domenica 30 settembre 2018

Chiusura col botto per D'Estate D'Autore: ecco il pluripremiato "Tre Manifesti ad Ebbing"

“Abbiamo tutte storie da raccontare e progetti da finanziare”. Così Frances McDormand ha festeggiato, posando a terra la statuetta e invitando tutte le donne candidate ad alzarsi, il suo secondo Oscar come attrice protagonista, per la straordinaria interpretazione di Tre Manifesti a Ebbing, Missouri. Un discorso non convenzionale all’insegna dell’orgoglio femminile, così come all’insegna dell’orgoglio femminile è il personaggio cui dà vita nella pellicola di Martin McDonagh, che il pubblico di D’Estate D’Autore, potrà vedere stasera, domenica 30 settembre a Parcocittà.
Una chiusura col botto, per la rassegna cinematografica in memoria del compianto don Paolo Cicolella, promossa da Parcocittà, Laltrocinema Cicolella, Circuito Cinema Cicolella, Fondazione Apulia Felix, Cinemafelix e Lettere Meridiane, con il patrocinio di Apulia Film Commission e dell’assessorato alla Cultura della Città di Foggia: Tre Manifesti a Ebbing, Missouri è stato tra i film più applauditi dell’ultima stagione cinematografica.
Inizialmente l’attrice non voleva saperne di interpretarlo, a convincerla è stato il marito Joel Coen, con cui aveva già vinto l’Oscar in Fargo.
Tre Manifesti è una black comedy intensa, dura, che ha esaltato la critica e commosso il pubblico, facendo incetta di premi in mezzo mondo.
La prima alla Mostra Internazionale del Cinema di Venezia venne accolta da un lungo applauso da parte del pubblico. Oltre l’Oscar per la migliore attrice non protagonista il film si è meritato la statuetta per il miglior attore non protagonista (Sam Rockwell), quattro Golden Globe (Miglior film drammatico; Migliore attrice in un film drammatico a Frances McDormand; Miglior attore non protagonista a Sam Rockwell; Migliore sceneggiatura a Martin McDonagh), cinque British Academy Film Awards (Miglior film; Miglior film britannico; Migliore sceneggiatura originale; Migliore attrice protagonista; Migliore attore non protagonista).

sabato 29 settembre 2018

Anche i lavoratori sono persone...


È stata la settimana della messa a punto della manovra finanziaria, e la cosa non poteva lasciare indifferente Madetù. Il nostro disegnatore satirico in versione solo testo lavora di fioretto, e confeziona alcune memorabili battute sul momento di travaglio finanziario che il Paese sta vivendo.
Divertente anche la battuta sul premier Conte, che ha detto di sentirsi a casa sua in provincia di Foggia...
La copertina va tuttavia ad un'amara notizia di cronaca sindacale. I licenziamenti che incombono su alcuni punti vendita della Conad in provincia di Foggia.
A volte, la satira serve anche ad esprimere solidarietà a chi lotta per il lavoro. In bocca al lupo ai lavoratori Conad, a tutti buona lettura e buona domenica.
* * *
MEZZI
Rubato mezzo agricolo. Per fortuna i ladri hanno lasciato l'altra metà.
CASA MIA
Il premier Giuseppe Conte arriva nella "sua" San Giovanni Rotondo e dichiara: "Qui mi sento a casa mia". Poi va nella "sua" Volturara Appula e dichiara: "Qui mi sento in famiglia". Poi torna nel "suo" Parlamento vicino ai leghisti e dichiara: "Qui mi sento di merda"!
LA PROTESTA DI LANDELLA
Clamorosa protesta del Sindaco Landella.
- Aveva detto che non sarebbe andato da Conte a Volturara e non ci è andato...
- Il Foggia non si discute, si ama!
VERSACE
Cambia proprietà la nota casa di moda italiana.
- La Versace ceduta agli americani...
- Meno male. Con quella faccia non ce la facevamo più a tenercela in Italia!
LICENZIAMENTI CONAD
La Conad licenzia in provincia di Foggia.
"Conad. Persone (licenziate) oltre le cose".
DECRETO GENOVA
- Il Decreto Genova arriva finalmente al Quirinale...
- Ha impiegato tanto tempo perché Toninelli ha sbagliato strada: Salvini gli aveva messo sul Tom Tom, come destinazione, "Decreto Savona".
CANCELLARE LA POVERTÀ
Di Maio ne è sicuro.
- Cancelleremo la povertà in Italia!
- Ma con quali strumenti, signor Ministro?
- Ci stiamo lavorando. Per ora con gomme e scolorine.
DELICATESSEN
- Dopo le prime cifre che emergono dalla manovra economica del Governo non c'è che dire: il momento è molto delicato.
- Ma il culo ancora di più!
INFESTANTI E DAVASTANTI
- Il ministro dei Beni Culturali, Bonisoli, ha definito i migranti "come le piante esotiche: possono essere infestanti".
- Certi ministri, invece, sono come le piante allucinogene: possono essere devastanti.
CHOC
- Di Maio ha detto che all'Italia serve uno "choc" per far decollare la crescita...
- Temo lo abbia trovato.

