Foggia, città che scoppia nell'anima
Una città ti lascia incompiuto il destino. Il bellissimo verso di Davide Leccese è tanto più vero, se la città in questione è Foggia. Incompiuta per definizione, sempre alla ricerca di se stessa o più spesso dimentica di se stessa, come del resto i suoi abitanti. Inutile spiegare cosa voglia dire Davide. Lo sappiamo già, lo sappiamo tutti quelli che siamo nati in questo posto, perché c’è l’abbiamo dentro. È un sentire innato, che nasce da un dna profondo. È traccia di destino. La città - Foggia - come Tana , da cui puoi anche uscire, senza però andare mai via del tutto. È vietato fuggire: puoi perfino imparare a parlare giargianese, ma se qualcuno ti pesta un piede imprecherai usando “maledizioni di casa nostra”. Tana è una poesia sullo “spaesamento” che t’assale quando i casi della vita ti portano distante da “quei vicoli dove corre / il sangue antico / della mia gente”. Non resta che la nostalgia: “Ti piovono carezze / se ricordi i giochi di bambini / difesi da quei m...