lunedì 30 aprile 2018

Pietre del Gargano e Marmi di Apricena e Poggio Imperiale: una storia grande e antica (di Michele Eugenio Di Carlo)

Conosco poche persone attente alla memoria e alle risorse del nostro territorio come Michele Eugenio Di Carlo. Valorizzare l'una e le altre significa, in definitiva, raccontare ciò che il nostro territorio è stato, ed è, ma anche individuarne le prospettive di futuro. Soltanto così è possibile disegnare e sostenere un modello di sviluppo autopropulsivo. Non è cosa di poco conto, perché è proprio qui - ripartire dal passato per costruire il futuro - che il Mezzogiorno si gioca le sue possibilità di riscatto.
Ne è riprova questo stupendo articolo in cui Di Carlo racconta la storia affascinante di una delle eccellenze più antiche e più radicate della terra dauna, le pietre del Gargano e i marmi di Apricena e Poggio Imperiale.
Un invito a riscoprire la grandezza, la dignità, la peculiarità del nostro passato.
Buona lettura. (g.i.)
* * *
Nel '700, povero di pietre preziose, il Gargano dalla conformazione calcarea e dalla natura carsica presenta ancora rocce e pietre utili alle attività umane. Dagli accumuli di sabbie retrodunali utilizzate nelle malte cementizie e nella preparazione di intonaci alla pietra bianca e tenera di Monte Sant’Angelo, dalla quale si ottenevano i preziosi altari delle chiese e le artistiche statuette dell’Arcangelo Michele scolpite dalle mani esperte di abili scultori locali; dalla pietra dura e pesante per preparare la calce a quella “molare” utilizzata negli antichi frantoi per estrarre l’olio dalle olive; dalle selci taglienti che sin dal Neolitico venivano lavorate e commercializzate nell’intero Mediterraneo al tenero, e facilmente lavorabile, tufo con il quale si costruivano le case del Settecento;  dai filoni di pietre stratificate utili per coprire i tetti delle case ai marmi di San Giovanni Rotondo, in località “Caldaroso”, e di Apricena, in località “San Giovanni in Piano”. Tra i marmi più pregiati, il frate cita quello denominato “breccia cicerchina”, un esemplare del quale si trovava nella prima camera del museo di Portici.

La vita? Sorridiamoci sopra.

Spesso la realtà supera la fantasia, ed allo stesso modo certe volte i fatti che punteggiano la cronaca quotidiana, soprattutto quando si parla di politica, sono in se stessi così bizzarri e divertenti che quanti come Madetù si occupano di satira non debbono far altro che mettere assieme i pezzi di quell'ineffabile teatrino che è la politica.
La copertina di oggi è occupata dal delizioso calembour del nostro disegnatore satirico in versione solo testo, che ironizza sull'ego smisurato attribuito dal leader pentastellato Luigi Di Maio e Matteo Renzi, dopo che questi ha sostanzialmente congelato la possibilità di un accordo seppure soltanto programmatico del Pd con il M5S.
Per il resto ancora politica e ancora cronaca. E così la satira diventa anche un modo per prendere la vita un po' meno sul serio, e sorriderci sopra.
* * *
DI MAIO ACCUSA
- Di Maio accusa di nuovo Renzi, di avere l'ego smisurato.
- Evidente che preferisce Salvini, che ha una Lega smisurata.
FARE LUCE
- Partita la gara del Comune di Foggia per la Pubblica Illuminazione: in ballo ben 53 milioni di euro..
- I magistrati sono già al lavoro: vogliono già 'fare luce'.
DI MAIO E SALVINI
- Di Maio ha detto che con Salvini possono fare un bel lavoro per l'Italia.
- Va bene, fate presto ma... niente vaselina!
APPENDINO
La Sindaca grillina di Torino, Chiara Appendino, ha accettato di firmare nel registro delle nascite la figlia di una coppia di donne. Una di esse è consigliera comunale del PD a Torino.
La cosa ha del clamoroso. È la prima volta che un alto esponente del M5 Stelle approva qualcosa fatto dal PD.
TRAGEDIA A CHIEUTI
Sulla tragedia avvenuta a Chieuti durante la corsa dei buoi, dove un anziano è morto travolto da un cavallo, intervengono i 5Stelle: "Lo avevamo detto che questa corsa era pericolosa!".
Da "portavoci" a... "portaiella"?
BOMBATALIEV? BOMBATALIEV
Nel luglio del 2017 fu arrestato a Foggia un ceceno, qualche giorno fa                          condannato a Bari a 5 anni per terrorismo internazionale e istigazione alla jihad armata.
Si chiama Bombataliev.
...No, dài: io faccio l'umorista ma ditemi che è uno scherzo!
PLASTICHE
Nelle acque delle Tremiti livelli di microplastiche come quelli presenti nell'Oceano Pacifico.
Un'ordinanza ora vieterà l'accesso alle Diomedee alla Santanchè.
LIBRI DI STORIA
Marina Berlusconi difende a spada tratta il padre Silvio, rispondendo alle accuse del grillino Di Battista.
"Mio padre finirà sui libri di storia, lui no".
Già. Ha dimenticato però di precisare su quali libri di storia finirà. Quelli di storia giudiziaria.
DOPO LA GUERRA ARRIVA LA CORRIDA
Fu il grande Corrado, futuro presentatore di tanti programmi di successo della RAI, ad annunciare, il 25 aprile 1945: "La guerra è finita!".
Poco dopo, però, disse: "A breve comincerà...La Corrida!".

Quei profondi, nascosti legami tra Foggia e Lucera

Dopo aver letto, su Lettere Meridiane, il racconto della sommossa che infiammò Foggia il 28 aprile 1898, l’amico Mario La Vecchia, dirigente sindacale di Lucera, mi riferisce un detto che in passato circolava tra gli anziani della cittadina sveva, e che faceva memoria dei fatti di Foggia.
“A Lucera - scrive La Vecchia - c’è un detto tramandato dai nonni che ricordavano quegli eventi: i femmene ustunate, u munucipije anne sfasciate…. Le donne ostinate, il municipio hanno sfasciato."
Come abbiamo pubblicando riportando l’ampio servizio che ai moti di Foggia dedicò il Corriere della Sera, ad avviare la rivolta, provocata dalla miseria e dal rincaro del prezzo del pane, furono proprio le donne foggiane, che a centinaia si concentrarono davanti al Palazzo del Governo (allora coincidente con Palazzo Dogana).
Non è il solo caso in cui memorabili eventi che si svolgono nel capoluogo si riflettono in detti ed espressioni della cultura popolare. Lettere Meridiane ha raccolto e documentato qualche mese fa, l’espressione, in uso ad Apricena, “pare Foggia caduta” che viene utilizzata per indicare una situazione di grande disordine, per esempio una stanza sotto sopra.
La locuzione si riferisce ai bombardamenti che sconvolsero il capoluogo dauno nella estate del 1943, i cui riverberi di fuoco, fiamme e fumo, gli apricenesi vedevano, da lontano.
Il detto lucerino ricordato da Mario La Vecchia (che ringrazio molto per il contributo) conferma anche l’esistenza di un legame profondo tra Foggia e Lucera che pur avendo in passato fieramente rivaleggiato tra di loro (Lucera è stata per decenni il capoluogo della provincia dauna, ed aveva il tribunale prima di  Foggia..)  sono vicinissime.
Qualche anno fa, durante i lavori di restauro della chiesa lucerina di San Leonardo, vennero alla luce due stemmi raffiguranti tre fiammelle sull'acqua, com’è noto simbolo della città di Foggia.
La pubblicazione del fatto su Lettere Meridiane dette vita ad un intenso e appassionato dibattito, ma non si è mai del tutto capito cosa ci facessero due stemmi della città capoluogo in una chiesa lucerina.
Una particolarità che si ritrova anche nella vecchia cartolina illustra il post, e che risale al 1914. La fotografia ritrae il corpo docente e gli studenti che all’epoca frequentavano il Convitto Nazionale Ruggero Bonghi. A destra c’è lo stemma sabaudo. A sinistra, sorprendentemente, anziché lo stemma della città di Lucera si trova quello di Foggia. Come mai?
Il Convitto è tra le più antiche e prestigiose istituzioni scolastiche daune. Ma che ci fa lo stemma di Foggia su una cartolina commemorativa? Giriamo l’interrogativo agli amici e ai lettori di Lettere Meridiane.

domenica 29 aprile 2018

Governo? Strada sempre più tormentata

La politica continua a sfogliare la margherita, e ci vuole la zingara per capire se e come i partiti riusciranno a trovare un accordo politico per varare il governo. Una situazione di stallo che Madetù commenta da par suo. Bella la battuta sui punti in comune tra Pd e M5S, così come il calembour tra il nobel che qualcuno vorrebbe dare a Trump, dopo la ripresa del dialogo tra le due Coree, e la situazione politica nostrana.
Come sempre buona lettura, e buon divertimento.
* * *
PUNTI IN COMUNE?
In realtà sono solo due i punti in comune proposti da Di Maio al PD.
Punto interrogativo e punto esclamativo.
DIALOGO?
- Nel PD c'è un'anima che vuole dialogare coi 5 Stelle...
- E come si esprimono i militanti rispetto a quest'anima?
- A l'aneme de chi te vive!
L'AMORE TRIONFA
L'amore trionfa nel centrodestra.
Berlusconi abbraccia forte Matteo Salvini, e questi risponde giurando pubblicamente fedeltà all'altro.
Siamo in vista di una nuova legge: quella sui Dritti civili.
NOBEL E NO BALL
Negli Stati Uniti la folla urlava al presidente Trump: "Nobel! Nobel!", dopo l'avvio del processo di pace tra le due Coree.
In Italia, invece, dopo l'avvio del processo di pace tra M5Stelle e PD, la folla di questi ultimi urla a Di Maio: "No-bal! No-bal!".
ARTIGIANI DELLA QUALITA'
- A forza di un inevitabile indottrinamento pubblicitario, ho scoperto che 'Poltrone & Sofà' non vende né poltrone e nemmeno sofà...
- Ah, sì? E cosa venderebbe?
- Sconti!
ADDIO CARO PICCOLO ALFIE
Il piccolo Alfie è morto. Aveva una malattia misteriosa e per questo medici e giudici ne hanno decretato la morte.
Ma se di fronte a tutte le malattie misteriose ci comportiamo così, alla fine resteranno solo i soggetti più forti e più sani.
A me ricorda un'altra malattia, ma non è affatto misteriosa.
Si chiama nazi-fascismo.