Per festeggiare San Michele in regalo l'Apparizione sul Gargano custodita nei Musei Vaticani

In occasione della festa di San Michele Arcangelo, patrono della provincia di Foggia, Lettere Meridiane regala ad amici e lettori la splendida riproduzione digitale dell'opera che ricorda l'apparizione dell'arcangelo sul Gargano, custodita nella la Galleria delle Carte Geografiche dei Musei Vaticani, voluta da pala Gregorio XIII per rappresentare la bellezza e la grandezza dell'Italia, vicino alla Cappella Sistina. 
Si tratta di S.Michael in Monte Gargano apparet, dipinta verso la fine del XVI secolo da Cesare Nebbia, pittore umbro della scuola manierista, noto soprattutto per aver preso parte, durante il papato di Sisto V, alla dipintura ad affresco della Cappella Sistina e ai lavori di restauro della Scala Santa e della Cappella di San Lorenzo.
La Galleria ospita, dipinte sulle pareti, carte geografiche, affreschi che riproducono episodi storici, e icino alle relative città o regioni, affreschi dei Santi Patroni: Sant’Ambrogio per Milano, la Madonna di Loreto per le Marche, San Francesco di Paola per la Calabria e San Michele Arcangelo per la Puglia.
Grazie a Wikimedia Commons, il portate di Wikipedia che si occupa di raccogliere e rendere disponibili on line materiali multimediali non più protetti dal diritto d’autore, l'opera è divenuta di pubblico dominio.
S.Michael in Monte Gargano apparet è una delle più belle rappresentazioni dell’apparizione dell'Arcangelo. L'opera di notevolissimo valore artistico, è custodita come già detto presso i Museo Vaticani e quella che si trova su Wikimedia Commos è la sola riproduzione digitale esistente. Potete gustarla fin nei suoi minimi particolari su Wikimedia: a renderla disponibile e di pubblico dominio è stato un sacerdote, David Castor.
La rappresentazione dell’apparizione dell’arcangelo sul Gargano è piuttosto convenzionale e fedele alla tradizione. Ma la plasticità della processione che sale al Monte, il notevole equilibrio cromatico,  la sapiente composizione del paesaggio, conferiscono alla tela una notevole capacità di suggestione.
Potete guardarla o scaricare ad alta risoluzione a questo link.
Suggerisco caldamente di farlo: l'illustrazione che apre il post riguarda infatti solo un particolare della stupenda opera di Nebbia. 

Caporali (di Marcello Colopi)


