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La cultura sottomessa: quel teatro sovrastato dal grattacielo

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Ha suscitato emozione, interesse, ricordi e rimpianti la bella lettera meridiana di Enzo Ficarelli sui 190 compleanni del Teatro Giordano di Foggia . Sia i ricordi che i rimpianti riguardano la profonda trasformazione della piazza su cui sorge il Teatro, da sempre centro di vita pulsante della città. Una piazza che ospita il riconosciuto tempio della cultura cittadina dovrebbe avere un certo rispetto da parte della città, ma purtroppo le cose non sono andate del tutto così. Rino Pensato , operatore culturale foggiano da tempo trasferitosi a Bologna, condividendo il post ricorda: “E per un lustro, dal 1965 al 1970, dentro quella storia, ci siamo stati anche noi, "quelli del Teatro Club Foggia”.” Ha proprio ragione il buon Rino: quelli del Teatro Club sono stati i fondatori della cultura moderna a Foggia. Per le loro file sono passati personaggi del calibro di Fernando Di Leo e Nucci Ladogana : è una storia che merita di essere raccontata e spero che un giorno o l’altro lo f...

I 190 anni del Teatro Giordano (di Enzo Ficarelli)

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Ringrazio molto Enzo Ficarelli , memoria storica della città, e testimone oculare di una Foggia bella e purtroppo andata, per questa preziosa storia del Teatro Comunale Giordano che qualche giorno fa ha festeggiato il suo 190° compleanno. Ficarelli racconta i quasi due secoli di vita del teatro con passione ed ammirevole capacità di sintesi dimostrando come esso sia stato parte della vita cittadina, e che ne abbia in un certo senso scandito il passaggio da grande paese a città metropolitana. (g.i.) * * * Il 10 maggio 1828 fu aperto al pubblico con la rappresentazione del melodramma "La sposa felice", opera del catanese G.Pacini, il Real Teatro Ferdinando , nome che con l'unità d'Italia fu cambiato in "Teatro Dauno" e infine nel 1928, in occasione del centenario dalla sua inaugurazione,  in "Teatro Giordano". Era il Teatro più antico del Regno delle Due Sicilie dopo il San Carlo di Napoli. Per la sua realizzazione furono elaboratori due pro...

L'ultima volta di Bruno Caravella ed Anziania Creativa

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Nella dura legge dello spettacolo, ci sono le “prime”, ma ci sono anche le “ultime”. E quella di domani sera, alle ore 18.30 nella Sala della Camera del Lavoro in via della Repubblica 68 a Foggia, sarà purtroppo l’ultima volta di  Anziania Creativa e dello spettacolo Il meraviglioso filo del ricordo. La fine di una guerra è sempre il più bel goal , scritto e diretto  da Bruno Caravella , sulla base delle testimonianze e delle storie degli anziani che lo interpretano. Una vicenda intensa ma allo stesso tempo divertente, che prende le mosse dai giorni dell’occupazione alleata, nell’autunno del 1943, in una città distrutta dai bombardamenti dell’estate precedente. Quei mesi difficili e i successivi anni della ricostruzione, vengono però visti e raccontati dallo sguardo e dalle esperienze dei ragazzi e delle ragazze di allora, che giocavano a pallone per strada, sotto il palazzo della Banca d’Italia, dove aveva sede il comando alleato, o che si consolavano dalle brutture dell...

Don Paolo Cicolella, il sognatore che ha fatto sognare migliaia di foggiani

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Francesco Paolo Cicolella con Pia Mancini (dal sito manganofoggia.it) Con Francesco Paolo Cicolella , per tutti,  don Paolo,  scompare un grande personaggio: un uomo che ha sognato, e che ha fatto sognare generazioni e generazioni di foggiani. È logico e inevitabile che sia stato così, visto che il grande amore della sua vita, oltre agli affetti familiari, è stato il cinema, la fabbrica dei sogni, per eccellenza. Abbiamo sognato molte volte insieme, spesso realizzando progetti, ambizioni, sfide. Altre volte vedendo sfumare i nostri sogni. Ogni volta che lo incontravo don Paolo aveva un progetto da proporre, qualcosa da fare insieme. Se n’è andato inseguendo ancora altre cose da fare, da proporre: per esempio, una retrospettiva dedicata ai molti (e non conosciuti quanto meriterebbero) foggiani che hanno scritto pagine significative della storia del cinema, a cominciare da quel Domenico Paolella , cui il capoluogo dauno non ha dedicato neanche una strada. La sue sale, as...

