Post

Visualizzazione dei post con l'etichetta subappennino

La Pedesubappenninica, per trasformare i Monti Dauni in una città intercomunale

Immagine
Quando sento parlare, o per dire meglio, riparlare di Pedesubappenninica, il cuore mi si riempie di nostalgia e mi ritrovo avvolto dai ricordi. Mi piace dirlo soprattutto ai ragazzi, ai giovani di oggi: c’è stato un tempo in cui la politica era una bella cosa, uno strumento che serviva veramente per cambiare (in meglio) la vita delle persone, per realizzare opere pubbliche che inducevano lo sviluppo del territorio. Di quella stagione, la Strada Regionale n.1, Pedesubappenninica è stata tra i simboli più significativi, e che si riprenda a parlarne, oggi, è certamente una buona notizia. Speriamo che la mobilitazione dei sindaci Leonardo De Matthaeis, Tommaso Lecce, Michele Dedda e Pasquale De Vita (rispettivamente di Alberona, Bovino, Orsara e Casalnuovo Monterotaro) e il convinto sostegno del Partito Socialista e del suo segretario provinciale Michele Santarelli, rimettano le ali ad un progetto da troppo tempo fermo al palo. L’idea, o se preferite il sogno, è patrimonio ideale e...

Il Ministero toglie le stele antropomorfe a Bovino, ed è polemica

Immagine
Non è una bella storia, quelle delle stele antropomorfe che la Sovrintendeza alle antichità di Taranto intende spostare da Bovino a Manfredonia. Se da un lato il Museo archeologico sipontino è il più rappresentativo della civiltà dei Dauni e dei loro monumenti più straordinari, che sono appunto le Stele, dall'altro la scelta della Sovrintendenza contraddice una filosofia che si è andata affermando (per fortuna) negli ultimi decenni, che vuole che i reperti vadano esposti, fruiti e custoditi nel posto in cui si sono formati. Quello di Bovino è tra l'altro uno dei pezzi forti del sistema museale della provincia di Foggia, e dista pochi chilometri da un'altra eccellenza acheologica, il polo museale di Ascoli Satriano, che ospita i grifoni policromi. Il trasferimento dei quattro pezzi a Manfredonia depauperebbe un intero territorio, proprio in un momento in cui proprio il Ministero dei Beni Culturali scommette sulla eccellenza dei Monti Dauni e sulla sua valorizzazione turis...

La tragedia di Manfredonia in rare fotografie su Amaraterra

Immagine
Era una tranquilla domenica mattina di fine estate quando, all’incirca alle 10, un tremendo boato terrorizzò Manfredonia. Nello stabilimento dell’Enichem, era esplosa la colonna di lavaggio dell’anidride carbonica dell’impianto preposto alla produzione dell’ammoniaca. Dalla torre sventrata si sprigionò una nube tossica che in breve tempo si riversò nei campi circostanti e nel rione Monticchio, il più vicino alla fabbrica, ubicata a poche centinaia di metri dall’abitato. I danni provocati alla salute degli operai, degli abitanti e dell’ambiente furono molto ingenti, non solo per l’incidente in quanto tale, ma anche per la scellerata decisione dei vertici aziendali di minimizzare quanto era accaduto. Gli operai vennero fatti entrare regolarmente in fabbrica il giorno successivo e vennero adibiti alla pulizia dei micidiali residui lasciati dall’esplosione, a mani nude, senza alcuna protezione. Si verificò la moria di centinaia di capi di bestiame che avevano ingerito il veleno fuor...

L'eccellenza turistica dei Monti Dauni. Però senza giornali.

Immagine
Con la sua consueta, certosina diligenza Maurizio De Tullio mi segnala alcuni link ad articoli sulla scomparsa dei giornali dalle edicole dei comuni più piccoli. Dalla lettura, si conferma in maniera evidente quanto era già emerso dall’ appassionato dibattito sulla sospensione della distribuzione dei quotidiani  nelle edicole dei Monti Dauni. La crisi delle edicole dei piccoli comuni si inscrive nella crisi più generale della carta stampata nell’era di internet, ed è appesantita dall'oggettiva situazione di isolamento in cui versano queste zone. Le segnalazioni di De Tullio aggiungono che il problema è nazionale, e riguarda la sopravvivenza stessa delle edicole (ovvero di imprese e posti di lavoro, dato  che mi è sembrato un po’ trascurato). Accade in Abruzzo, come si legge in un articolo sul sito Primadanoi , in cui Luigi Manzo , presidente della Fenagi-Confesercenti, l’associazione più rappresentati degli edicolanti, così racconta la crisi del settore: “Nella maggior p...