Marcello Colopi, sociologo, attore e regista di Cerignola contribuisce da qualche settimana a Lettere Meridiane, con articoli "fuori dal coro". Le sue tesi spiazzanti accendono barlumi di pensiero critico in una stagione culturale che sembra aver perso la voglia e la capacità di riflettere. Oggi, però, Marcello si supera. Caporali è un articolo scritto in un certo senso dal di dentro del drammatico fenomeno. Nella sua Cerignola, Colopi si occupa direttamente dei problemi connessi all'accoglienza e all'immigrazione, quale responsabile dello sportello immigrazione “Stefano Fumarulo” e presidente della consulta delle politiche migratorie del comune. La riflessione e la narrazione "dal di dentro" del fenomeno del caporalato offrono originali spunti di riflessione, confermando che le cose raramente sono come sembrano, e che sotto l'apparenza c'è un mondo da scoprire. Mi sembra infine molto pertinente il richiamo alla "necessità" del sindacato e del suo ruolo di aggregazione e di controllo che taluni vorrebbero ridimensionare o addirittura sostituire con sbrigativi strumenti di democrazia digitale. La partecipazione è il sale della democrazia, della legalità, del vivere civile. Buona lettura. (g.i.)
* * *   
Caporali.
Sono cresciuto in una terra di braccianti e di caporali. Il caporalato è piaga antica, però con delle differenze sostanziali tra il caporalato del passato e quello dei giorni nostri. Quest’ultimo si è adeguato e adattato ad alcuni radicali processi sociali in atto e ha prodotto in molti casi una degenerazione dello sfruttamento in schiavismo. Anche perché c’è una sostanziale differenza tra i poveri braccianti difesi da Di Vittorio ed i braccianti di oggi, spesso migranti vulnerabili ed invisibili. Lo sfruttamento è lo stesso e in alcuni casi è peggiore. Una sostanziale differenza con il passato è che i “cafoni” condividevano con il caporale la medesima lingua, la stessa città e lo stesso dialetto. Seppur schierati su versanti contrapposti, appartenevano allo stesso paese, quindi venivano a stabilirsi con il caporale e con il proprietario terriero dei rapporti di forza codificati. 
Oggi è profondamente diverso. I braccianti stranieri, soprattutto quelli stagionali, vivono le nostre campagne come una “terra di nessuno”. Non hanno niente a che spartire con una terra di cui non condividono la lingua, non conoscono le leggi scritte e quelle non scritte. Soprattutto quando si insediano nelle borgate e nei casolari intorno ai paesi. Spesso, per il lavoro che faccio ne incontro tanti. Sperduti nei casolari di campagna. Mi sono convinto che c’è una distanza siderale: ogni chilometro ne vale cento; ed è proprio questa estraniazione a generare la profonda vulnerabilità che alimenta lo sfruttamento più crudo, lo sfruttamento peggiore che un uomo possa vivere, non solo in ambito lavorativo ma soprattutto in ambito sociale. 

venerdì 28 settembre 2018

Anche "il Mulino" contro il regionalismo differenziato in salsa veneta

Anche il Mulino, prestigiosa rivista di cultura e di politica, prende posizione contro la pericolosa direzione imboccata dal “regionalismo differenziato” propugnato da alcune regioni settentrionali. Lo fa con un interessante articolo dell’economista Gianfranco Viesti, componente del comitato di direzione della rivista, nonché promotore della petizione contro il progetto di “regionalismo differenziato” della Regione Veneto, che sta mobilitando meridionalisti, docenti, intellettuali, esponenti della cittadinanza attiva.
Viesti rileva come la proposta veneta (che potrebbe essere recepita del Governo e trasformata in decreto legge, senza un esame collegiale del Governo e senza un approfondito dibattito parlamentare) stia procedendo nel più sconcertante silenzio (l’emblematico titolo dell’articolo, che potete leggere integralmente qui, è La secessione di cui nessuno parla). Eppure la posta in palio è alta, altissima: in ballo c’è “un profondo cambiamento nell’organizzazione e nel finanziamento di gran parte dei servizi pubblici del Paese, con il decentramento ad alcune regioni tanto di estese competenze quanto di risorse finanziarie assai ingenti (sottratte conseguentemente a tutte le altre).”
Argutamente, l’economista rileva che la Lega ha tutto l’interesse di mantenere un profilo basso sulla questione, nel momento in cui sta cercando di crearsi un serbatoio elettorale proprio nel Sud, che risulterebbe l’area maggiormente colpita dal cambiamento degli assetti istituzionali e delle competenze Stato-Regioni: “una discussione pubblica non le gioverebbe, perché farebbe emergere un consistente travaso di risorse finanziarie a favore di Lombardia e Veneto in particolare, e a danno di tutte le altre.”