Com'era una volta piazza Lanza, nella magia della colorizzazione

Via Lanza ha quasi ultimato il maquillage disposto dall'amministrazione comunale, e la cittadinanza non ha mancato di affollarla, in questi primi giorni di caldo. Voglia di passeggiare per il centro, ma anche di visitare la nuova via Lanza, per esprimere un giudizio sui lavori in generale e sulle panchine (installate sia su via Lanza che in piazza Giordano) che stanno suscitando qualche discussione sia per i materiali utilizzati (la seduta è di legno e qualcuno ironizzando ha detto che ricordano i sedili dei treni pendolari di seconda classe di una volta) sia per l'orientamento, perpendicolare e non parallelo come il resto delle panchine che adornano la piazza.
Quel che è certo (ed apprezzabile) è che i lavori di riqualificazione hanno restituito a via Lanza e a piazza Giordano la prospettiva e la profondità che avevano perduto, come dimostra l'antica foto che illustra questo post, scattata nel 1937.
Certo, non è possibile ridare alla piazza tutto lo splendore che aveva prima che venisse costruito il Palazzo degli Uffici Statali, che con la sua mole oggi comprime parte della visuale. Ma la riqualificazione ha restituito almeno in parte la bella prospettiva, e si spiega forse così anche la scelta dei progettisti, di orientare le panchine proprio in modo da guardare la piazza nella sua lunghezza.
La foto è stata scattata quando la piazza si chiamava ancora piazza Lanza, e al posto dell'ingombrante Palazzo degli Uffici c'erano la Chiesa di San Ciro e l'Istituto Maria Cristina. La pubblichiamo, sia nella versione originale in bianco e nero che in versione colorizzata.
La colorizzazione è stata effettuata utilizzando la tecnica di intelligenza artificiale “profonda” di Satoshi Iizuka, Edgar Simo-Serra e Hiroshi Ishikawa (Let there be Color!: Joint End-to-end Learning of Global and Local Image Priors for Automatic Image Colorization with Simultaneous Classification).
Sembra di poter dire che la piazza riqualificata somiglia un po' di più a quella di un tempo. E voi, che ne pensate?

Lesina-Sannicandro, una storia di conti, baroni e possidenti (di Matteo Vocale)

Il Gargano, con Lesina e il "Golfo di Varano"
in un'antica carta
È appassionante come un romanzo, l'articolo saggio di Matteo Vocale sulla plurisecolare vertenza confinaria che oppone Lesina e Sannicandro Garganico, che Lettere Meridiane sta pubblicando a puntate.
Nella prima parte (che potete leggere cliccando qui), l'autore ha raccontato le origini medievali della controversia, quando Lesina era una potente Contea, e Sannicandro Garganico un suo suffeudo, fino al disastroso terremoto del 1627 che da un lato distrusse fisicamente parte dei titoli confinari, dall'altro impose ai paesi contendenti una pausa dovuta alle incombenze della ricostruzione.
Di seguito la seconda parte.
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Nel frattempo, tutti i beni dell'orfanotrofio AGP (acronimo che sta per Casa Santa dell'Annunziata di Napoli - Ave Gratia Plena, n.d.c.) passano al Banco AGP, che dopo un primo periodo florido, finisce man mano per indebitarsi a causa dei continui prelievi del re di Napoli, Filippo IV d'Asburgo, per finanziare le sue guerre e per le reiterate truffe dei funzionari stessi del Banco. Nel 1717 l'istituto è dichiarato fallito dal Sacro Regio Consiglio e la sua proprietà, tra cui l'ex feudo di Lesina, pignorata a favore di una miriade di creditori. L'11 e 12 maggio 1729 i creditori del banco, insieme a regi consiglieri, agrimensori e  persone interessate di San Nicandro, eseguono nuovamente la titolazione su quella del 1622, con nuovi titoli laddove mancano o scolpendo la data 1729 su quelli già esistenti. Nello stesso anno, il regio ingegnere e tavolario, Donato Gallarano, esegue il primo dettagliato apprezzo dell'ex feudo di Lesina: una sorta di computo, utile a capire il valore del feudo e a quali norme e diritti fosse soggetto.

sabato 28 aprile 2018

28 aprile 1898: Foggia si ribella chiedendo il pane

Il 28 aprile 1898 Foggia fu teatro di una clamorosa rivolta popolare che anticipò, anche se in termini meno cruenti, quanto sarebbe successo a Milano di lì a poco. A Foggia i moti del pane ebbero luogo a fine aprile, Milano si incendiò dal 6 al 9 maggio, con l’insurrezione della popolazione affamata, e la durissima repressione dall’esercito guidato dal generale Bava Beccaris, che usando i cannoni fece fuoco sui rivoltosi, uccidendone a centinaia (le stime oscillano tra 88 e trecento vittime).
Diversamente da quanto sarebbe accaduto nel 1905, durante lo sciopero dei ferrovieri, e nel 1946 con la manifestazione contro i contrabbandieri, quella volta non ci furono morti, ma la rivolta lasciò insanabili ferite nel tessuto civile e culturale della città. Durante la sommossa venne dato fuoco al Municipio e le fiamme distrussero l’archivio comunale e con esso la memoria storica della città.
La fotografia che illustra il post è stata scattata all'indomani di quegli eventi, e mostra i muri esterni del Municipio (che allora sorgeva alla fine di via Arpi) ancora anneriti dal fumo.
A muovere le masse, a Foggia, come a Milano, come nelle altre città pugliesi e meridionali che si sollevarono fu la fame. Non a caso, Napoleone Colajanni definì i moti milanesi “la protesta dello stomaco”.
Il prezzo del pane aveva subito un sensibile rincaro a causa dello scarso raccolto e del rialzo del costo dei cereali di importazione provocato dalla guerra ispanico-statunitense. I bassi salari e la dilagante disoccupazione avevano fatto il resto.
Protagoniste della sommossa foggiana furono le donne, e forse anche per questo la reazione delle forze dell’ordine non fu feroce come di lì a poco sarebbe accaduto a Milano (ma anche a Napoli e a Firenze, dove sarebbe stato proclamato lo stato d’assedio). Ma la reazione blanda della forza pubblica, non mancò di suscitare roventi polemiche nei giorni successivi.

Parola di Osservatore Romano: il santuario dell'Incoronata è il più antico legato ad un'apparizione

Il santuario della Madonna dell'Incoronata, che sorge a pochi chilometri da Foggia è il più antico della cristianità, tra quelli legati all'apparizione della Vergine. Parola dell'Osservatore Romano.
Il quotidiano del Vaticano certificò questo record che spetta al santuario in un approfondito articolo comparso qualche anno fa (l'8 aprile del 2001), con il titolo Incoronata di Foggia: Il primo millennio di storia del santuario. 
L'articolo firmato da una figura di prestigio del mondo orionino, Flavio Peloso, che è stato tra l'altro il postulatore della causa di canonizzazione che ha portato don Luigi Orione agli onori degli altari, ed il settimo successore dello stesso don Orione alla guida dell'ordine sacerdotale fondato dal Santo di Pontecurone.
Don Flavio Peloso scrisse l'articolo qualche anno prima della sua elezione (2004) a  superiore generale della Piccola Opera della Divina Provvidenza, carica in cui è stato rieletto nel 2010. Dal 2007 è membro del Pontificio Consiglio Cor Unum.
Buon conoscitore di problemi sociali, teologici e pastorali, si è sempre dedicato allo studio e alla divulgazione soprattutto di temi ecclesiali e della spiritualità orionina. È giornalista e direttore della rivista di studi Messaggi di Don Orione e di Don Orione oggi.
L'articolo comparso su L'Osservatore Romano costituisce una delle narrazioni più efficaci della grande storia e della grande spiritualità del Santuario che sorge in mezzo al bosco omonimo.
La foto che illustra il testo è mostra l'antico Santuario dell'Incoronata. Ecco il testo dell'articolo di don Flavio Peloso.
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Lo sguardo del viaggiatore che percorre la strada litoranea adriatica, subito dopo avere superato il centro urbano di Foggia, è attratto alla sua destra da un alto campanile che svetta solenne tra gli alti alberi di una macchia boschiva. E’ la vedetta che segnala da lontano la presenza del grande complesso architettonico del Santuario dell'Incoronata. Merita di essere conosciuto e visitato questo luogo di culto che celebra quest’anno, a fine aprile, il suo primo millennio di storia. Non risulta esserci santuario legato a testimonianza storica di una apparizione della Madonna più antica di questa.

venerdì 27 aprile 2018

Quando vince l'omertà

La cronaca, purtroppo nera e certe volte nerissima, prende il sopravvento nell'odierna striscia di Madetù: l'ennesimo omicidio che sconvolge Vieste, l'incredibile furto di San Severo e l'ennesimo atto di vandalismo che si registra a Foggia, sollecitano e solleticano la penna e l'ingegno del nostro disegnatore satirico in versione solo testo.
Ma strappa sorrisi anche la politica. Leggete cosa pronostica Maurizio per il prossimo giro di consultazioni. Buona lettura.
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TERRE-MORTI A VIESTE
Ottavo omicidio a Vieste in tre anni.
- Il Gargano sempre più "scosso" da omicidi e lupara bianca...
- Per questo vi si registrano dei "terre-morti": sentiti da tutti e...visti da nessuno.
CASSONETTI
Incendiati a Foggia 15 cassonetti in una settimana. L'assessore Morese è stato netto: "Sono dei farabutti! Ma è strano che a Foggia nessuno veda mai nulla!".
Già. Con tutto quel fumo...
SPAGNA
- In Spagna una ragazza è stata violentata da cinque persone. Per il giudice non si è trattato di stupro ma solo di abuso sessuale...
- Non saprei nemmeno come definire questo giudice...
- Stupro-volone.
TEMPRA E CLIO
Dopo l'intervento al cuore, il Presidente Emerito Giorgio Napolitano reagisce molto bene: grande tempra.
Anche la moglie è ricoverata, ma in Ortopedia: grande Clio.
CONSULTAZIONI
Ultime consultazioni per un possibile Governo.
- Di Maio ha detto che Renzi si siederà al tavolo...
-...e per educazione terrà la pistola poco in vista.
LA PROVA DEL CUOCO
La Clerici lascia la conduzione del programma "La prova del cuoco". Al suo posto la Isoardi, la nuova fidanzata di Salvini.
"Finalmente una promozione in cucina. Mi ero stancata di stirare solo camicie!"