Monti Dauni esclusi dai finanziamenti Smart Puglia: la protesta di Lamarucciola

Immagine
Non si sono ancora placate le polemiche per la sospensione del servizio di distribuzione dei quotidiani alle edicole dei piccoli comuni del Subappennino Dauno, che già si profila all'orizzonte un'altra dura protesta. Rino Lamarucciola, uno dei più navigati esponenti politici dei Monti Dauni (è stato per dieci anni sindaco di Pietramontecorvino) affida alla sua bacheca facebook un durissimo attacco alla Regione. "Oltre alla viabilità, al trasporto pubblico e ai giornali - scrive Lamarucciola - ai Comuni dei Monti Dauni viene negata la possibilità di partecipare alla procedura negoziata per l'intervento patti per la città ." L'ex sindaco di Pietra punta l'indice contro la Determinazione del Dirigente Servizio Ricerca Industriale e Innovazione del 16 dicembre 2013, n.483, pubblicata sul BURP n.1 del 02.01.2014 con cui la Regione Puglia ha proceduto all'approvazione delle Direttive per l'attuazione, del format progettuale ed all'impegno di s...

La scomparsa dei quotidiani nel Subappennino: le opinioni e le polemiche

Immagine
Il post di Lettere Meridiane (ripreso dall’ apertura del Quotidiano di Foggia , di qualche giorno fa) sulla sospensione della  distribuzione dei quotidiani nelle edicole del Subappennino Dauno ha suscitato diverse prese di posizioni e commenti, soprattutto tra gli addetti di lavori. Ho già pubblicato l’approfondita riflessione di Maurizio De Tullio . Diversa l’opinione di diversi altri giornalisti intervenuti. La tesi ricorrente è che, dato lo scarso numero di lettori (dovuto essenzialmente - giova ricordarlo - allo scarso numero di abitanti) nella zona, effettivamente il servizio è antieconomico. E che non è comunque il caso di preoccuparsi più di tanto, visto l’avvento di internet e della banda larga che comunque garantisce il diritto all’informazione. Ecco i diversi interventi.

Il giornale che non c’è. Considerazioni e proposte di Maurizio De Tullio

Immagine
L'articolo di Lettere Meridiane sulla sospensione della distribuzione dei quotidiani in quindici comuni del Subappennino Dauno sta suscitando una vivace discussione, sui social network e non. Cercherò di darne conto nel blog. Cominciamo da questo contributo, approfondito e ricco di stimoli, di Maurizio De Tullio , amico e collega giornalista da sempre particolarmente attento ai temi che riguardano la comunicazione. Assieme ad  Arcangelo Renzulli qualche anno fa dette vita a Il vademecum , prima settimanale poi mensile, che fu, per oltre quattro anni, l'unico giornale italiano, se pur telematico, a occuparsi di informazione e comunicazione a livello locale, pubblicando la bellezza di 112 numeri, tuttora in rete . * * * Due notizie apparentemente diverse ma che, a mio avviso, richiamano ad una comune riflessione. La prima. Da martedì 7 gennaio 2014 l'Agenzia Lobuono di Bari, che da anni distribuisce in provincia di Foggia quotidiani e riviste per conto degli editori...

Il senso profondo dell'Appennino nel gemellaggio artistico tra Accadia e Spello

Immagine
Accadia e Spello distano tra di loro poco più di 400 chilometri: comune pugliese il primo, umbro il secondo. La Puglia è una regione del Sud, l'Umbria una regione del Centro. Sembrerebbero realtà diverse, e lontane. Sono però unite da un comune dato geografico: stanno nell'Appennino. Vi suggerisco un esercizio: prendete la carta geografica italiana, e fatela ruotare di 180°: vi accorgerete che è come se la distanza s'attenuasse. È il prodigio dell'Appennino. Non c'è nulla di più italiano, di più avvolgente e di più comprensivo dell'Appennino. Ciò che a prima vista appare lontano ed altro, ad una più attenta osservazione diventa invece somigliante e perfino simile. Non c'è nulla che unisca più profondamente l'Italia e faccia giustizia delle convenzionali (e banali) distinzioni tra Nord, Centro e Sud dell'Appennino. Se l'italianità profonda e primigenia dell'Appennino è qualcosa che sfugge alla coscienza nazionale, lo si deve purtroppo all...