"Aldo Moro, politica e martirio", l'opera di Anacleto Lupo in ebook

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Per ricordare il quarantesimo anniversario del rapimento e dell'uccisione di Aldo Moro e della sua scorta, Lettere Meridiane pubblica, in versione epub e in versione pdf, il dramma teatrale di Anacleto Lupo , Aldo Moro, politica e martirio , che venne rappresentato in anteprima nazionale a Lucera, il 27 marzo del 2008, in occasione del trentesimo anniversario della strage di via Fani e delle drammatiche settimane che vi fecero seguito, fino al ritrovamento del cadavere di Moro, in via Caetani. Come sottolinea Geppe Inserra nella sua introduzione, "Anacleto Lupo offre una insolita ma affascinante lettura del calvario di Aldo Moro : nessun martire muore invano, quando il suo olocausto addita ai posteri la strada della speranza, e della fede. Gli ultimi 55 giorni di Moro sono raccontati da Lupo attraverso la lente della fede, che è anche il tratto essenziale delle sue più recenti opere letterarie, poetiche e teatrali. In questo senso, il dramma si discosta sensibilmente da...

Con la regionalizzazione, verso il rilancio il polo bibliotecario-museale

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La Costituzione italiana riconosce e promuove le autonomie locali. Lo si legge nell’articolo 5, e il ricorso alla parola “riconoscere” sta a dire che le autonomie locali sono qualcosa che preesiste alla costituzione stessa, e ci mancherebbe altro, visto che siamo in Italia, la patria dei Comuni. La riforma delle Province - rimasta a metà dopo che gli italiani hanno detto no al referendum costituzionale - ha seguito il cammino inverso a quello previsto dalla Carta. I servizi culturali che gestiva una volta - la Biblioteca Provinciale, i Musei - anziché finire ai comuni così come sarebbe stato logico, sono stati assorbiti dalla Regione. Va detto che nel caso delle Biblioteca si sarebbe trattato di un ritorno, in quanto la prestigiosa istituzione è nata proprio dal patrimonio dell’antica biblioteca comunale di Foggia. Ma cosa fatta capo ha. L’amministrazione di Palazzo Dogana è stata la prima tra quelle pugliesi a sottoscrivere la convenzione con la Regione Puglia che prevede il tras...

Pio e Amedeo vincono il Premio Margutta

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I critici, quelli che arricciano il naso di fronte ai successi e alla “foggianità” di Pio e Amedeo sono serviti. I due comici hanno vinto il Premio Margutta , che quest’anno ha come presidente onorario il premio Oscar, Gabriele Salvatores . Si sono aggiudicati il prestigioso riconoscimento nella sezione tv, e lo riceveranno durante una cerimonia che si svolgerà nella Galleria Monogramma di via Margutta, alle 20.30 di venerdì 16 giugno prossimo. Una bella soddisfazione per i due attori foggiani, che nelle loro primissime gag a Telefoggia indossavano i panni di due tifosi del Foggia, in trasferta al seguito dei satanelli, che passeggiavano per le strade di Roma del tutto spaesati, ostentando immancabilmente la loro beata ignoranza. Giunto alla sua venticinquesima edizione, il Premio Margutta è da sempre simbolo di creatività e fecondità intellettiva. Pio e Amedeo sono in eccellente compagnia: assieme a loro, ritireranno l’artistica scultura di Angela Pellicanò , Camillo Bona per l...

Pummaria, ovvero il lavoro sfruttato, ieri e oggi

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Diventa narrazione teatrale, il difficile percorso dell’emancipazione e del riscatto dei lavoratori in Capitanata, una terra in cui i conflitti sociali e la lotta di classe sono stati più aspri che altrove. È un viaggio nel tempo, utile anche a guardare e comprendere il presente, quello che il laboratorio dell’Auser di Foggia, “Il teatro della memoria” proporrà questo pomeriggio nello spettacolo Pummarìa , scritto da Raffaele De Seneen , diretto da Tonio Sereno e interpretato da   Rosaria Capozzi, Silvano Delli Carri, Oreste delle Donne, Antonio De Cosmo, Celeste Daniele e Raffaele De Seneen. Nel corso della serata, che avrà inizio alle 18.30 e si svolgerà presso il centro polivalente di via Rovelli, Parcocittà, saranno presentate letture, poesie, filmati e canzoni che racconteranno l’intensa e spesso sofferta storia del lavoro e dei lavoratori in provincia di Foggia. I testi delle poesie sono di Elisa Giordana , Peppino Papa , indimenticabile sindaco-poeta di Lucera, e dello ...