Tonya, splendori e miserie di una grande pattinatrice

Tonya, che il pubblico di D’Estate D’Autore potrà vedere stasera, venerdì 28 settembre, alle 20.30 a Parco San Felice (in caso di maltempo o condizioni meteo non ideali la proiezione si terrà all’interno) è un film intenso, importante che dimostra come il cinema indipendente possa raggiungere livelli di spettacolarità e di qualità tipici del grande cinema “industriale” americano.
Scritta da Steven Rogers e diretta da Craig Gillespie, la pellicola racconta la controversa vita di Tonya Harding (il cui personaggio è interpretato da un bravissima Margot Robbie) e dei suoi difficili rapporto con la madre LaVona (Allison Janney) e con il marito Jeff Gillooly (Sebastian Stan).
Prima donna americana ad aver eseguito il difficile salto definito “triplo Axel”, Tonya fu al centro  negli anni Novanta di un clamoroso caso poliziesco e mediatico, quando venne accusata assieme al marito di aver commissionato una violenta aggressione ai danni della sua rivale sportiva,  Nancy Kerrigan. L’episodio avrà una influenza decisiva sulla vita di Tonya e sui suoi rapporto familiari.
Come si legge in un cartello che appare all’inizio del film, la storia è stata costruita attraverso una capillare ricerca sul campo:  “Tratto da interviste assolutamente vere, totalmente contraddittorie e prive di qualsiasi ironia con Tonya Harding e Jeff Gillooly”. “Il film - precisa Margot Robbie, che del film è stata anche produttrice - non adotta una narrazione convenzionale. Steven ha costruito tutta la sceneggiatura intorno a due interviste straordinarie e contrastanti, fatte da lui stesso a Tonya e a Jeff.”
A conquistare il pubblico è proprio la storia, che il film riesce a sottrarre da ogni banalità o luogo comune. “È una storia raccontata con grande maestria - sottolinea il regista Craig Gillespie - in perfetto equilibrio tra emozione e ironia, e ha una struttura narrativa assolutamente non convenzionale che riesce ad essere al tempo stesso rigorosa e avvincente. Non è stato facile trovare il registro giusto, ma Margot ci è riuscita, incarnando alla perfezione Tonya e il suo mondo.”
Per la sua interpretazione di LaVona, l’arcigna e controversa madre di Tonya, Allison Janney ha vinto il premio Oscar e il Golden Globe come miglior attrice non protagonista. Margot Robbie ha vinto il premio come miglior attrice protagonista agli AACTA International Awards e come miglior attrice in un film commedia ai Critic’s Choice Awards. Il film stato candidato a 3 Premi Oscar: Miglior Attrice Protagonista, Miglior Attrice Non Protagonista (che ha vinto) e Miglior Montaggio. Al Toronto Film Festival, la pellicola è risultata come il secondo film preferito dal pubblico.
Tonya è il penultimo film in programma a D’Estate D’Autore che chiuderà il ciclo di proiezioni 2018, domenica 30 settembre prossimo, con il bellissimo Tre manifesti a Ebbing, Missouri di Martin McDonagh (ore 20,30). La manifestazione, in memoria del compianto don Paolo Cicolella, decano degli esercenti cinematografici pugliesi è promossa da Parcocittà, Laltrocinema Cicolella, Circuito Cinema Cicolella, Fondazione Apulia Felix, Cinemafelix e Lettere Meridiane con il patrocinio di Apulia Film Commission e dell’Assessorato alla Cultura della Città di Foggia.
Qui sotto il trailer di Tonya.

giovedì 27 settembre 2018

C'è una legge truffa che incombe sul Mezzogiorno: fermiamola

No alla secessione dei ricchi, ovvero al regionalismo differenziato proposto dal Veneto e da altre regioni del Nord, che vorrebbero usare il residuo fiscale ad esclusivo vantaggio delle popolazioni residenti, facendo venire meno servizi essenziali nel resto del Paese, e soprattutto nei territori più disagiati, come il Mezzogiorno. Un “no” pronunciato con orgoglio e con consapevolezza dall’economista Gianfranco Viesti, che ha lanciato sul web una petizione che nel giro di qualche settimana ha raccolto più di 11.000 firme.
Per sostenere la petizione e contrastare il progetto della regione Veneto (che potrebbe essere accolto dal Governo e diventare legge il mese prossimo, attraverso un decreto), chiedendo che venga discusso dal Parlamento, è nato in provincia di Foggia un comitato, che domenica 30 settembre prossimo terrà un importante incontro pubblico con la partecipazione di Pino Aprile.
L’evento si svolgerà alle 11.00 a Parcocittà (Parco San Felice, via Rovelli 44): ad intervistare il noto giornalista scrittore saranno i giornalisti Piero Paciello e Geppe Inserra.
Alla petizione hanno aderito decine di docenti universitari di ogni università, europarlamentari, parlamentari, consiglieri regionali, sindaci e amministratori di ogni formazione, esclusa l’antimeridionale Lega Nord, giornalisti di grido, scrittori e artisti famosi.