Biccari ombelico della Capitanata

Immagine
Uno degli obiettivi di Lettere Meridiane (anzi il suo obiettivo principale) è quello di favorire la circolazione delle idee, in una terra come la nostra in cui il pensiero è divenuto merce rara. Non dappertutto, però. Ad essere più distratte, forse perché alle prese con mille, cogenti problemi quotidiani, sembrano essere le città. Ancora una volta, dai piccoli comuni dell'Appennino Dauno ci giunge invece una bella lezione di impegno civile. Si parla di sviluppo a Biccari. Il sindaco, Gianfilippo Mignogna, replica al suo concittadino Salvatore Casasanta, che era intervenuto con un intelligente commento sul post di Lettere Meridiane dedicato alla "epoca dei pionieri" dell'Appennino Dauno, che mette oggi in mostra delle eccellenze (basti ricordare le tante Bandiere arancioni o i tanti Borghi più belli), proprio grazie a quanti hanno intuito l'importanza di un modello di sviluppo orientato alla valorizzazione culturale e turistica. Anche Casasanta...

Gli sciambule, l'Appennino, il passato che diventa speranza di futuro

Immagine
Avevo promesso agli amici lettori di questo blog di parlare degli sciambule , tradizionali canti di carnevale che vengono eseguiti in diversi posti della Capitanata, monumenti della cultura immateriale (che si sta dimenticando). A farmeli conoscere ed amare è stato Raffaele Iannantuono, che qualche anno fa ha voluto che scrivessi la prefazione di un suo bel libro sull'argomento Nìnne ka quèste jiè ‘a lùtema canzòne / Sciàmbule . Ecco il testo della introduzione al volume, che parla non solo degli sciambule , ma dei complessi percorsi che hanno portato alla loro riscoperta. * * * Certi percorsi creativi non nascono mai per caso. Quello che ha portato Raffaele Iannantuono a scrivere questo prezioso libro sugli sciamboli di Pietramontecorvino, è un’altra tappa di un lungo cammino, ma forse la più significativa, perché racconta a suo modo una storia profonda, che sta oltre, e prima, e dopo, l’oggetto stesso della ricerca. Ad essere più precisi, però, son proprio loro, gli scia...

Monti Dauni, scrigno di memoria e di senso civico

Immagine
Scrivere un blog è una esperienza intrigante, per un giornalista, perché ti dà maggiori feedback rispetto alla carta stampata o peggio ancora della televisione media in cui tutto si riduce alle copie vendite e agli indici di ascolto. Ci sono i commenti (non molti in verità in Lettere Meridiane ) che offrono un feedback diretto, azionando una comunicazione autentica, nel senso di circolare.  Non meno interessanti sono le statistiche che ti consentono di capire quali argomenti suscitano più interesse nei lettori e, nel caso di un blog come questo che si occupa di questioni locali, perfino di misurare in qualche modo il senso di appartenenza al territorio, ovvero la maggiore o minore tensione verso le questioni del proprio paese, della propria città o del proprio quartiere espressa da chi vi abita. Sarò anche partigiano, perché ho sempre amato molto l'Appennino Dauno pur essendo nato a Foggia (sarà per il sangue sannita che mi scorre nelle vene, venendo mio nonno Giusepp...

Come saremo tra cinquant'anni / Monti Dauni a rischio

Immagine
Meno pugliesi, meno foggiani. Monti Dauni a rischio desertificazione. Le proiezioni demografiche dell’Istat disegnano una prospettiva inquietante per tutta la Puglia. La crescita zero è ormai una realtà. In Capitanata una situazione lievemente migliore, ma non basta ad assicurare la sopravvivenza dei piccoli comuni. Come saremo tra cinquant’anni? Molti di meno, prima di tutto, probabilmente più multietnici. Con il concreto rischio di una irreversibile “desertificazione” dei comuni più piccoli. Sono i dati che si ricavano dalla indagine svolta dall’Istat, che ha effettuato una serie di proiezioni demografiche ipotizzando lo scenario della popolazione nel 2065. Incrociando i dati Istat relativi alla Puglia con gli scenari demografici disegnati da due recenti indagini del Sole 24 Ore e dell’associazione Meglio Foggia, cerchiamo di  capire che cosa potrà succedere nei prossimi decenni. Cominciamo dai dati dell’Istituto Nazionale di Statistica che interessano la Regi...