Quando Foggia possedeva il senso del bello (di Enzo Ficarelli)

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In occasione del 189° anniversario dell'inaugurazione del Teatro Giordano (allora Real Teatro Ferdinando ), Enzo Ficarelli (che ringrazio molto per la puntualità con cui apre spazi di memoria e di condivisione rispetto ad eventi topici nella storia cittadina) ha inviato a Lettere Meridiane un delizioso contributo che di seguito pubblichiamo. Interessantissimo il giudizio dell'abate Parzanese che collega la presenza del teatro al "senso del bello" della comunità foggiana, citando episodi concreti, come i monelli che cantano per strade romanze e l'omaccio senza conoscenza di lettere e di musica che suona il mandolino in modo incantevole. Un'analisi che deve indurre noi, foggiani di oggi, a qualche riflessione: abbiamo conservato quel senso della bellezza? Voi, che ne pensate? (g.i.) * * * Il 10 maggio 1828 fu aperto al pubblico con la rappresentazione del melodramma "La sposa felice", opera del catanese G.Pacini, il REAL TEATRO FERDINANDO, nom...

Capitanata, disastro culturale

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Proprio nel giorno in cui il governatore pugliese, Michele Emiliano , annuncia la svolta nelle politiche culturali della Regione ("basta con i finanziamenti a pioggia e con chi si acquatta dietro il politico di turno"), per la cultura di Capitanata squilla l'ennesimo, sonoro campanello d'allarme. La provincia di Foggia non è stata rappresentata alla Borsa del Turismo Archeologico di Paestum, che negli anni passati rappresentava una presenza quasi obbligata per i comuni, come Ascoli Satriano, a più spiccata vocazione archeologica. È il prezzo - ancora non del tutto compreso, né metabolizzato - che il territorio della Puglia settentrionale sta pagando per la soppressione dell'Ente Provincia, che in passato, anche attraverso il suo ente strumentale per le  politiche turistico-culturali, Promodaunia , aveva svolto una preziosa funzione di promozione territoriale. La notizia dell'assenza alla manifestazione fieristica campana (cui hanno partecipato solo i comu...

L'homo videns foggiano che fa la fila al Giordano (di Maurizio Tardio)

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Grazie al complice sostegno di mio padre e alla illuminante organizzazione del preside, negli anni liceali, ho potuto seguire la stagione teatrale del Petruzzelli (e in parte del Piccinni). Ho potuto così assistere agli spettacoli della Fracci, di Gassman e di tanti altri artisti. Ho potuto anche vedere un sontuoso Carmelo Bene in un palloso Amleto. Ricordo il mio vicino di sedia appisolato per lunghi tratti dello spettacolo, cullato dalla voce  del maestro di Campi Salentina. E ricordo il mio stupore nell’ascoltare il sonnacchioso vicino tessere le lodi  dello spettacolo all’uscita. Aveva seguito poco o nulla, ma nel suo racconto c’era tutta la vivacità provinciale di chi era parte stessa dello spettacolo. Ero stato a seguire Carmelo Bene, pareva leggersi tra le righe del suo racconto, tutto il resto erano dettagli. Dico questo, caro Geppe, perché contrariamente ai facili entusiasmi di certa stampa e commentatori nostrani, la fila notturna davanti al Teatro Giordano pe...

Lo Stato passa la mano. La Chiesa per fortuna no.

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Mentre in Capitanata tutto si restringe, chiude la Provincia, vacilla la Camera di Commercio, si sopprimono ospedali e tribunali, viene ridimensionato il glorioso Ovile Nazionale, abbassano la saracinesca i Musei e se la passano maluccio presidi culturali fondamentali come la Biblioteca Provinciale e il Teatro del Fuoco, un segnale importante giunge dalla Chiesa. E proprio dal luogo più di altri simbolo della dismissione selvaggia che sta desertificando il Mezzogiorno e colpendo ulteriormente le aree più deboli: Lucera. Dopo la soppressione del tribunale e l’annunciata chiusura dell’ospedale si temeva anche per la diocesi, e la lunga vacatio della sede episcopale aveva fatto pensare al peggio. tanto più che le autorità cattoliche avevano annunciato la riduzione del numero delle diocesi, a scapito di quelle più piccole. A sancire il dietro front  è stato Papa Francesco in persona con motivazioni sulle quali dovrebbero riflettere con molta attenzione i governanti pubblici europ...