mercoledì 26 settembre 2018

Gli Etruschi? Altro che settentrionali. Erano meridionali. Anzi turchi (di Michele Eugenio Di Carlo)


La questione meridionale ha radici remote, e profonde. Un ulteriore conferma giunge dalla pubblicazione recente di un saggio che guarda al problema da una prospettiva originale e con un approccio multidisciplinare. Leggete con attenzione la bella ed esaustiva recensione di Michele Eugenio Di Carlo per capire come la questione meridionale sia non soltanto antica, ma anche attualissima. (g.i.)
* * *
Marco Ascione è un giovane ricercatore napoletano, esperto in dinamica delle popolazioni e delle interazioni nei sistemi antropici delle risorse disponibili con le caratteristiche geografiche e morfologiche di un territorio.

I suoi studi e le sue ricerche sono stati presentati il 1° luglio al Parco della Grancia in occasione degli “Stati Generali del Sud” e il 4 luglio alla Camera dei Deputati alla presenza del giornalista Pino Aprile.  
Il testo “Italós, perché siamo arrivati a tanto?” rappresenta  “una breve trattazione sull’origine delle divisioni, delle unificazioni e dell’attuale condizione degli abitanti dello Stivale”, un tema contingente sia perché tocca le problematiche migratorie sia per  il provvedimento che la ministra Erica Stefani si appresta a portare il 22 ottobre al Consiglio dei Ministri, quando  potrebbe essere sancita nei fatti la secessione, seppur fiscale, dell’Italia.
Scorrendo la bibliografia del testo si nota all'istante che l’autore non ha tralasciato nessun aspetto di riferimento alla Questione Meridionale, passando agevolmente da Nitti, Sonnino, Fortunato a Gramsci, Sereni, Einaudi, Alianello, Pedìo, fino ai  recenti Ciccarelli, Fenoaltea, Daniele, Malanima, Ciconte, De Crescenzo, Aprile, Collet, Di Rienzo, Clark, Guerri, Del Boca. Ascione non ha neppure mancato di citare autori del calibro di de’ Sivo, Ciano, Di Fiore, Salvemini, Gobetti, Sturzo, Dorso, Zanotti-Bianco, Franchetti, Rossi-Doria, Smith, Duggan, Rial, Romano, Davis. 
Autori, economisti, storici, intellettuali  che hanno proposto una rilettura critica del processo unitario, ben oltre i tentativi strumentali e agiografici di ricondurre la storia nel solco di quei poteri spesso nefasti che hanno governato l’Italia dal 1861 in poi. 
Marco Ascione
Un passaggio obbligato per gli studiosi, ma anche per chi è alla ricerca di una conoscenza storica non convenzionale, che si presti scientificamente alle complesse dinamiche economiche e sociali dell’attuale società italiana. 
Un passaggio che Ascione percorre con destrezza e abilità tali che il trasferimento dalla bibliografia alla prefazione di Lino Patruno e alla introduzione di Marcello Musso avviene in un lampo,  nell’ambito di una appassionata e fiduciosa  ricerca di nuove tesi e nuovi spiragli di ricerca che il testo promette con tutta evidenza già dalla bibliografia.
Lino Patruno, già direttore della Gazzetta del Mezzogiorno e docente di Economia all’Università degli Studi di Bari, chiarisce il pregio del lavoro di Ascione: è il racconto di una storia che parte da molto più lontano di quanto fatto generalmente finora, una vera e propria “camera delle meraviglie”. Ed è proprio questa la percezione che travolge chi si addentra nella lettura di “Italós” e vaga per la penisola italica dall’epoca degli Etruschi fino a giungere al processo unitario, travagliato e devastante per le sorti del nostro Mezzogiorno. 
L’introduzione di Marcello Musso, Pubblico Ministero che ha ottenuto le condanne di Riina e Bagarella, parla di un’analisi originale e multiforme, ricca di illuminazioni, che illustra “le ragioni profonde delle dinamiche storiche che nel tempo hanno generato divisioni, unificazioni e situazioni peculiari della nostra Penisola”.