TRASFUSIONI
Furto shock all'Ospedale di San Severo. Nella notte i ladri hanno sradicato lo sportello bancomat.
Avevano urgente bisogno di 'liquidi' e perciò hanno fatto questa 'trasfusione'.

Il racconto della lite più lunga e antica d'Italia (di Matteo Vocale)

La storia è sempre appassionante. Ma lo è ancora di più quando tocca la vita quotidiana delle persone comuni. È il caso delle mille storie raccontate dagli "usi civici" e dalle loro diverse declinazioni, lungo il corso dei secoli.
Pochi lo sanno, ma la provincia di Foggia vanta in tema di "usi civici" una delle più antiche e controverse vicende. È quella che per secoli ha contrapposto i comuni di Lesina e di Sannicandro Garganico e che ha dirette conseguenze non soltanto sugli usi e i costumi delle popolazioni, ma sui confini amministrativi dei Comuni che vi sono interessati.
È una storia appassionante, pur se un tantino complessa, che Matteo Vocale, studioso ed appassionato di storia locale e del tema particolare degli usi civici, racconta a Lettere Meridiane con efficace sintesi (per come può essere sintetica una plurisecolare vicenda...) e con un taglio divulgativo, che rende la narrazione affascinante e coinvolgente.
Non vi sembri questione da addetti ai lavori: anzi, leggete con attenzione il racconto che dà il senso esatto di come la storia determini il corso degli eventi e spesso anche i destini delle persone.
La pubblichiamo a puntate, a partire da oggi. Al termine riuniremo le diverse puntate in una sola pubblicazione digitale. Ringraziando Matteo Vocale per il suo interessante e squisito contributo, auguriamo buona lettura.
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La vertenza sugli usi civici tra Lesina e San Nicandro:
racconto del contenzioso intercomunale più lungo e antico d'Italia
Nei titoli di giornale degli ultimi giorni, riecheggia il verdetto finale su una storica controversia che, secondo alcuni, sarebbe la più antica vertenza confinaria in Italia tra due comuni: quella per la definizione degli usi civici e, solo di conseguenza, dei confini tra i comuni di Lesina e San Nicandro Garganico.

giovedì 26 aprile 2018

Foggia, Municipio sotto attacco

È un Madetù vario, ricco e scatenato, quello che si propone nella striscia di oggi. Memorabile la battuta sui vandali che hanno distrutto la centralissima piazzetta alle spalle del Comune. Ma c'è tanto da sorridere e da riflettere anche in tutte le altre, a cominciare da quella che "celebra" la manifestazione foggiana del 25 aprile... Buona lettura, e buon divertimento.
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VANDALI
A Foggia vandali ancora in azione: distrutta la piazzetta dietro il Comune.
Dentro, invece, ci pensano a distruggerlo consiglieri di maggioranza e opposizione.
LIBERAZIONE
Svolta anche a Foggia la manifestazione per celebrare il 25 Aprile. Come al solito mancavano i liberati.
AUGURI PRESIDENTE
- Napolitano ha avuto un colpo al cuore...
- Aveva il presentimento che Mattarella, visti i fallimenti, gli avrebbe dato l'incarico di formare un nuovo governo!
BASTA VIOLENZA
Un padre violento ha massacrato di botte la figlia di 13 anni perché aveva postato un selfie su Instagram.
L'ha prima schiaffeggiata, poi tagliato le unghie, quindi strappato il piercing dall'ombelico. Il giorno dopo l'ha pestata con una mazza. Solo quando è svenuta, la madre ha deciso di denunciare anni di maltrattamenti.
Ci sono donne che si accorgono della pericolosità del proprio marito solo quando si chiedono perché mai abbia comprato una motosega se non hanno nemmeno un vaso sul balcone.
FURTI
In Spagna una leader del Partito Conservatore si è dimessa dopo che le immagini l'hanno incastrata mentre rubava due creme.
In Italia se rubi la Torre di Pisa ti ringraziano perché era storta!
LIVERPOOL
Prima della partita tra Liverpool e Roma, sono avvenuti duri scontri tra tifosi.
Un ultras giallorosso ha ferito gravemente un supporter inglese con l'uso di un martello.
Da buon ultras, evidentemente, aveva...un chiodo fisso.

Perché il Subappennino è stato sconfitto

Ho partecipato qualche giorno fa ad un interessante incontro sulle royalties per il metano che la Regione non ha riconosciuto ai comuni dei Monti Dauni nei cui territori insistono i pozzi, per destinarli ad altri scopi e ad altri comuni.
L’iniziativa era stata organizzata da Rino Lamarucciola, già sindaco di Pietramontecorvino, nel cui teatro si sono svolti i lavori, davanti a un pubblico non numerosissimo, ma attento e partecipe.
È toccato a me introdurre l’argomento, e non ho potuto fare a meno di ricordare come la questione del metano, sia la madre di tutte le questioni che riguardano lo sviluppo non soltanto dell'area collinare interna, ma dell'intera Capitanata.
Ormai quasi cinquant’anni fa, il rinvenimento di enormi quantità di gas e la percezione del rischio che potesse venire utilizzato altrove, produssero uno dei movimenti di massa più intensi della storia civile della Capitanata, culminato con l'occupazione dei pozzi e con la storica marcia  del metano del 23 maggio del 1969. Trentamila persone scesero a Foggia dai paesi subappenninici, a piedi, per chiedere che il prezioso gas naturale scoperto nelle viscere dei Monti Dauni servisse ad alimentare industrie locali.
La protesta popolare pagò. Il metano del Subappennino finì nelle condotte che portavano a Taranto, ma da quella mobilitazione e da quel movimento prese le mosse l’industrializzazione della Capitanata. Arrivarono le partecipazioni statali, decollò quel modello di sviluppo che nel bene e nel male ha sorretto l’economia dauna fino alla fine del secolo scorso.
Durante l’interessante dibattito che si è sviluppato, uno degli intervenuti mi ha chiesto perché, diversamente da allora, oggi i Monti Dauni non riescono a far valere le loro ragioni, e vengono puntualmente penalizzati, quando non apertamente sbeffeggiati, come nel caso della delibera della giunta regionale che ha destinato le royalties incassate dalla Regione per i giacimenti metaniferi del Subappennino ad altre aree e per altri scopi.
Eppure la Puglia è in debito nei confronti dei Monti Dauni, e non solo per l’energia che producono (grazie al metano ma anche grazie all'energia eolico prodotta dalle torri che ne hanno deturpato il paesaggio), o per l’acqua dell’invaso di Occhito. Come ha opportunamente ricordato Lamarucciola, la Puglia continua a restare tra le regioni dell’obiettivo convergenza (che consente a tutte le province di intercettare i finanziamenti comunitari destinati alle aree più svantaggiate) grazie agli indicatori socio economici del Subappennino.
E allora? Perché cinquant’anni fa sì, e oggi no? Perché il Subappennino non riesce più a farsi sentire, a difendersi?
Ho trovato la risposta nella fotografia che illustra il post. Sulle prime sembrerebbe una delle tante che illustrarono la lotta per il metano nella primavera del 1969.
Ma osservatela con attenzione.
È il popolo che scende in piazza. È il popolo che dice la sua. È la voglia di partecipare, di determinare il corso degli eventi. È vero che a sorreggere quella entusiasmante pagina di civiltà fu la mobilitazione di partiti e sindacati, che allora venivano definiti organizzazioni di massa perché effettivamente riuscivano ad organizzare quelle che allora venivano definite, con parola bruttina ma sicuramente efficace, le masse.
La fotografia certifica che all'impegno di partiti e sindacati si accompagnò una spontanea, massiccia mobilitazione popolare: vediamo sotto i cartelli della gente di Deliceto non soltanto lavoratori, ma donne, mamme, nonne, ragazzi, bambini.
Questa splendida fotografia mostra un popolo che scende in piazza per costruire il suo futuro.
È questa la differenza sostanziale tra oggi ed allora. È questa la chiave di volta per capire la sconfitta dei Monti Dauni.
Mezzo secolo fa, interi paesi occuparono i pozzi, si riversarono nelle strade e nelle piazze per impedire lo scippo di quel gas che avrebbe aperto un capitolo nuovo per l'economia e per il lavoro.
In queste settimane, la dura presa di posizione dei sindaci dei Comuni danneggiati dalla scelta regionale ha provocato reazioni tiepide e distratte: qualche articolo di stampa o un po' di social indignazione che non si nega mai a nessuno.
Oggi il Subappennino perde perché le masse hanno smesso di essere protagoniste.
Geppe Inserra

mercoledì 25 aprile 2018

Gli auguri di Madetù. Come se fosse Natale...