Zavattini, De Sica, Napoli: il Bel Paese secondo Maurizio Micheli

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Che Maurizio Micheli fosse non soltanto un bravo attore brillante, colto e raffinato, lo sapevo già, data la comune frequentazione con Vito Di Leo e Gina Morelli .  Non sospettavo tuttavia che fosse anche un autentico mattatore, in un’arte che si sta spegnendo: la conversazione, il parlare per il puro gusto di esprimere i propri pensieri, e metterli a confronto con quelli altrui, ricevendo arricchimento da questo scambio reciproco. Con la complicità e per la regia di Vito e di Gina, sotto lo sguardo sorridente e sornione del padrone di casa, Francesco Panniello , la serata andata in scena a La Botte Bistrot (già Enoteca Panniello ) è stata divertente e stimolante: un riuscito ritorno ad una certa idea di salotto culturale. Ogni volta che viene tentata, Foggia risponde positivamente. A volte sorprendentemente, come giovedì sera in via Liceo. Lo ha detto a chiare lettere lo stesso Micheli: “Raramente mi è capitato di prendere parte ad un incontro così interessante, all'i...

Ferilli, Micheli e Quartullo ospiti del gruppo teatrale Le Maschere

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Torna a Foggia questa sera, La parola al teatro , evento culturale promosso dal gruppo teatrale Le Maschere . L’appuntamento è per le ore 18.30 a La Botte Bistrot, in via Liceo 27 a Foggia. A incontrare il pubblico e i giornalisti nella prima serata de La Parola al Teatro , saranno Sabrina Ferilli, Maurizio Micheli e Pino Quartullo , il terzetto protagonista de Signori...le paté de la maison , in scena in questi giorni al Teatro Giordano di Foggia. La commedia ha registrato il tutto esaurito. La Parola al Teatro ha l’obiettivo di stimolare l’incontro tra il pubblico e i protagonisti della scena teatrale, per discutere sui temi dell’attualità e della cultura contemporanei. A condurre la serata saranno Gina Morelli e Vito Di Leo del gruppo teatrale Le Maschere e il giornalista blogger Geppe Inserra . I posti sono riservati. Si accede per invito. Per informazioni rivolgere al gruppo teatrale Le maschere .

Il ritorno di Riccardo Fiamma

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Sapevo che prima o poi sarebbe successo. Fino a qualche tempo fa, mi sarei arrabbiato. Adesso sono perfino contento.  Franco Bambacigno ha pubblicato (ma con la discrezione che lo distingue, si è limitato a farlo sul suo profilo Facebook) la foto che mi ritrae, giovanissimo, quando indossavo le vesti di Riccardo Fiamma , ciabattino troiano, marito di Lucinda del Gaudio , e protagonista del dramma storico Cinque serpi in cambio di un impero , scritto da suo padre, Vincenzo Bambacigno.  Non si tratta di una foto di scena: venne scattata infatti nello studio di un fotografo troiano (perdonatemi, ma non ricordo chi) ad iniziativa dell’organizzatore dello spettacolo, che era il presidente della Pro Loco, Vincenzo De Santis . La pro loco si fece carico della spese di produzione dello spettacolo, che andò in scena al Cineteatro Diana , davanti ad una platea gremita e calorosa. Manco a dirlo, tra i presenti non figurava l’autore, Vincenzo Bambacigno, personaggio schivo e sca...

In regalo per Pasqua I dialoghi di Giuda di Gabriele Consiglio

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Ho avuto il privilegio di essere amico ed editor di Gabriele Consiglio . Tante e tante volte mi sono tuffato nella sue parole, le ho amate e studiate. Ma ogni volta scopro - perfino rileggendo le stesse pagine - che Gabriele ha sempre cose nuove da dirmi (da dirci), da farmi scoprire (da farci scoprire). È successo anche questa volta, immancabilmente. Curare la pubblicazione di questo e-book, che Lettere Meridiane regala ad amici e lettori in occasione della Pasqua, è stata un’esperienza particolare e bella.  D’accordo: la scrittura e il suo autore restano identici, sia che si dipanino su pagine di carta, sia che si affidino all’immaterialità dei bit, che Calvino decanta come suprema forma di leggerezza. Ma un libro digitale consente tuttavia operazioni e libertà che con la carta sarebbero impossibili. Apre la prospettiva a opportunità intriganti, come l’associare al testo originale altri brani dello stesso Autore che stanno col primo in una relazione ipertestual...