Monti Dauni, quando era il tempo dei pionieri

Immagine
Oggi che l’Appennino Dauno (a me piace chiamarlo così, senza “sub”, né “pre”) pullula di bandiere arancioni, sta entrando sempre di più nel sentire comune che questo pezzo di Puglia è una grande risorsa e non una palla di piombo al piede dello sviluppo del resto della provincia e della regione. Ma non è stato sempre così. C’è stato un tempo in cui da parte di qualcuno si teorizzava, a mo’ di provocazione, che sarebbe costato assai di meno costruire qualche nuovo quartiere alla periferia delle città della piana, che non ostinarsi ad investire risorse finanziarie pubbliche per sistemare le strade, da sempre più croce e delizia dell’area. La provocazione era fondata su un dato di fatto: i piccoli comuni che andavano sempre più spopolandosi, e la cui domanda di mobilità si andava attenuando, rendendo dunque sempre più critico il rapporto tra i costi dell’intervento pubblico ed i benefici. Ma per fortuna erano in molti a non pensarla così. Mi piace tra i tanti ricordare il com...

Come stanno distruggendo la montagna pugliese

Immagine
Ancora una fumata grigia, in Consiglio regionale pugliese, per il disegno di legge che riguarda le soppresse Comunità montane, con il quale l'assessore Marida Dentamaro prevede le modifiche ''necessarie per consentire il regolare svolgimento delle funzioni commissariali e per far fronte alla corresponsione delle retribuzioni in favore del personale dipendente delle stesse Comunità montane soppresse, nelle more del loro trasferimento nei ruoli degli Enti destinatari delle funzioni e dei compiti''. C’è da augurarsi che quanto prima il provvedimento – che ha già ottenuto il voto unanime della settima Commissione consiliare – venga discusso e licenziato dall’assise. Ma qualche considerazione s’impone. Quando qualche anno fa, le Regioni dovevano pronunciarsi sulla sopravvivenza delle Comunità Montane, la Puglia – così com’è successo qualche giorno fa per quanto riguarda la riforma delle Province – decise di non decidere e fu dunque giocoforza applicare al sistema d...

I Monti Dauni, e la dimensione dello sviluppo come relazione

Immagine
Lo sviluppo è oggi soprattutto una questione di relazioni, per la provincia di Foggia e per le sue aree interne, maggiormente interessate al rischio della desertificazione. Tanto sentenziò il Formez, sul finire degli anni Novanta, in uno studio commissionatogli dall’Amministrazione Provinciale allora guidata da Antonio Pellegrino. Fu l’indicazione strategica che disegnò la prospettiva del Patto delle 4 Province, che qualche anno dopo avrebbe portato lo stesso Pellegrino, assieme ai suoi colleghi di Campobasso, Benevento ed Avellino, a sottoscrivere una storia intesa inter-istituzionale. Quell’ambiziosa prospettiva non mise le ali, soprattutto perché non adeguatamente sostenuta dalla politica, e fu un peccato in modo particolare per le aree interne dell’Appennino, che nel quadrante territoriale indicato dal Formez venivano a riconquistare una posizione centrale, nevralgica. Da allora ad oggi, comunque, assai poco è cambiato:  per rompere l’isolamento ed esorcizzare i...

Capitanata regina delle Province pugliesi. Ma nessuno lo sa.

Immagine
La Provincia di Foggia non si scioglie. Anzi, perfino, raddoppia. Adesso c’è il “la” anche della Regione Puglia, che nella seduta del consiglio regionale dedicata all’esame della riforma delle Province ha dovuto ammettere  che non ci sono margini né tecnici né politici per affrontare il nodo della Bat. Il che significa che stando così le cose, la provincia ofantina dovrà essere incorporata alla provincia di Foggia. Va detto anche che le possibilità che ciò accada sono piuttosto remote, perché la stragrande maggioranza dei comuni che fanno capo alla Bat hanno detto “no” a questa ipotesi, con la sola eccezione di San Ferdinando. Questi comuni hanno adesso la possibilità di chiedere di venire ricompresi nella “provincia metropolitana” di Bari, ma sarebbe un pastrocchio mai visto, in quanto avremmo una città metropolitana che si estenderebbe da Margherita di Savoia a Fasano (comune attualmente nel Brindisino, ma che ha già fatto sapere di voler passare a Bari), con la possibilità ...