Tra queste ragioni l’autore pone l’attenzione con evidenze scientifiche a come le mafie durante i processi storici si sono alimentate nelle aree depauperate, sfruttate, colonizzate, mentre sono regredite in quelle in cui vengono impiegate risorse finanziarie per la riqualificazione e lo sviluppo del territorio. I riferimenti all’attualità del nostro Sud non sono casuali, ma precisi e puntuali.
Ascione non tralascia di affrontare la questione della tanto criticata, quanto mal percepita,  “mentalità” dei residenti al Sud, dimostrando, di nuovo percorrendo un lungo periodo storico, che – come scrive Musso – la mentalità di un popolo è il prodotto e non la causa del suo livello di sviluppo e di progresso.
Sicuramente l’approccio multidisciplinare del testo, poco praticato altrove, è uno dei punti di forza, un valore assoluto e insolito: Ascione passa da una materia all’altra con competenza e agilità e affronta da esperto le dinamiche storiche curando gli aspetti economici, giuridici, antropologici, criminologici, geografici, sociologici, psicologici, demografici, linguistici, non prendendo mai le distanze dall’Etologia, dalla Genetica e dall’Ecologia. 
Sono soprattutto queste ultime discipline, e la loro compenetrazione non causale nel testo, che colpiscono il docente di scienze che risiede in chi, letto il testo, ne sta descrivendo le “meraviglie”. In particolare quando Ascione affronta il tema delle origini degli Etruschi.
Sulle origini, e sulla lingua degli Etruschi,  le tesi sono  sempre state discordanti. Mentre Erodoto, l’unico contemporaneo agli eventi, affermava che era un popolo proveniente dalla Lidia, l’attuale Turchia, Dionigi di Alicarnasso, qualche secolo più tardi, li considerava un popolo autoctono abitante la penisola italica sin dalla Preistoria. L’ipotesi che gli Etruschi provenissero dall’arco alpino o dal centro-Europa non è mai stata sostenuta da fonti autorevoli, mentre quella di Massimo Pallottino – neolaureato senza esperienza che assumerà nella propria persona numerosi incarichi scientifici a livello istituzionale –, affermante che la civiltà etrusca fosse l’evoluzione della civiltà Villanoviana, seppur con decise influenze greche e fenicie, è stata volentieri accreditata durante il periodo fascista per ragioni del tutto comprensibili.
Le origini misteriose della civiltà etrusca, che raggiunse uno splendore tale da competere e contrastare quella greca insediatesi nel sud della penisola italica tra l’VIII e il IV secolo a.C., sono in gran parte dovute alle difficoltà di decifrarne la lingua.
Ed è su queste origini che – a mio parere – Italós, sostenendo la tesi di Erodoto, mette una parola definitiva su un passato che impone riflessioni accurate; un passato che ci richiama all’attualità dei fenomeni migratori in atto. Secondo Ascione è stata la posizione strategica al centro del Mediterraneo della penisola italica a favorire l’approdo da Est. Quel mediterraneo orientale,  centro mondiale del progresso, da cui provenivano idee, innovazioni, risorse umane, tecnologiche e culturali. È così che mentre i Greci  si posizionarono a sud, gli Etruschi dall’attuale Turchia si stanziarono tra l’Arno e il Tevere, evitando l’espansione greca nel centro-nord.
Oggi il Mezzogiorno d’Italia è ancora al centro del Mediterraneo, al centro di una nuova rotta della seta passante per un canale di Suez potenziato, ma la classe politica nord-centrica non ha occhi per vedere.
“Che cos’è che è andato storto?”
Il testo di Ascione ci invita alla riflessione e ci fornisce molte risposte.
Michele Eugenio Di Carlo

