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Visualizzazione dei post con l'etichetta borgo croci

Sapori della Memoria | Non c'è Sant'Anna senza ciammaruchelle (e pizze fritte)

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A Foggia le “ ciammaruchelle ” sono un must della festa di Sant’Anna, che per adesione ed entusiasmo popolare è seconda soltanto alla festa patronale. Si usava mangiare le lumache (o, ancora più precisamente, le chiocciole) davanti ai bassi del quartiere delle Croci, assieme alle pizze fritte . Oggi vengono per lo più allevate, ma anticamente venivano raccolte nei campi dai “terrazzani”, principali abitatori del popoloso rione. E questo spiega, probabilmente, anche le ragioni del connubio tra questi piccoli molluschi e la festa di Sant’Anna, la cui Chiesa sorge, vicino a quella delle Croci, nel cuore del rione. In verità, comparivano sulle tavole dei foggiani non soltanto il 26 luglio, ma in tutto il periodo estivo. Quando mio nonno, che in famiglia era l’addetto all’acquisto di animali vivi (non soltanto le ciammaruchelle , ma anche il galluccio a Ferragosto e il capitone a Natale) li portava dal mercato, incartate alla bell’e meglio in fogli di giornale, che bisognava fare att...

Don Antonio Silvestri, il santo foggiano caduto nell'oblio (di Savino Russo)

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In occasione del 10° Memoriale promosso dal Comitato per la Beatificazione del servo di Dio, don Antonio Silvestri , le cui manifestazioni vivranno il loro momento più significativo domenica prossima , Lettere Meridiane pubblicherà giornalmente documenti e materiali utili per approfondire la conoscenza di questo grande personaggio, vissuto a Foggia tra il ‘700 e l’ ‘800. Di seguito il capitolo dedicato all’eroico sacerdote da Savino Russo , compianto grafico e studioso di storia locale, nonché tra i maggiori esperti di padre Silvestri,   nel libro La chiesa di Sant’Eligio sotto il titolo di Santa Maria di Loreto. * * * Nato a Foggia il 17 gennaio del 1773, Antonio Silvestri fin da ragazzo mostra vivacità d'ingegno e spiccata predisposizione alla concretezza, all'impegno umile ma fattivo. Per questa sua vocazione al concreto consegue una mediocre istruzione e, sebbene avviato al sacerdozio all'età di 12 anni, non risulta che egli sia mai stato in seminario. ...

Michele Sepalone riscopre Foggia, grande paese e piccola città

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La Foggia bella, che non t'aspetti, e che ti induce a riflettere su come si potrebbe vivere meglio questa città e in questa città se fossimo tutti un po' più consapevoli di questa sua sommessa bellezza: questa Foggia sorprendente può essere scoperta e ammirata in due distinte mostre fotografiche di cui vi parlerò in questa e nella prossima lettera meridiana. La fotografia sta conquistando meriti notevoli nel riconoscimento e nella valorizzazione di questa insospettata dimensione estetica della città. Potete accorgervene grazie alle preziose mostre di Michele Sepalone e Gianmaria Pironti (con la collaborazione di Giada Ordine ) che resteranno aperte fino al l'Epifania, rispettivamente all'Università del Crocese in viale Candelaro e nel foyer del Teatro Comunale Giordano. Non è forse un caso che ad ospitare queste belle mostre, siano da un lato il tempio della cultura popolare cittadina, e dall’altro il tempio della cultura, per così dire, ufficiale. Due luoghi si...

Al Giordano l'opera musicale dedicata ai terrazzani di Borgo Croci

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Domani, mercoledì 10 maggio 2017, sarà un giorno storico per Foggia e i foggiani, e in modo speciale per quella parte della città in cui pulsa il suo cuore più profondo: Borgo Croci e i crocesi. Approda al teatro comunale Giordano l’opera musicale dedicata ai terrazzani, composta e diretta dal geniale musicista barese Stefano Ottomano . Promossa e sostenuta da Lettere Meridiane , l’idea di proporla alla città di Foggia, e nel suo più significativo contenitore culturale, nacque lo scorso anno, dopo l’applauditissima prima che si svolse nell’auditorium della Scuola Media Pio XII, in occasione del saggio finale dell’orchestra scolastica. All’inizio sembrava un sogno, una sfida impossibile: ma la sensibilità e la simpatia dell’assessore comunale alla cultura, Anna Paola Giuliani , che ha creduto fin dal primo momento nel progetto, hanno fatto sì che l’iniziativa andasse in porto. L’opera di Ottomano ha una rilevanza artistica e culturale straordinaria, in quanto restituisce ai terra...

