Rizzi, sempre attento a rivendicare una città più bella e più vivibile. Questa volta, però, mi permetto di non condividere alcuni aspetti della battaglia che Cesare e il gruppo stanno conducendo contro le affissioni selvagge. Sono assolutamente d’accordo quando rivolgono i loro strali verso i manifestati elettorali dei candidati (fenomeno che mi pare tuttavia in questa campagna elettorale più contenuto che in altre occasioni), ma non mi associo alle critiche mosse – peraltro con garbo e civiltà – in alcuni commenti ai post del gruppo, nei confronti dei manifesti funebri, che annunciano la dipartita dei nostri concittadini. C’è manifesto e manifesto. Ed una cosa è quello del candidato sorridente e sornione che mira a carpirci il voto senza neanche osservare le regole che disciplinano la propaganda elettorale, ben altra quello che annuncia che qualcuno che abitav...

I primi due anni del Gadd: monumento al senso civico

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Domani il Gruppo Amici della Domenica festeggerà i suoi primi due anni di vita, ed è già questo un evento di assoluto rilievo, in una città, come la nostra in cui l'associazionismo è spesso effimero e dura lo spazio di un mattino.  Per due anni, invece, gli amici del Gadd, ritrovandosi attorno ad una comune idea di città, spinti dal comune desiderio di scoprirla e farla scoprire in una dimensione diversa, di renderla più vivibile e più civile, si sono dati appuntamento nelle domeniche passeggiando, restituendo nuovo vigore a strade e piazze, ripulendo giardini, sensibilizzando l'opinione pubblica e la classe dirigente su una "città possibile" che grazie a loro piano piano sta prendendo corpo, come un fuoco che cova sotto una coltre di cenere.