Che sia una buona giornata, come tutte le altre del resto.
Ma oggi non è una giornata come tutte le altre. Perché la Libertà è forse qualcosa di impalpabile e ci accorgiamo della sua importanza e grandezza solo quando non l'abbiamo.
Raccontiamo senza bugie e senza enfasi cosa accadeva a chi non ubbidiva a un ordine stupido, a chi non la pensava come te su tante cose, a chi avrebbe voluto pubblicare vignette o battute come le mie... O a chi avrebbe voluto dire che non era d'accordo con chi comandava. O a chi voleva cantare in modo diverso, suonare in modo diverso, ballare in modo diverso... Non si poteva votare in modo diverso perché non c'erano elezioni e per un nonnulla finivi senza lavoro, in carcere o al confino...
Poi arrivò la Guerra, che gli italiani non volevano, coi suoi milioni di morti, le distruzioni, la povertà. E dissero che era colpa degli altri...
Diamo il buongiorno, certo, ma ai nostri ragazzi, giovani, studenti ricordiamolo sempre che il 25 aprile (come il 25 dicembre) non è proprio un giorno come gli altri. E il fatto che la stragrande maggioranza delle persone più giovani non sappia cosa sia il 25 aprile è una vergogna di cui, noi meno giovani, siamo responsabili.
Buona giornata a tutti 😊
Maurizio De Tullio

Come fermare il degrado di Rione Ferrovia

Tra le diverse reazioni e i diversi commenti degli amici e dei lettori di Lettere Meridiane alla immagine del viale della Stazione nel 1919, mi ha particolarmente colpito quella di Gianluigi Cutillo, promotore e da anni animatore della prima e sola "social street" sorta a Foggia, e che fa riferimento al Quartiere Ferrovia.
Prima di condividerla con amici e lettori di Lettere Meridiane, devo ringraziare Tommaso Palermo che, attento come sempre, ha da par suo risolto il problema del "punto di vista" dal quale venne scattata la bella e rara fotografia. L'edificio che si vede in primo piano è l'Hotel Cicolella, prima che venisse sopraelevato.
Sulla foto (il cui originale, in alta risoluzione, potete scaricare cliccando qui) ho riportato gli altri punti di riferimento.
Ma veniamo alle riflessioni di Cutillo, che scrive:
Se vi fate una passeggiata sul viale della stazione cosa vedete? E soprattutto come fanno i foggiani ad accettare tutto ciò? Quanto visto nell'articolo di Geppe (immagini bellissime, costruttive, ottimiste) fa male, anzi malissimo, a chi lo confronta con ciò che vediamo oggi.
Altri cittadini si sarebbero ribellati con forza a tutto questo scempio, soprattutto nei pressi di un luogo sacro e storico della città, la parrocchia della Madonna della Croce.
È vergognoso che si continui ad alimentare il degrado e non si prendano provvedimenti seri di riqualificazione urbana della zona, magari tramite progetti ed interventi mirati.
Chi mi conosce sa quanto impegno sia stato profuso dal sottoscritto in questi anni, mai solo, ma sempre accompagnato da amici impegnati e costanti, per risollevare le sorti della zona, senza però risultati soddisfacenti. Ma si sa nessuno ha la bacchetta magica.
Purtroppo gli interventi spot o sporadici non bastano. I cittadini devono unirsi con spirito disinteressato e costruttivo verso la riqualificazione della zona, ma le istituzioni (tutte) devono fare in modo che una delle zona migliori della città torni a pulsare benessere, tranquillità, produttività, accogliendo le istanze di chi vive o lavora in zona.
Il viale della stazione è di tutti, non lasciamolo morire così, tra degrado sociale, marginalità e problemi di integrazione. Il destino del quartiere ferrovia probabilmente è un po' quello dell'intera città, fatta di persone per bene, generose ed accoglienti, ma troppo spesso depredata, maltrattata, dimenticata dalla regione e dal governo, privata del suo vero ruolo di regina della Capitanata a quello più triste di realtà marginale della provincia pugliese.
Dopo anni senza risposte concrete, ammetto di sentire una certa stanchezza, anche e soprattutto da parte mia, ma non solo, probabilmente queste questione non merita più l'attenzione dovuta.
Un caro saluto, Gianluigi Cutillo
L'amico Gianluigi ha perfettamente compreso il senso della lettera meridiana in cui ho pubblicato la fotografia che mostra com'era un secolo fa il Rione Ferrovia: molto meno abitato e residenziale, rispetto ad oggi, ma sicuramente più produttivo: più segno di una città in crescita.
Il rione ha mantenuto queste caratteristiche, perfino dopo essere stato letteralmente sventrato dai bombardamenti della tragica estate del 1943. Sorgendo proprio a ridosso della zona strategica rappresentata dalla stazione ferroviaria, si trovò  particolarmente esposto alla furia devastatrice delle bombe alleate.
Fino agli anni settanta, il viale della Stazione era assieme a corso Vittorio Emanuele la sede dello struscio cittadino: vi sorgevano i bar più eleganti, i locali più alla moda.
Poi è iniziato un lento ed inesorabile processo di declino che sarebbe ingiusto (e sbagliato) addebitare alla sempre più intensa presenza di stranieri. È brtto dirlo, ma non sono gli stranieri che degradano le aree in cui risiedono. Semmai è vero il contrario: sono le aree degradate ad attirare gli stranieri per ovvie ragioni: prezzi più bassi, maggiore facilità di insediamento. ecc.
Sono i foggiani che hanno "abbandonato" il Rione Ferrovia, trasferendo altrove (in periferie anonime, grigie... o peggio ancora in centri commerciali privi di anima) i loro interessi, i loro luoghi d'incontro, i loro strusci... e poi ci lamentiamo che Foggia non abbia una sua identità...
Ha ragione Gianluigi. Sarebbe necessario un progetto serio. Forte. Condiviso e unanimemente perseguito dalla politica: i processi di riqualificazione non si esauriscono mai in una sola consiliatura comunale, e troppo spesso succede che quando si insedia una nuova amministrazione disfaccia quanto realizzato da quella precedente, in una infinita tela di Penelope.
Occorrerebbe una politica in grado di azionare e governare i processi.
E vi sembra poco?
Geppe Inserra

martedì 24 aprile 2018

Figli sconosciuti: il contributo dei foggiani alla Resistenza

Il contributo dei Foggiani alla Resistenza ed alla Liberazione fu importante, assai di più di quanto non si sia pensato fino ad oggi. Fu un contributo per molti versi spontaneo, non sistematico, che coinvolse nella grande maggioranza dei casi immigrati che si erano trasferiti nel centro nord in cerca di  fortuna, scappando dalla miseria e dalla fame cui Foggia era stata ridotta dalla guerra. Non esitarono ad andare in montagna per difendere gli ideali di libertà e di democrazia.
Non si trattò solo dei nomi noti fino ad oggi, come Vincenzo e Luigi Biondi, i due fratelli ricordati da una strada e da un monumento nella villa comunale, caduti nelle Marche, o del tenore partigiano Nicola Ugo Stame, ucciso dai nazisti alle Fosse Ardeatine (ricordato da un vicolo periferico, sic).
Ci sono stati tanti altri "figli sconosciuti" della nostra città che hanno pagato con il sangue la loro dedizione alla causa della democrazia. Come Antonio Di Tommaso detto Paolo, partigiano della III Divisione Garibaldi caduto nel rastrellamento di Pra del Colle il 30 marzo 1945, o Pasquale La Rocca e Francesco Loco detto Moro, caduti in combattimento il 27 aprile dello stesso anno. E ancora, Savino Loco detto Piero, comandante di squadra nella IV Divisione Garibaldi, ucciso in combattimento il 26 gennaio, Vincenzo Loco detto Fritz, anche lui in forza alla IV Divisione Garibaldi, ucciso il 29 dicembre del 1944 e Gino Petrone detto Ciro, caduto il 7 aprile del 1944.
La rete, la disponibilità di archivi informatizzati facilmente accessibili, la tenacia di ricercatori come Raffaele de Seneen finalmente rendono giustizia a una storia dimenticata, che non deve essere però rimossa.
I nomi che ho citato sono soltanto alcuni di quelli ritrovati e raccontati da de Seneen nel suo quaderno della memoria pubblicato dall'Auser di Foggia, Figli Sconosciuti / Il contributo dei Foggiani alla Resistenza che rappresenta il primo (e riuscito) tentativo di dare un nome, un volta, una storia ai molti foggiani che si sono battuti sull'altare della democrazia, della pace, della libertà.
Grazie a Raffaele De Seneen, Figli Sconosciuti / Il contributo dei Foggiani alla Resistenza è disponibile in versione digitale per il download su Lettere Meridiane.
Gli amici e i lettori possono scaricarlo (in versione epub o in versione pdf), utilizzando i link sottostanti:

Guerra e pace, secondo Madetù

La striscia odierna di Madetù affronta argomenti tra i più disparati: dalla politica internazionale, sempre all'insegna della tensione e purtroppo della violenza, ai fatti quotidiani piccoli e grandi che diventano pretesto per giochi di parole che aprono squarci di riflessione, spesso inattesi e sorprendenti. È una striscia che rivela il senso e la filosofia più profonda della satira: uno sguardo diverso sul mondo: non solo per far sorridere, ma anche, e soprattutto, per far pensare.
* * *
MISSILI
Il dittatore nordcoreano Kim adesso vuol rasserenare i rapporti con Trump.
"Dai, vecchio mio - gli ha detto Kim - mettiamoci un missile sopra e non se ne parli più!"
RIANIMAZIONE
- Il piccolo Alfie Evans, nonostante il distacco della spina, sopravvive grazie a ossigeno e acqua.
- Questa prassi potrebbe funzionare anche col PD?
KAMIKAZE
- In Afghanistan un kamikaze ha ucciso una trentina di persone che erano in attesa di ritirare la tessera elettorale per poter votare.
- Sono proprio degli incivili! In Italia per non far votare milioni di elettori ci basta sparare cazzate!
SALONE DEL MOBILE
Tutti i leader hanno fatto visita al Salone del Mobile di Milano. Ma mentre gli altri si sono soffermati in tutti i settori, inspiegabilmente Di Maio è rimasto per ore solo in quello delle poltrone.
REDDITO DI CITTADINANZA ALLA FINLANDESE
In Finlandia l'esperimento del Reddito di Cittadinanza dopo solo un anno è fallito.
Il premier finnico ha detto: "È stata una necessaria presa d'atto".
In Italia è stata una necessaria presa per culo.
CORI RAZZISTI
- Questi cori razzisti degli juventini contro i napoletani devono però finire...
- Vero. Per fortuna che è arrivato quel gol di Kouli-batteri.
CAMMINATORE
Lo psicologo Giovanni Malagutti sta girando l'Italia a piedi per diffondere tre importanti parole d'ordine: cura del proprio corpo, aiutare l'Africa e difendere i diritti dei bambini.
In totale 2.300 km a piedi in 58 tappe. Tutto molto nobile e faticoso.
Ma uno che si chiama Malagutti non poteva girare almeno in motorino?