Donne protagoniste. Non solo ieri, ma anche oggi.

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Via del Mare racconta è una delle più efficaci testimonianze di public history , e di cosa potrebbe essere questa disciplina perfino in una città dalla memoria corta come Foggia, se si ponesse più cura nel raccogliere i ricordi del passato, attraverso i racconti delle persone che lo hanno vissuto. Il blog di Mara Cinquepalmi raccoglie le storie delle donne foggiane che hanno lavorato nello stabilimento industriale più importante del capoluogo dauno, la Cartiera di via del Mare, e ne viene fuori il vissuto, toccante e coinvolgente, quanto poco conosciuto, della generazione che ha ricostruito la città dopo i disastrosi bombarbamenti che la rasero al suolo nella tragica estate del 1943. Per giunta, dal punto di vista femminile, più di quello maschile capace di comprendere fino in fondo la storia, e di tramandarla. Le diverse storie che si intrecciano in Via del Mare racconta sono diventate uno spettacolo teatrale che è a sua volta uno splendido esempio di teatro civile, grazie a Sce...

Nicola Rignanese, maschio adulto foggiano. E si muore dal ridere.

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C’è modo e modo di scherzare sull’essere foggiani. Si può farlo, come purtroppo succede spesso, scadendo in abusati stereotipi, oppure con intelligenza condita da un tanto di irriverenza e di divertita tenerezza, così come fa magnificamente Nicola Rignanese in Pino e il maschio adulto foggiano . Attore foggiano tra i più raffinati (si è diplomato alla scuola di arte drammatica Paolo Grassi di Milano e sul palcoscenico ha spaziato da Pasolini a Checov, da Shakespeare ad Ariosto) è diventato noto al grande pubblico dopo l’interpretazione di Salvatore Strano nella fiction televisiva Questo Nostro Amore . Ha lavorato tanto nel cinema: è tra gli attori preferiti di Giulio Manfredonia ( Qualunquemente, Tutto tutto niente niente, La nostra terra ), è stato il protagonista de Il paese delle spose infelici di Pippo Mezzapesa . Qualche battuta in foggiano era già a volte scappata nei personaggi che ha interpretato sul grande schermo. Ma nulla lasciava presagire che Nicola si cimentasse co...

La scomparsa di Mario Ricci, cantore di Foggia città cantiere

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Si spento  qualche settimana fa Mario Ricci , decano dei giornalisti foggiani, ma anche apprezzato scrittore, poeta, e uomo di teatro. Sen'è andato sommessamente, Mario: con quella discrezione e quell'aplomb, starei per dire, che l'hanno accompagnato per tutta la vita. Tra i colleghi che mi hanno onorato della loro stima e della loro guida, Mario è stato tra i più attaccati a Foggia, che amava profondamente, e mai campanilisticamente. Era convinto, così come Gaetano Matrella , altra grande firma del giornalismo foggiano - e in questo mi hanno contagiato - che Foggia avesse tutte le risorse per diventare una grande città, a patto di liberarsi da quel provincialismo che porta i foggiani a percepirla più come un grande paese che non come una possibile metropoli ,  ricca di potenzialità. La nostra amicizia risale alla fine degli anni Settanta, quando sedevamo fianco a fianco in consiglio comunale per raccontare le cronache dell’assise municipale. Ci sforzavamo di illustra...

Good boy, serie tv foggiana. Amatela, condividetela. Tifate!

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Dissacrante, divertente, geniale, ti avvince dalla prima all’ultima sequenza e non diresti proprio che è frutto di autori, produttori e cast, interamente foggiani. È Good Boy di Nicola Fierro , puntata pilota per una possibile serie tv made in Foggia, che dalla foggianità trae i suoi aspetti migliori, senza mai scadere nel provincialismo: la creatività, l’ironia, il gusto per la demistificazione, e soprattutto tanta, ma davvero tanta professionalità. Tutto foggiano è il cast, tutta foggiana la produzione: l’uno e l’altra raggiungono livelli d’eccellenza che certificano una volta per tutte la raggiunta maturità di quanti a Foggia producono cinema, teatro, cultura. Good Boy è un giovane neolaureato, disoccupato ma disposto a tutto per trovare un impiego, che finisce alla corte del boss locale, Roberto Galiano. La storia procede tra citazioni teatrali e cinematografiche di alto profilo (il Cyrano di Rostand e C’era una volta in America di Sergio Leone) perché Galiano, il boss, s...