I sapori della memoria | Non è Pasqua senza i cardoncelli (con agnello e uova)

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Erbe e verdure selvatiche sono largamente utilizzate nella gastronomia pugliese, e c’è un perché: fino a qualche secolo fa, ampie zone del territorio non erano coltivate, vuoi perché destinate al pascolo, come accadeva nel Tavoliere, vuoi perché impervie, e costituivano pertanto una riserva naturale per i cercatori di erbe spontanee. A Foggia, c’era chi faceva di quest’attività un lavoro vero e proprio: i terrazzani , che vivevano in  uno dei più antichi quartieri della città, Borgo Croci, ed erano maestri nella raccolta e nella preparazione di tutto quanto di spontaneo e commestibile offrisse la terra. Usavano cibarsi anche di prodotti di difficile commercializzazione, come i “ cardoni ”, ormai quasi irreperibili al mercato, e simbolo di una cultura culinaria arcaica. Quando ero ragazzo, i "cardoni" venivano venduti per strada, e ricordo la voce stentorea dell'ambulante che li pubblicizzava urlando: " Cardun attannut ", a sottolinearne la freschezza, la fra...

Padre Pio a Foggia: una storia da rileggere e riscoprire

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La stanza di Padre Pio, a Sant'Anna Il 17 febbraio del 1916 giunse a Foggia Padre Pio, che si trattenne per quasi sette mesi nel Convento di Sant'Anna. Accompagnato da padre Agostino da San Marco in Lamis, il futuro Santo venne accolto dal superiore dei Cappuccini della provincia di Foggia, padre Benedetto, che fu anche suo padre spirituale, e che gli pronosticò che sarebbe rimasto a Foggia per sempre. Non fu così. A settembre prese la strada di San Giovanni Rotondo, dove sarebbe rimasto fino alla fine dei suoi giorni. Il frate giunse nel capoluogo dauno direttamente dalla sua Pietrelcina, dove per alcune settimane erano tornato presso la sua famiglia e svolto il servizio sacerdotale nella parrocchia, a causa delle sue cattive condizioni di salute. Quando entrò per la prima volta nel Convento di Sant’Anna aveva 29 anni, ed era stato ordinato sacerdote da sei. Era stato chiamato alle armi nel novembre del 1915, ma a causa delle malferme condizioni fisiche era stato posto i...

Che foggianata... parola di Wikipedia

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Adesso ci si mette pure Wikipedia : “In Toscana (Pisa, Livorno e Lucca soprattutto) si usa molto il termine foggiano come sinonimo di tamarro . Tant'è che un atto o un comportamento per niente elegante, rozzo, pacchiano ed appariscente fino alla cafonaggine è detto foggianata . Anche gli abiti, le auto, i gadget che concorrono a questo sono definiti così (es. "Boia che occhiali foggiani!).” Le frasi riportate tra virgolette sono estratte dall’enciclopedia digitale collettiva. Per fortuna, non sono contenute in una voce specifica, ma in una lunga e approfondita discussione sulla voce “tamarro”, scorrendo la quale si leggono altri diverse cose interessanti (e poco edificanti per i foggiani).. Le regole di Wikipedia prevedono un laborioso processo di partecipazione. La discussione attorno a “tamarro” è stata particolarmente ampia ed approfondita, perché qualcuno aveva proposto di eliminarla, ama le diverse procedure di cancellazione, si sono risolte sempre con la decisione d...