Perché Michele Serra ha ragione

Ha detto cose classiste, o di destra, Michele Serra, nella sua Amaca sul bullismo di qualche giorno fa, che tante polemiche sta suscitando?
Mi pare proprio di no. Nella stagione della post-politica e delle post-ideologie, in cui “non ci sono più destra e sinistra” (o non sarà, più semplicemente che la destra si è travestita da sinistra?), il ragionamento di Michele Serra è tra le cose più schiettamente di sinistra  che mi sia capitato di leggere negli ultimi tempi.
Perché è stato allora tanto largamente frainteso, travisato, incompreso? Non lo so.
Provo ad indovinare.
Forse perché era molto più lungo di un tweet e ormai, ahimè, la soglia d’attenzione dei lettori scende vertiginosamente dopo 280 caratteri?
Forse perché, in un certo senso, il buon Michele è stato tradito dal suo stesso incipit che preannunciava cose sgradevoli, che non sono state appunto gradite dai primi lettori di quell’Amaca, i cui commenti hanno influenzato nella solita reazione a catena tipicamente social, quelli successivi?
Più verosimilmente, perché ha cosparso di sale le ferite di quella sinistra populista e buonista che pensa che le classi non esistano più e che a cancellarle sia stata proprio la Scuola, depositaria delle sorti magnifiche e progressive dell’umanità.

lunedì 23 aprile 2018

Stavolta il Vesuvio ha eruttato... ma su Torino

Il brillante Madetù d'inizio settimana mette in crisi il "proto" che quotidianamente sceglie le battute e compila la striscia... Inevitabile parlare della sfida scudetto tra Juve e Napoli, conclusasi come sapete (ma state in campana perché battute sull'argomento sono previste anche per i prossimi giorni). Memorabile la battuta sul Vesuvio, che conquista anche l'onore della vignetta d'apertura... A proposito di sfide infinite, come ogni giorni Di Maio e Salvini si contendono la palma delle migliori freddure del nostro disegnatore satirico in versione solo testa. E poi l'attualità, con l'amarissimo, ma riuscito calembour sul professore arrestato per maltrattamenti all'alunna disabile.
Leggete. Ma soprattutto riflettete.
* * *
VESUVIO
- Pullman del Napoli accolto a Torino coi soliti cori razzisti e con sputi...
- Niente di nuovo all'orizzonte... Tranne un Vesuvio che stavolta ha eruttato su Torino!
SARRI
- Era proprio necessario che Sarri usasse quel dito ai tifosi della Juventus?
- Certo, altrimenti un solo punto di distanza dalla Juve come lo indichi?!
L'UNIONE FA LA FARSA
Di Maio spinge per l'accordo con Salvini e ribadisce la parola d'ordine del M5S: "Reddito di Cittadinanza".
Anche Salvini spinge per l'accordo con Di Maio, e ribadisce la parola d'ordine della Lega: "Flat Tax".
L'unione fa la farsa.
NON CENTIMETRI, MA CHILOMETRI
Luigi Di Maio aveva detto in un comizio che se i molisani avessero eletto il primo Presidente di Regione del M5S, il Governo nazionale sarebbe stato a pochi centimetri dalla conquista.
Ma, dopo la sconfitta in Molise, aumentano i suoi errori. Dopo quelli in grammatica e in geografia, ora Di Maio sbaglia anche in matematica: non erano centimetri ma chilometri!
SALVINI RAGIONA
- Salvini, parlando in Friuli della soluzione alla crisi di Governo, ha detto: "Datemi tre giorni che cerco di ragionare"...
- Per quello che dovrà dire Salvini, la parola "ragionare" è un po' grossa.
INSEGNANTE DI SOSTEGNO
A Potenza arrestato un insegnante di sostegno perché picchiava una bimba disabile di 9 anni.
Un vero insegnante di sostegno: con la mano sinistra sosteneva la bambina e con la destra la menava.
GUARDIE E LADRI
La locale Polizia Municipale ha denunciato un foggiano per il furto di dieci transenne.
- Ma a cosa potevano mai servirgli?
- A separare i ladri dalle guardie!

Monti Dauni, la beffa delle royalties

Proprio mentre, promettendo loro la revisione del provvedimento, l’assessore regionale al bilancio, Raffaele Piemontese, incontrava i sindaci dei Monti Dauni, sul piede di guerra per essere stati espropriati delle royalties provenienti dai giacimenti metaniferi che insistono nei loro territori, sul Bollettino ufficiale della Regione Puglia veniva pubblicata la Deliberazione della Giunta Regionale che tante polemiche ha innescato e che con l'avvenuta pubblicazione è divenuta a tutti gli effetti esecutiva.
La decisione del governo regionale pugliese, adottata su proposta del dimissionario assessore allo Sviluppo Economico e Lavoro, Michele Mazzarano, è così divenuta esecutiva.
Rivederla, così come ha promesso Piemontese, è possibile, ma non facile, perché dovrebbe essere preventivamente revocata, e sulla base di motivazioni forti, tali da resistere all’eventuale opposizione dei Comuni beneficiari dei fondi, che se li vedrebbero tolti, dopo l'assegnazione.

domenica 22 aprile 2018

La media del sette di Silvio Berlusconi

In attesa che il capo dello Stato domani decida il da farsi, Madetù ripercorre da par suo le diverse posizioni in campo. La battuta su Berlusconi primo della classe che ostenta la sua "media set" è davvero divertente. E così anche le altre dedicate al teatri della politica. Per il resto, il nostro disegnatore satirico in versione solo testo, getta il suo sguardo indagatore sui fatti della cronaca,strappando come sempre amari sorrisi che inducono a riflessioni altrettanto amare su questo paese e questa città che sembrano andare inesorabilmente alla deriva. Buona lettura.
* * *
BERLUSCONI BRAVO A SCUOLA
- Berlusconi dice che quelli del M5S non conoscono nemmeno l'abc della democrazia...
- Lui invece è più bravo. Ha la Media-set...
BASTA SCHIAFFI IN FACCIA
- Forza Italia ha detto chiaramente: "Basta schiaffi in faccia dal M5S".
- Gli basta già uno della Lega con la faccia da schiaffi!
LA POLITICA AL SALONE DEL MOBILE
Tutti i leader hanno fatto visita al Salone del Mobile di Milano. Ma mentre gli altri si sono soffermati in tutti i settori, inspiegabilmente Di Maio è rimasto per ore solo in quello delle poltrone.
EARTH DAY
Oggi è l'Earth Day, la Giornata mondiale del pianeta. Tema di questa edizione la lotta alla plastica. Tanti i partecipanti.
Assente la Santanchè.
VIOLENZA? SOLO SUGLI UOMINI
I calciatori sono scesi in campo con un segno rosso sul volto per dire "No alla violenza sulle donne".
Ma gli Ultras non ci stanno: "E che ci frega?! Tanto noi di solito meniamo i maschi!".
GEOGRAFIE MAFIOSE
Uomini e geografia della mafia.
Messina Denaro.
Foggia Denaro Mafia.


La storia foggiana cancellata dai nomi delle strade

L’articolo sull’incredibile (e ripetuto) errore che priva la città di Foggia di una strada intitolata ad uno dei suoi più illustri figli, l’economica settecentesco Ferdinando Galiani, ha suscitato particolare interesse tra i lettori e gli amici di Lettere Meridiane, come sempre particolarmente attenti alle cose che riguardano la storia e l’identità di Foggia.
Proseguendo nella pubblicazione di una serie di articoli che ho scritto nell’ormai lontano 1981 per la Gazzetta del Mezzogiorno, mi piace riproporre un pezzo che riguarda proprio la questione della malferma toponomastica foggiana.
Uscì venerdì 4 Dicembre 1981, nell’ambito di una rubrica intitolata Foggia da salvare.
I nomi delle strade sono un pezzo importante dell’identità di una città. Cambiarli senza serbare memoria della intitolazione precedente, significa perdere importanti tracce del passato.
In coda all’articolo, i collegamenti agli articolo usciti precedente o il link al ritaglio originale della Gazzetta. Buona lettura. (g.i.)
* * *
C'è un po’ di storia nei nomi delle vie
Nella stessa targa si potrebbe indicare il nome vecchio accanto al nuovo
FOGGIA — C’è un frammento di storia anche agli angoli delle strade: i nomi dei vicoli, delle vie, delle piazze sono in se stessi una testimonianza del passato. Spesso, anzi, è proprio la toponomastica a offrire preziose indicazioni agli storici, nelle loro ricerche.
Conservare i nomi delle strade, evitare sostituzioni traumatiche, significa quindi preservare la memoria di fatti, personaggi, costumi di cui talvolta non restano segni se non, appunto, l’intitolazione di una strada. A Foggia, purtroppo, la toponomastica ha subito frequenti e deleteri cambiamenti.

De Zerbi-Iemmello, la vendetta. Asfaltato Gattuso.