martedì 25 settembre 2018

A Parcocittà il film su Egon Schiele, genio dell'espressionismo

D'Estate D'Autore, la rassegna cinematografica in memoria del compianto don Paolo Cicolella, decano degli esercenti cinematografici pugliesi, giunge alla settimana conclusiva e, dopo Van Gogh,  offre stasera al suo affezionato pubblico un'altra intensa pellicola sull'arte.  Il talentuoso attore Noah Saavedra, indossa i panni di Egon Schiele, nell'omonimo film diretto da Dieter Berner, in una storia tratta dal romanzo di Hilde Berger.
Giovane, seduttore affascinante, artista provocatorio e brillante, Egon Schiele è considerato il genio
dell’Espressionismo austriaco.
Agli inizi del XX secolo, era tra gli artisti più provocatori e controversi di Vienna. La sua arte era ispirata da donne affascinanti e disinibite, in un’epoca che stava volgendo al termine.
Due donne in particolare condizioneranno davvero la sua vita e la sua espressione artistica: sua sorella e sua prima musa, Gerti e la diciassettenne Wally, probabilmente l’unico vero amore di Schiele, immortalata nel suo famoso dipinto “La morte e la fanciulla”.
Mentre i dipinti di Schiele creano scandalo nella società di Vienna, portando l’artista anche in tribunale con l’accusa di abuso su una minorenne e di “pornografia”, collezionisti lungimiranti e artisti già acclamati come Gustav Klimt, iniziano a riconoscere l’eccezionale valore della provocatoria e tormentata arte del giovane. Quando lo scoppio della Prima Guerra Mondiale minaccerà la sua ricerca e libertà artistica, Schiele sceglierà di sacrificare alla sua arte, l’amore e la vita stessa, facendo del dolore e del suo disagio esistenziale, la cifra stilistica che lo consacrerà tra i maggiori interpreti dell’Espressionismo.
Dieter Berner è stato sempre affascinato dalla figura dell'artista austriaco, ma a far scattare in lui il miodesiderio di farne un filmsono stati il romanzo di Hilde Berger e il suo approccio alla vita di Egon.
"Avevo già scritto sceneggiature con Hilde ma sulla storia di Schiele aveva molte riserve: per lei era un romanzo - ricorda il regista -. Abbiamo comunque iniziato a lavorarci e il nostro obiettivo fu quello di individuare quale esperienza fosse stata particolarmente significativa per il pittore, cosa lo avesse spinto a dipingere. Trovammo ciò che cercavamo nel suo particolare rapporto con la sessualità e il suo modo anticonvenzionale di relazionarsi alle donne che sceglieva come modelle. Il suo lavoro mi ha sempre interessato ma non avevo mai pensato ad un film. Solo conoscendo l’uomo Egon Schiele e la sua relazione con l’arte, attraverso Hilde Berger, ho iniziato a pensare ad un film nel quale raccontare cosa la pittura può significare per un uomo. Per Schiele la pittura era quasi un surrogato della realtà, fin dal principio. Da bambino non era molto bravo a scuola e spesso non faceva i compiti perché passava il tempo a disegnare. Era il suo modo per interpretare il mondo, attribuendogli un senso tutto suo."
Le pellicola verrà proiettata questa sera a Parcocittà. In caso di maltempo e di temperatura non idonea, la proiezione avverrà all'interno del centro polivalente di Parco San Felice, e non nell'arena. Ingresso 3 euro.
D'Estate D'Autore è promossa da Parcocittà, Laltrocinema, Circuito Cinema Cicolella, Fondazione Apulia Felix, Cinema Felix e Lettere Meridiane, con il patrocinio di Apulia Film Commission  e dell'Assessorato alla Cultura della Città di Foggia.
Qui sotto il trailer.