Lo sbarco in America di Stefano Ottomano

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Suppongo che per un compositore, vedere pubblicata la partitura di un proprio brano debba essere la soddisfazione più grande. Perfino più della produzione di un disco. Perché una volta che le sue note vengono stampate, messe nero su bianco, quell’opera, quel brano supera la caducità del tempo. D’ora in poi ci sarà. Per sempre. Una tale soddisfazione è toccata a Stefano Ottomano , talentuosissimo compositore pugliese, estroverso, geniale. Apprezzato autore di musica classica ma anche di colonne sonore, ha messo in musica l’epopea dei terrazzani di Foggia, un autentico monumento sinfonico che restituisce dignità culturale all’antica etnia del capoluogo dauno (ne ho parlato in questa lettera meridiana ). A mettere in catalogo un brano di Ottomano è stata la prestigiosa casa editrice americana Honey Rock . Si tratta de Il vaso di alabastro , partitura per duetto di percussioni, che vinse il Primo Premio di Composizione alla tredicesima edizione della Italy Percussion Competition Percuss...

La rivincita dei terrazzani

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I terrazzani come espressione di una cultura subalterna, nel migliore dei casi minore. Da quando Antonio Lo Re raccontò in Capitanata Triste questa parte della popolazione foggiana che vive a Borgo Croci e che qualcuno definisce una vera e propria etnia, i terrazzani sono stati sempre rappresentati con gli stereotipi della fame e della ignoranza, più che nella loro autentica identità. Da ieri non è più così. Il compositore barese Stefano Ottomano ha dedicato alla gente di Borgo Croci una preziosa suite musicale (in cinque tempi, per clarinetti, chitarre, piano e percussioni) che restituisce ai terrazzani tutta la loro dimensione epica, e simbolica.  La dura lotta quotidiana per strappare alla natura quanto era necessario per vivere diventa il paradigma dell'esistenza stessa del popolo meridionale, costretto a cercare se non inventare mezzi di sussistenza che vanno oltre il lavoro "sotto padrone". L'opera di Ottomano è potente, avvincente, classica e mode...

Cento anni fa l'arrivo a Foggia di padre Pio da Pietrelcina

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Cento anni fa,  il 17 febbraio del 1916 padre Pio arrivava a Foggia, in un momento delicatissimo della sua vita. La ricorrenza è stata commemorata domenica scorsa, con l'accoglienza delle spoglie mortali del frate, proclamato santo dalla chiesa cattolica, che giungevano da Roma, dov'erano state esposte ai fedeli in occasione del Giubileo della Misericordia. Il ritorno di San Pio nella chiesa di Sant'Anna che lo vide giovanissimo frate, è stato al centro di una solenne concelebrazione presieduta dall'arcivescovo di Foggia, mons. Vincenzo Pelvi . La parentesi foggiana della vita di padre Pio è stata documentata in un'approfondita ricerca del compianto Savino Russo , cui si deve l'opuscolo ”P. Pio nel convento di Sant’Anna di Foggia”, a cura del Cenacolo Culturale “Contardo Ferrini” - Foggia, da cui traggo le notizie che seguono. Padre Pio giunge a Foggia da Pietrelcina, accompagnato da padre Agostino da San Marco in Lamis. Ha 29 anni, e da 6 è stato ordinato...

Restauro finito, la Chiesa delle Croci torna a splendere

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Un'improvvisa giornata di sole quasi primaverile, nonostante siamo ancora in gennaio. La magica luce di certe giornate terse che sembrano fatte apposta per esaltare i colori. La recinzione attorno alla faccia della Chiesa delle Croci che viene rimossa. I lavori di restauro alla facciata sono terminati, il cantiere è stato chiuso. Il monumento torna a splendere e ad offrirsi alla vista della città e dei cittadini. Nonostante le polemiche che hanno accompagnato i lavori di restauro, è un gradito ritorno ed una bella vista. Ho scattato un po' di foto alla "nuova " Chiesa delle Croci, mettendole assieme nel filmato qui sotto. Che pensate del restyling della Chiesa? Vi piace? non vi piace? Rispondete, e condividete.