Chissà cosa avranno pensato Pietro Iemmello e Roberto De Zerbi stasera, uscendo dal campo di San Siro.
Sono certo che un pensiero all’infausto 12 giugno di due anni fa l’avranno rivolto. E si saranno sentiti soddisfatti, ripagati. Perché il tempo è signore.
Seicentosessantotto giorni dopo l’amaro pomeriggio di Foggia-Pisa allo Zaccheria, che molto immeritatamente portò in serie B i nerazzurri toscani allenati da Gattuso (immediatamente retrocessi, la stagione successiva) a scapito dei rossoneri allenati da De Zerbi (immediatamente promossi, la stagione successiva), la dea eupalla si è presa la sua rivincita.
Nel tempio di San Siro, il Benevento di Roberto De Zerbi ha asfaltato il Milan di Gennaro Gattuso.
I campani erano a un passo dalla retrocessione. Il Milan doveva vincere a fare un sol boccone degli uomini di De Zerbi, che hanno invece impartito una lezione di calcio ai milanisti.
È successo altre volte che l’ultima della classe vincesse a scapito di squadre blasonate, complicandone la classifica. Però si era sempre trattato di partite bizzarre, determinate dal caso, più che dagli effettivi valori in campo.
Invece il Benevento a San Siro se l’è meritata. Ha vinto giustamente.
E mister De Zerbi ha confermato di essere un grande allenatore, mentre Gattuso ha confermato di essere un allenatore appena bravino.
Come calciatore è stato un grandissimo. Come allenatore è sopravvalutato. Sicuramente è molto meglio come attore (lo ricordate quando, quel pomeriggio allo Zaccheria, colpito di striscio da una bottiglietta d’acqua semivuota, si accasciò come se fosse stato centrato da una bomba atomica?)
Non so voi, ma io stasera ho gioito di cuore.
La vendetta è piatto che si serve freddo, recitava il titolo di un bel film di Pasquale Squittieri. Stasera Roberto De Zerbi ha dimostrato di essere anche un grande chef. Come le cucine lui, le vendette, non ci riuscirebbe neanche Gianfranco Vissani.
P.S.: A testimonianza che la dea eupalla esiste, è viva, e lotta insieme a noi, è il caso di ricordare che De Zerbi si era preso già un altro sfizio nei confronti di Gennarino Ringhio Gattuso, quando il 3 dicembre scorso, il Benevento aveva conquistato il primo punto in serie A della sua storia calcistica pareggiando per 2-2 grazie ad una rete segnata dal portiere Brignoli. Ihihih.

sabato 21 aprile 2018

Se il portiere fa la frittata...

Se Lettere Meridiane fosse un giornale, potremmo dire che eravamo già... andati in stampa. Ed in effetti avevamo già pubblicato il post sulla striscia quotidiana di Madetù, con la vignetta d'apertura dedicata al bullismo che sta imperversando nelle scuole...
Poi il nostro disegnatore satirico in versione solo testo, dopo aver visto il derby tra Foggia e Bari di questo pomeriggio allo Zaccheria, non ha potuto esimersi dal commentarlo, tirando fuori una sfavillante battuta. Così abbiamo fermato le macchine ed eccovi la seconda edizione della striscia... Mai come oggi si tratta, però, di una risata amara... Alla fine trovate la vignetta originaria...
* * *
GUARNA
- Il portiere del Foggia quando ha fatto quel macroscopico errore forse era abbagliato da qualcosa?
- "Guarna che luna..."!
BULLI 
- Tra 10 anni, secondo uno studio della Fondazione Agnelli ci sarà un milione di studenti in meno.
- Ecco una buona notizia: si spera così in un forte calo del bullismo.
(copyright Aiace)
TRATTATIVA TABU'
La trattativa Stato-Mafia ci fu. E le condanne lo confermano.
Ho solo un problema a distinguere chi sono i condannati mafiosi...
GLI AUGURI AD HITLER
Un docente delle scuole superiori di Ascoli Piceno ha fatto gli auguri di compleanno ad Adolf Hitler, su Facebook.
Gli ha prontamente risposto, sempre su FB, l'anima di Hitler: "Testa di cazzo! Insegni in una scuola e non hai ancora imparato la Storia?"
PESCI
- Il Presidente Mattarella non sa più che pesci prendere...
- Stia attento però. Ci sono quelli che Forza Italia ha rifiutato di continuare a prendere dal M5S!
DI PIETRO, ORGOGLIO MOLISANO
Il molisano Antonio Di Pietro si è stancato di assistere a questo indegno gioco delle parti tra Di Maio e Salvini ai danni del suo Molise.
E con orgoglio fa sapere a quei due: "Mo.li.sano io!".
LUMACHE
Nelle campagne di Vieste i Carabinieri hanno scoperto 850 grammi di cocaina sotto un cumulo di pietre.
Le forze dell'Ordine se ne sono accorte perché avevano notato centinaia di lumache entrare e uscire velocemente di casa!

Un'Italia da ridere...

Tanta attualità nella striscia quotidiana di Madetù: la scuola (con i fenomeni di bullismo ma anche di filonazismo tra certi docenti), la sentenza che ha riconosciuto (e condannato) la trattativa tra lo Stato e la mafia, la situazione di stallo in cui  è precipitata la trattativa per la formazione del nuovo governo.
Come sempre, cari amici e lettori di Lettere Meridiane, buona lettura  e buon divertimento.
* * *
BULLI 
- Tra 10 anni, secondo uno studio della Fondazione Agnelli ci sarà un milione di studenti in meno.
- Ecco una buona notizia: si spera così in un forte calo del bullismo.
(copyright Aiace)
TRATTATIVA TABU'
La trattativa Stato-Mafia ci fu. E le condanne lo confermano.
Ho solo un problema a distinguere chi sono i condannati mafiosi...
GLI AUGURI AD HITLER
Un docente delle scuole superiori di Ascoli Piceno ha fatto gli auguri di compleanno ad Adolf Hitler, su Facebook.
Gli ha prontamente risposto, sempre su FB, l'anima di Hitler: "Testa di cazzo! Insegni in una scuola e non hai ancora imparato la Storia?"
PESCI
- Il Presidente Mattarella non sa più che pesci prendere...
- Stia attento però. Ci sono quelli che Forza Italia ha rifiutato di continuare a prendere dal M5S!
DI PIETRO, ORGOGLIO MOLISANO
Il molisano Antonio Di Pietro si è stancato di assistere a questo indegno gioco delle parti tra Di Maio e Salvini ai danni del suo Molise.
E con orgoglio fa sapere a quei due: "Mo.li.sano io!".
LUMACHE
Nelle campagne di Vieste i Carabinieri hanno scoperto 850 grammi di cocaina sotto un cumulo di pietre.
Le forze dell'Ordine se ne sono accorte perché avevano notato centinaia di lumache entrare e uscire velocemente di casa!

Ecco il Derby d'Apulia: 48 volte la più bella sfida pugliese

Dici Puglia e dici derby: sarà per la forma allungata della regione, sarà per le tante città che affidano il loro blasone e spesso anche la loro identità alla squadra di calcio locale, sarà per il fatto che le squadre pugliese prendono spesso l’ascensore da una serie all’altra, col risultato che molto spesso i loro destini s’incrociano. Non c’è regione che metta in campo tanta rivalità tra le diverse tifoserie.
Ma qual è il derby dei derby in Puglia? Dal punto di vista statistico e agonistico sicuramente quello tra Bari e Lecce, che si è giocato 66 volte, nelle diverse categorie e coppe.
L’enciclopedia on line Wikipedia tuttavia non ha dubbi nel ritenere proprio il derby Bari-Foggia quello maggiormente blasonato, dal punto di vista storico e geografico, denominandolo Derby d’Apulia (e dedicandogli una voce specifica, che potete trovare qui).
La definizione è desunta da ragioni principalmente geografiche: “Il derby è chiamato così - scrivono i redattori dell’enciclopedia digitale - per la locazione delle due città nella cosiddetta Apulia, ovvero la Puglia continentale, chiamata così dalle popolazioni preromane.”
L’incontro di questo pomeriggio allo Zaccheria sarà il 48° che verrà disputato tra i satanelli rossoneri e i galletti baresi.
Il campionato che ha registrato il maggior numero di volte il Derby d’Apulia è naturalmente quello cadetto, che ha visto le due formazioni affrontarsi 25 volte. Il bilancio è in perfetta parità, con 7 vittorie per il Bari, altrettante per il Foggia, e 11 pareggi. Leggermente a vantaggio dei rossoneri invece le reti segnate: 32 contro 29.
L’ultimo derby, nel girone d’andata del campionato in corso, venne disputato all’ora di pranzo di domenica 26 novembre 2017. Partita equilibratissima che sembrava avviata allo 0 a 0 (risultato mai verificatosi, quest’anno, nelle partite che hanno visto impegnato il Foggia). La vittoria barese fu determinata da una rete segnata al 92’ dal solo giocatore foggiano che indossa la maglia biancorossa, l’attaccante Cristian Calano.
Il bilancio dei derby giocati allo Zaccheria vede in vantaggio il Foggia, con 5 vittorie contro una sola dei biancorossi, e 6 pareggi. 21 le reti messe a segno dai satanelli, 12 quelle degli ospiti.
Le altre edizioni del Derby d’Apulia si sono svolte in serie A (4 volte), serie C (2), serie C1 (2), IV serie (4) e Coppa Italia (8).
Il bilancio complessivo delle 47 partite vede leggermente avvantaggiata la formazione del capoluogo regionale, con 18 vittorie, contro le 16 del Foggia, e 13 pareggi. 69 i gol segnati dal Bari, 68 quelli messi a segno dal Foggia.
Il cannoniere per eccellenza dei Derby d’Apulia è il barese Paolo Erba, centravanti di scuola Inter, autore di 5 reti, tre delle quali messe a segno in un Bari-Foggia di Coppa Italia, disputatosi nella stagione 1960-61 e finito 3-1 per i baresi.
Da parte rossonera i marcatori più prolifici sono stati con 4 reti Ciccio Baiano (anche lui autore di una tripletta, in serie A, nella prima volta del Derby d’Apulia in serie A, il 3 novembre 1991, finito 4-1 per il Foggia) e Benedetto Benedetti, centravanti rossonero degli anni Trenta.
Le vittorie casalinghe più larghe sono state quella barese, nella Coppa Italia 1958-59 (finita 5-1 per i biancorossi) e quella foggiana per 4-0 nel campionato di serie B 1968-69 (andarono in gol Paolo Garzelli, quindi doppietta dell’indimenticabile Nello Saltutti e Paolo Nuti a suggellare il trionfo rossonero).
Le vittorie esterne più larghe sono invece state il 5-2 inflitto dal Bari al Foggia allo Zaccheria, nel campionato di IV serie 1953-54 (partita che è stata anche il derby d’Apulia con più reti in assoluto) e i due 3-1 con cui il Foggia ha espugnato lo Stadio della Vittoria e il San Nicola, rispettivamente nel torneo di serie C 1951-52 e in quello di serie A 1991-1992.
Date queste premesse, che derby sarà quello che si giocherà oggi pomeriggio allo Zaccheria? Sicuramente spettacolare.