Franco Marasca, dieci anni dopo: un percorso che continua

Immagine
Sono dieci anni che non c'è più Franco Marasca, l'indimenticabile fondatore de Il Rosone e dell'omonima casa editrice, ed è difficile crederci, ché sembra soltanto ieri che mi compariva davanti, discreto e sorridente, per sfornare dalla borsa la copia ancora fresca di stampa de Il Rosone o de Il Provinciale .  Non saprei dire come l’ho conosciuto, né chi ci abbia presentati l’un l’altro, come s’addice a quelle amicizie remote e profondamente condivise. Certamente furono le comuni frequentazioni troiane: forse il sogno del museo civico pazientemente allestito da quell’altra indimenticabile persona che fu Vincenzo Bambacigno, alla cui inaugurazione il Rosone dedicò un numero da collezione. Né saprei ricordare quante volte le nostre strade si sono incrociate. Io con La Refola , lui con i suoi periodici, esploravamo indefessamente le tipografie del capoluogo, sempre alla ricerca del miglior rapporto qualità prezzo, e fatalmente si finiva assieme, a respirare lo stesso...

L'idrogeno di Accadia e la vertenza trasporti: Capitanata in bilico

Immagine
Quanto è strana, certe volte, la cronaca quotidiana, che si diverte a far coincidere ombre e luci, chiari e scuri, proteste e speranze. Viviamo giorni così: domani, a Foggia, le forze sociali e la società civile, una volta tanto compatte, scendono in piazza per la vertenza trasporti, per protestare contro i tagli all'aeroporto e alle ferrovie. Oggi, cinquanta chilometri ad ovest, sui Monti della Daunia, in quel di Accadia, viene invece presentato un progetto che potrebbe aprire nuovi e fino a ieri impensabili orizzonti di sviluppo all'economia provinciale. La cronaca racconta i fatti, e niente avviene mai per caso. Queste ombre e queste luci che si sovrappongono, stanno a dire che niente è mai del tutto bianco e niente è mai del tutto nero. La vita volge al grigio di per sé: viverla meglio o peggio, è una questione di sfumature, di scelte. In fondo, la disperazione che verrà domani gridata dal capoluogo e la speranza che timidamente s'affaccerà oggi da Accadia hanno un ...

Rispettare le regole produce sviluppo

Immagine
Il Workshop sulla Responsabilità Sociale delle Imprese promosso dal Gal Meridaunia. Ma quale prezzo ha pagato l'economia provinciale alla mancanza di regole? Il caso dei patti territoriali, dello scippo energetico e dell'aeroporto Gino Lisa Le due facce dello sviluppo locale. Nel Tavoliere, un bracciante extracomunitario percepisce due euro e mezzo per ogni cassone riempito di pomodori. Una miseria, ai limiti dello schiavismo. Ma se un'azienda intende assumere legalmente un immigrato per farlo lavorare nei campi, può aspettare fino a tre mesi, perché si tratta di una procedura complicatissima, incompatibile per i tempi ferrei che regolano il raccolto. Sono due la le tante contraddizioni dell'economia provinciale raccontate nel corso del workshop sulla Responsabilità Sociale delle Imprese (che d'ora in poi indicheremo sinteticamente con l'acronimo RSI) promosso dal Gal Meridaunia, come sempre molto attento alle questioni che riguardano il futuro e lo svilupp...

Dai Monti Dauni un'idea per lo sviluppo: la forestazione produttiva

Immagine
Negli anni ottanta mancò una logica di sistema. Non a caso la sfida riparte da Orsara, un comune che ha saputo investire sul "locale" e sull'identità. La forestazione produttiva rappresenta un'altra delle occasioni perdute dalla Capitanata per imboccare, ma seriamente e non con le solite chiacchiere fritte, la strada di uno sviluppo autocentrico, cioè fondato sulle risorse endogene del territorio. Non è un caso che questo comparto fosse uno dei capitoli salienti di quello "Progetto Capitanata" voluto dalla Provincia, allora guidata da Franz Kuntze. La maggiore produzione di legno resa possibile dagli interventi di forestazione che il Progetto avrebbe dovuto implementare, doveva servire ad alimentare, riducendo i costi di trasporto che nel caso del legname incidono notevolmente sul prodotto finito, la filiera legno mobilio, che in quegli anni era particolarmente viva e competitiva a San Severo e nella Capitanata settentrionale. C'è da dire che, una ...