Il risanamento di Borgo Croci, tra rimpianto e nostalgia

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La lettera meridiana sulla storia del risanamento di Borgo Croci, originata da alcune belle immagini pubblicate da Marco Scarpiello , ha suscitato tanti commenti e tante riflessioni tra gli amici e i lettori del blog, accomunate da una certa nostalgia ed un certo rimpianto per quella che fu, in ogni caso, una bella pagina di democrazia e di partecipazione per la città. Franco Onorati riflette sulla filosofia di quell’intervento, che è rimasto comunque la più grande iniziativa di edilizia pubblica che Foggia abbia mai vissuto, pari soltanto alla costruzione del quartiere Cep. “Non metto in dubbio le capacità di coesione sociale dei soggetti citati - scrive Onorati - mi rimane l’amarezza di aver visto perdere l’occasione di fare architettura ed urbanistica. Croci sud poteva essere la cerniera tra un quartiere chiuso, avente la barriera della ferrovia Foggia - Lucera e viale Cardelaro come perimetro, ed il resto della città fuori dal centro antico. Si preferirono tipologie ad alta int...

Quando Borgo Croci scrisse una storica pagina di democrazia e di partecipazione

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Marco Scarpiello regala dal suo inesauribile archivio due preziose fotografie che documentano una stagione esemplare della vita cittadina, ed uno dei momenti più alti di democrazia e di partecipazione popolare. Le immagini si riferiscono ai lavori di risanamento di Borgo Croci, che hanno rappresentato l’opera pubblica più importante che sia stata realizzata negli ultimi decenni nel capoluogo dauno e,  assieme alla realizzazione del quartiere CEP, che risale agli anni Sessanta, l’intervento più imponente di sempre in materia di edilizia popolare. Guardo le foto non senza un pizzico di nostalgia, perché ho vissuto quella stagione in prima persona e potete dunque credermi se vi dico che, in quella occasione, la nostra città seppe dare una grande prova di sensibilità e di coesione. Siamo alla metà degli anni Settanta. Qualche anno prima di quelli in cui la fotografie sono state scattate, che si riferiscono alla realizzazione del progetto. Ma non fu facile arrivare fino al quel pun...

Quando le donne scendevano in piazza / 2

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Infaticabile cercatore di memoria, Marco Scarpiello regala agli amici e ai lettori di Lettere Meridiane un altro scatto della manifestazioni femminista svoltasi a Foggia tra il 1975 e il 1976. L’immagine, che vediamo sopra, arricchisce la storia che stiamo cercando di recuperare e di raccontare di ulteriori e interessanti particolari. È certamente insolito il luogo dove la foto è stata scattata. Mentre l’immagine della prima lettera meridiana mostra il corteo in pieno centro, a piazza Giordano, qui siamo invece all’estrema periferia , a Borgo Croci. Il corteo viene da via Lucera e sembra imboccare viale Candelaro. Siamo a due passi dalla chiesa del Sacro Cuore, che in quegli anni era un centro pulsante di attività sociali e culturali. Ma non era frequente, neanche allora, quando la partecipazione era sicuramente più diffusa, che i cortei si snodassero lungo un percorso così lungo e fino alla periferia. Come mai? Sinceramente non lo so, né lo ricordo, ma visto che la pubblicazione...

Don Antonio Silvestri, campione di solidarietà e carità. Da oggi il Sesto Memoriale.

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Nei decenni a cavallo tra il Settecento e l’Ottocento, a Foggia si viveva nella miseria più nera. Eppure, proprio in quegli anni il capoluogo dauno registrò uno straordinario florilegio di iniziative di carità e solidarietà, grazie allo straordinario apostolato di padre Antonio Silvestri, sacerdote dell’oratorio di San Filippo Neri, che operava presso la Chiesa di Sant’Eligio. Le opere di don Antonio, morto in odore di santità,  sono giunte fino a noi. La casa di ricovero per donne anziane ed ammalate che istituì in un vicolo adiacente la chiesa di San Giovanni di Dio rappresentò il primo nucleo di quelli che sarebbero diventati gli Ospedali Riuniti. Qualche anno più tardi, realizzò il Conservatorio del Buon Consiglio, ubicato dietro la Chiesa di Sant’Eligio, che ospitò invece giovani prostitute desiderose di cambiare vita. Oggi è in fase di  ristrutturazione e - a cura dell’Ipab del Conventino - è destinato ad ospitare un centro di accoglienza per gli immigrati...