venerdì 20 aprile 2018

Ferdinando Galiani, la memoria calpestata

Ferdinando Galiani è tra i più celebri ed eminenti figli della terra dauna. Ed è anche, purtroppo, la più eloquente e significativa conferma che nessuno è profeta in patria. Soprattutto se la patria in questione è la città di Foggia.
Illustrissimo economista, citato da Karl Marx ne Il Capitale per il suo trattato Della Moneta, Galiani nacque effettivamente a Chieti, ma si può ritenerlo foggiano a tutti gli effetti. Studiò infatti a Foggia così come suo zio, Celestino, dotto uomo di Chiesa, e dauna era la sua famiglia.
Se Ferdinando Galiani visse poco nel capoluogo dauno lo si deve soprattutto al fatto che suo padre Matteo, regio uditore, era costretto a trasferirsi di volta in volta, assieme alla sua famiglia, nelle diverse città in cui la professione lo spingeva.
La sua fama come economista, come uomo di scienza, ma anche come fine letterato superò di gran lunga quella dello zio e si sparse in tutta Europa, anche perché visse per un certo periodo a Parigi come segretario dell’ambasciata, diventando ben presto un punto di riferimento degli ambienti eruditi ma anche dei salotti buoni della capitale francese.
A Napoli gli sono state intitolate una strada centralissima, una traversa di via Caracciolo, e un istituto medio superiore. Per ricordarlo, la comunità scientifica internazionale ha battezzato a suo nome un asteroide, il 11958 denominato appunto Galiani.
E la sua Foggia? Niente. Non un istituto scolastico ad indirizzo economico e commerciale, come sarebbe stato auspicabile. E nemmeno una strada. O forse sì… ma sbagliandone il nome, per ben due volte.

giovedì 19 aprile 2018

La Manfredonia Vetro secondo Madetù...

È un Madetù a 360 gradi, quello che potete leggere nella striscia quotidiana del nostro disegnatore satirico in versione solo testo, che si occupa anche delle vicende economiche e sindacali del territorio, manifestando qualche perplessità alla evoluzione della Manfredonia Vetro.
Ma la puntura più pesante riguarda la notizia che nella guerra che sta insanguinando lo Yemen (nel totale disinteresse dell'opinione pubblica internazionale) c'è anche la mano italiana. E poi, come sempre, la politica con particolare riferimento a Di Maio e a Salvini, al centro dei riflettori per la formazione del nuovo governo. Buona lettura.
* * *
MANFREDONIA VETRO
Forse siamo ad una svolta: la 'Manfredonia Vetro' passa ai turchi della SISECAM.
Gli operai confidano nel nuovo proprietario.
- È vero che non saremo abbandonati un'altra volta?
- SI-SE-CAM...p.
GENTAGLIA
Nonostante sia vietato, bombe fabbricate in Italia usate nello Yemen.
"Italiani, brava...gentaglia".
TEST DI...
A Berlino un giovane indossa un copricapo ebraico e viene preso a cinghiate durante una aggressione antisemita.
"Era un test per provare l'antisemitismo" ha poi detto.
Non era un test. Era una test di cazz.
IL SEGNO DELLA CROCE
- Il Papa ha detto che "oggi i bambini non sanno più farsi il segno della croce"...
- Non so cosa volesse dire. E non ho nemmeno capito bene cosa sia questa "croce".
IL SUD CHE VOTA SALVINI
Prima, quando Salvini scendeva al Sud, gli buttavano dietro uova marce.
Adesso gli buttano voti buoni.
IL SETTIMO SI RIPOSO'
- Di Maio vuole fare il Governo a tutti i costi con la Lega. E ha detto: "Mi fido di Salvini, ma deve muoversi in una settimana!"...
- E perché in 7 giorni?
- Perché al settimo giorno Dio Maio si riposò!
SE VOLANO I PALLONCINI...
Trovata una soluzione per i voli da Foggia.
La notizia è che non serve più l'aeroporto "Gino Lisa", dopo la conferma che un palloncino lanciato da piazza Mercato è atterrato in Montenegro.
Si volerà scomodi, ma almeno si arriva da qualche parte!

Quando Foggia era bella

Quando ho trovato sul web l’immagine che illustra questo post, la cui didascalia recita testualmente Foggia - Stabilimenti Industriali, vi confesso di aver pensato, sulle prime, che si trattasse di un errore, non infrequente quando si tratta di antiche cartoline.
Il fatto è che non riuscivo a riconoscere Foggia, nella fotografia, scattata nel 1916.
È bastata però una indagine più approfondita per appurare subito che non si tratta di errore.
La fotografia mostra effettivamente Foggia com’era all’inizio del secolo scorso, essendo stata realizzata da un editore foggiano, Urbano Savino, che certamente non poteva sbagliarsi nella didascalia.
L’immagine svela i tratti di una città in crescita, operosa. Ma dove venne scattata?
Non è facilissimo rispondere, ma avanzo sommessamente una ipotesi. Se guardate bene, sulla destra si nota il profilo del Gargano. Appena più in basso, sotto la campagna, si intravedono alcune costruzioni che lasciano pensare alla vecchia stazione di Foggia, ripresa nelle sua parte a nord, quella che oggi si affaccia sul terminale dei bus. Il punto di vista, dall’alto, è più o meno quello che avrebbe un osservatore che si trovasse sull’odierna via Sabotino.
Se le cose stanno così, l’ampia strada che si nota al centro dell’immagine è il viale della Stazione, che all’epoca non era circondato da palazzi, com’è adesso, ma neanche attraversava la campagna.
Da un lato e l’altro sorgevano per lo più opifici, cantieri, come quelli che vengono mostrati dalla foto. È evidente l’intento del fotografo nonché dell’editore della cartolina, di non documentare la stazione, ma piuttosto il contesto produttivo che sorgeva attorno allo scalo ferroviario, che era stato inaugurato alcune decine d’anni prima.
L’abitato si espanderà presto verso la stazione, con la realizzazione di edifici pubblici importanti, come il palazzo dell’Acquedotto Pugliese e quello delle Poste, ma anche di palazzi residenziali che conferiranno a Foggia l’aspetto di una vera e propria città. Una bella città.
Purtroppo, i bombardamenti dell’estate del 1943 che infieriranno con particolare violenza proprio nella zona mostra dalla foto, cambieranno radicalmente questo angolo di Foggia, che praticamente non esiste più.
Il solo manufatto sopravvissuto ai decenni è la grande ciminiera che si vede proprio al centro della foto e che serviva una fornace che sorgeva in viale Fortore, operante fino agli anni Sessanta.
Della immagine forniamo ad amici e lettori di Lettere Meridiane sia l’originale in bianco e nero, sia la foto colorizzata utilizzando la tecnica di intelligenza artificiale “profonda” di Satoshi Iizuka, Edgar Simo-Serra e Hiroshi Ishikawa (Let there be Color!: Joint End-to-end Learning of Global and Local Image Priors for Automatic Image Colorization with Simultaneous Classification).
L’immagine colorata che illustra il post è solo uno screenshot. Per scaricarla ad alta risoluzione, cliccate qui.
Se avete da aggiungere particolari, ricordi, indicazioni, suggerimenti alla foto e ai suoi elementi, commentate il post.

mercoledì 18 aprile 2018

Gli Ufo sono sbarcati in serie B...

La politica sempre in primo piano. Anche quella che non si vorrebbe mai commentare, come la svastica trovata a Montecitorio (ma che razza di gente frequenta la Camera dei Deputati?). Ma la più divertente è la battuta calcistica sul forte laterale tedesco del Foggia, Oliver Kragl, che anche ieri sera a Terni ha cercato caparbiamente la via del gol, abbattendo un paio di volte i difensori avversari con le sue violente pallonate... Buona lettura.
* * *
UFO
Un UFO ha attraversato tutta l'Italia, da nord a sud. In allarme le autorità militari.
Era un oggetto volante non identificato ma poi si è capito che si trattava di un pallone calciato da Kragl a Terni.
ASTEMI
Al Vinitaly il segretario reggente del PD, Martina, ha detto che Di Maio e Salvini sono astemi.
Ed è vero: bevono solo acqua. Perciò...annaspano.
DI MAIO CHIUDE IL FORNO?
- Di Maio preannuncia la chiusura di un 'forno'.
- Ma non vendeva gassose allo stadio? (copyright Miky)
SVASTICHE A MONTECITORIO
- Trovati sulle pareti del bagno dei Deputati a Montecitorio, svastica e inno nazista.
- Normale che i pezzi di merda si ritrovino in bagno.
LESINA VUOLE TERMOLI
È ufficiale: Torre Mileto, con le sue 2.000 costruzioni abusive sul mare, appartiene a Lesina che ora dovrà occuparsi della riqualificazione dell'area.
Ma il Comune di Lesina non ci stà: "Chiediamo di appartenere a Termoli!".
CITTADINANZE ONORARIE
- Capri vuole lo status di "isola svantaggiata".
- Le Tremiti chiedono di più: vogliono lo status di "isola sfigata"...dopo la Cittadinanza Onoraria a un alto esponente del PD!

18 aprile 1905: l'eccidio (sconosciuto) di Foggia

Uno dei tanti luoghi comuni che aleggia attorno alla storia di Foggia vuole che i suoi cittadini siano gente poco adusa a scendere in piazza e poco propensa alla partecipazione politica e civile. Non è così, o almeno non è stato sempre così.
Tra le fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, Foggia è stata tra le piazze italiane più calde in termini di mobilitazione e di protesta popolare. Ma di quegli episodi, nella memoria collettiva, è rimasto o poco o nulla, anzi, a volerla dire tutta, il ricordo è del tutto evaporato.
Per la verità non c’è molto neanche sui libri di storia, come spesso accade quando ad essere protagoniste degli eventi sono quelle che una volta si chiamavano masse.
La storia, si sa, la scrivono i vincitori, e le masse hanno quasi sempre perduto.
Il 18 aprile 1905, mentre era in corso lo sciopero dei ferrovieri - uno dei primi e più importanti scioperi del XX secolo - la città fu teatro di una ribellione popolare che sfociò in durissimi scontri con le forze dell’ordine. Il bilancio fu tragico: persero la vita quattro persone e una quarantina furono i feriti.
Non era la prima volta che nel capoluogo dauno si erano registrati eventi di tanta gravità.
Foggia era stata uno dei centri più coinvolti dai moti del pane, qualche anno prima.
Il 28 aprile 1898 una “turba famelica” (la definizione è del cronista de Il foglietto) aveva preso d’assalto i forni e le panetterie. L’intervento delle forze dell’ordine non placò gli animi, e i rivoltosi assaltarono il Municipio, incendiandolo e distruggendo l’archivio comunale.

martedì 17 aprile 2018

Dichiarazioni on line: saranno una nuova chat?

Madetù spazia. Del resto, la cronaca politica si ripete in questi giorni sempre uguale a se stessa... Ma offre tanti e tanti spunti, l'attualità, a tutti i livelli, con un occhio sempre attento alle guerre che insanguinano il pianeta. E Madetù attinge a piene mani.
Memorabile la battuta sulle dichiarazioni dei redditi on line. Ma strappano sorrisi anche alcuni deliziosi calembour come quello sul Salvinitaly e quello (copyright arcan58) che stigmatizza che sempre più frequente (e antipatica) usanza mediatica di chiamare i politici per nome e non per nome e cognome...
* * *
DICHIARAZIONI ON LINE
- Da oggi 30 milioni di "dichiarazioni on Line"...
- Cos'è, la nuova chat di Facebook?
TRUMP
- Trump ha detto che i raid in Siria erano necessari...
- "Se vuoi la guerra, prepara la guerra".
MATTEO
Lungo colloquio di Maurizio con Matteo prima dell'incontro con Sergio. Poi Matteo si è visto con Deborah. E infine con Dario.
Giusto per non parlare sempre di...Renzi. (copyright arcan58)
BOTTA E RISPOSTA
- Nel 2013 Bersani offrì una grande occasione al M5S di fare un Governo a guida PD. E loro risposero con un volgare "Vaffanculo!"...
- Oggi Di Maio offre al PD la grande occasione di fare un Governo a guida M5S...
- E come ha risposto il PD?
- In maniera più elegante: "Andate a cagare!"
FURBI NAPOLETANI
- Il furbo napoletano Di Maio cerca di fregare ancora una volta il PD...
-...che, più pragmaticamente, risponde picche...
- E, come si dice a Milano: "Cà nisciuno è fess!"
SALVINITALY
- Salvini ci ha tenuto ad essere presente anche a Vinitaly.
- Forse per ribadire la valenza nazionale della Lega...
- Salvinitaly.
D'ALEMA
D'Alema è meglio se pensa a produrre vini.
È l'unico modo per stare con i "rossi" senza fare danni.
LATTE PARZIALMENTE SFUMATO
Dopo il cane antidroga che... miagolava dopo aver scoperto droga in una casa ad Ascoli Satriano, i Carabinieri hanno trovato marijuana in una mangiatoia a Monte S. Angelo.
Le mucche producevano un ottimo latte parzialmente...sfumato.


Quando Foggia divenne città imperiale (e culla di arte)

Diversamente da quanto si pensa comunemente, la più importante testimonianza della presenza di Federico II a Foggia non è l’arco del palazzo eretto dall’imperatore, ma l’epigrafe che ne attesta la costruzione. Questi straordinari resti del Palazzo Imperiale si trovano oggi conservati sul muro laterale del Museo Comunale, in piazza Nigri.
Se l’arco è stato studiato doviziosamente, non si può dire altrettanto dell’epigrafe, che recentemente è stata oggetto di un’approfondita indagine da parte dello studioso Francesco Gangemi, che ne ha riferito i risultati nel saggio Il palazzo di Federico II a Foggia: la testimonianza epigrafica, comparso ne Il potere dell’arte nel Medioevo, Studi in onore di Mario D’Onofrio.
Lo studio è stato svolto nell’ambito di una ricerca in corso presso la Bibliotheca Hertziana, Max-Planck-Institut für Kunstgeschichte di Roma, realizzata con il sostegno della Fritz Thyssen Stiftung.

L’approccio dello studioso è quello dello storico dell’arte, ma i risultati sono molto interessanti, e schiudono nuove prospettive alla possibile ricostruzione del Palazzo di Federico II, come lo stesso autore scrive nel suo saggio.
Ce ne siamo già occupati in una precedente lettera meridiana, ed avevamo promesso ad amici e lettori del blog di tornare sull’argomento, occupandoci di quanto Gangemi ha scoperto attorno all’epigrafe.
Pur essendo argomento da addetti ai lavori, va precisato subito che l'analisi di Gangemi apre nuove ed inedite prospettive, confermando la necessità di studiare più approfonditamente la presenza federiciana a Foggia, da valorizzare come potenziale attrattore turistico-culturale e come elemento identitario che si è andato rarefacendo.

lunedì 16 aprile 2018

Quanto vale il Foggia di Nember che sta facendo sognare i tifosi

Gli amici e i lettori di Lettere Meridiane ricorderanno un articolo del blog, pubblicato agli inizi del torneo cadetto, in cui, commentando il difficile approccio del Foggia al campionato, mettevamo in evidenza come il valore finanziario della rosa che l'allora direttore sportivo Di Bari aveva messo a disposizione di mister Stroppa fosse tra i più "leggeri" tra le squadre ai nastri di partenza.
Poi le cose sono andate come sapete. Il direttore sportivo è stato esonerato poco prima dell’inizio del mercato di riparazione, mentre L a squadra veleggiava nei bassifondi della classifica e lo spettro della retrocessione diventava sempre più incombente.
Al posto di Di Bari è arrivato Luca Nember, che ha letteralmente rivoluzionato la rosa. I risultati della cura da cavallo prescritta dal “dottor” Nember sono andati al di là di ogni possibile aspettativa.
Grazie anche alla rivoluzione tattica operata da Giovanni Stroppa, passato dal 4-3-3 che aveva permesso ai rossoneri di vincere alla grande il torneo di Lega Pro ma che si era rivelato inadatto alla serie cadetta, ad un 3-5-2 cucito su misura dal nuovo direttore sportivo, i satanelli hanno letteralmente preso il volo.
Oggi sono al nono posto, a sole due lunghezze dalla zona play off, che non rappresenta più un sogno proibito.
A questo punto, i tifosi rossoneri, gli amici e i lettori di Lettere Meridiane si domanderanno: ma quanto è costata la cura Nember? 
E qui sta il bello. La risposta è, infatti: poco. Così tanto poco da poter essere ritenuta un investimento per il futuro.
A confermarlo è il portale specializzato in analisi finanziarie delle società di calcio, Transfermarkt.it, che già abbiamo utilizzato per la prima valutazione del valore finanziario della rosa rossonera, nell’articolo di cui abbiamo parlato all’inizio.
All’inizio del campionato la quotazione economica della rosa collocava il Foggia, con un valore complessivo di 8,68 milioni, al terzultimo posto della serie B, sopra soltanto a Ternana e Venezia.
Ma quanti pensano che la poderosa cura Nember abbia fatto scalare chissà quante posizioni nella graduatoria economica ai satanelli si sbagliano. 
Il Foggia era terzultimo. Adesso è... ultimo, il che dà ancora maggior valore alla impresa del duo Nember-Stroppa.
Potete rendervene conto direttamente, guardando la tabella pubblicata alla fine dell’articolo, tratta da Transfermarkt.it. 
Il valore della rosa rossonera è passato, infatti, dagli 8,68 milioni di inizio campionato ai 9,28 milioni attuali, con un incremento di 6,9 punti percentuali.
Ternana e Venezia hanno speso di più, incrementanto il valore delle rose, rispettivamente del 24,1% e del 30,6%, “costringendo” (si fa per dire, naturalmente, visti gli entusiasmanti risultati) il Foggia all’ultima posizione.
Il costo della “cura Nember” può essere stimato, calcolando la differenza di valore degli atleti a disposizione del mister, dall’inizio del torneo ad oggi, in soli 600.000 euro. Con la possibilità, in prospettiva,  di un notevole ulteriore incremento determinato dai risultati e dalle belle cose che i satanelli stanno facendo vedere in campo (basti pensare al valore di Oliver Kragl, che è letteralmente esploso a Foggia, e che fa gola a diverse società di Bundesliga).
La genialità di Nember sta nell’aver preso e portato alla corte di Stroppa giocatori il cui valore di mercato era in discesa ma che si stanno rilanciando alla grande. Questione di conoscenza del mercato, di fiuto...
Consultando Transfermarkt.It e le valutazioni del portale specializzato si rileva una freccia rossa in giù (simbolo che indica un deprezzamento del valore di mercato) a fianco ai nomi di Kragl, Greco, Calabresi, Scaglia e Zambelli, protagonisti della rinascita rossonera.
Quando è venuto a Foggia (purtroppo soltanto in prestito) dal Crotone, Oliver Kragl era quotato soltanto 800.000 euro. Il suo valore è oggi perlomeno triplicato.
Forse non sarà il Foggia a beneficiare degli effetti del presumibile apprezzamento cui andranno incontro le quotazioni dei giocatori che indossano la casacca rossonera, visto che in molti casi si tratta di prestiti e che lo stesso Luca Nember viene seguito da diverse società, anche di serie A.
Ma un dato è certo: Luca Nember e Giovanni Stroppa stanno scrivendo a Foggia una grande, meravigliosa, pagina di calcio e di sport.


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