L'Incoronata come non l'avete mai vista, grazie allo sguardo e al cuore di Fabrizio De Lillo

Fabrizio De Lillo ha un’impareggiabile capacità di catturare le bellezza delle cose che sorvola col suo drone. Ma per afferrare la bellezza bisogna amarla: saperla cercare e riconoscere nelle cose che ci circondano. Bisogna saper vedere, e non solo guardare.
Fabrizio ama la sua città, Foggia. L’ha scoperta “a volo d’uccello” volteggiando con il suo drone. Così, ha deciso di comunicare ai suoi coetanei e ai suoi concittadini certe bellezze inattese. Il suo sito e il suo canale youtube sono sorprendenti. Lanciano un messaggio di speranza forte e alto: l’invito rivolto in primis ai giovani come lui, ma in definitiva a tutti i concittadini, a vivere meglio Foggia, scoprendone la bellezza.
Per festeggiare il brevetto da pilota di drone recentemente conseguito (I.APRA.008766), Fabrizio si lancia in volo sulla gemma più pregiata di Foggia: l’Incoronata, con il suo Santuario, dove si venera una delle più antiche Madonne Nere del Sud; con il suo Borgo, splendido capolavoro di architettura; con il suo bosco, il più grande bosco di pianura dell’Italia peninsulare dove amava cacciare Federico II, l’imperatore Svevo tanto caro al giovane filmaker, che proprio inseguendo le tracce della sua presenza foggiana ha imparato ad amare la sua città e il suo passato. Ne ha scoperto l'identità remota.
Non sono molti i foggiani consapevoli tanta bellezza. Che sia un giovane pieno di coraggio a rivendicarla, ad additarla e farla conoscere ai suoi concittadini è veramente una bella notizia.
Bravo Fabrizio, bravissimo.
Qui sotto il video. Guardatelo. Amatelo. Condividetelo.

lunedì 24 settembre 2018

I torbidi segreti della frontiera americana

I segreti di Wind River ha segnato l’esordio dietro la macchina da presa di Taylor Sheridan, attore e sceneggiatore. Il film in realtà conclude una trilogia di sceneggiature scritte da Sheridan sul tema, tutt’altro che banale, della moderna frontiera americana, partendo dall'epidemia di violenza lungo il confine statunitense/messicano in Sicario e poi passando al divario tra immensa ricchezza e povertà nella Comancheria del Texas in Hell or High Water.
I segreti di Wind River - sostiene il regista - esplora forse l’aspetto più tangibile della frontiera americana e il più grande fallimento dell'America: la riserva dei nativi americani. Da un punto di vista più intimo, è lo studio di come un uomo supera una tragedia senza mai porvi una vera fine. Da una prospettiva più ampia invece, è un approfondimento sulle conseguenze di com’è vivere in terre dove non si sarebbe mai voluto abitare.”
Al centro della storia c’è un personaggio duro e a suo modo epico, un cacciatore solitario (Jeremy Renner) che ritrova durante un’escursione tra le nevi il corpo senza vita della figlia di un suo caro amico.
Mosso da un passato personale misterioso decide di unirsi alla giovane agente FBI Jane Banner (Elizabeth Olsen) in una pericolosa caccia all’assassino. Nell’apparente silenzio dei ghiacci si nasconde una sconvolgente verità.

domenica 23 settembre 2018

La politica che promette e non mantiene

Concludiamo la striscia settimanale del nostro disegnatore satirico in versione solo testo con una raffica di battute, molte delle quali legati dal denominatore comune delle promesse, propellente della politica, vecchia e nuova. E non potrebbe essere diversamente nella patria di Machiavelli e del Gattopardo. Ancora pochi giorni, e sapremo se e quali dei diversi punti programmatici del tanto decantato "contratto di governo" verranno effettivamente finanziati ed attuati, a cominciare da quel "reddito di cittadinanza" che tanto entusiasmo ha suscitato nell'elettorato meridionale, e che corre il rischio, come sottolinea argutamente Madetù, di diventare una "rendita di cittadinanza".
Nell'attesa, fateci una risata sopra e non va la prendete più di tanto. Buona domenica.
* * *
PROMESSE
 - In campagna elettorale Salvini aveva promesso che avrebbe rimpatriato 600.000 emigrati non aventi diritto...
- E invece non è riuscito a spedire a casa nemmeno 15 tunisini!
- Evidente che erano le classiche "promesse da marinaio"...
- Di più: da Capitano!
SENZA CENA
La speranza dei 5Stelle sul futuro del PD:
"Tutti a casa e...senza cena!"
RENDITA DI CITTADINANZA
- Fino al 4 marzo i 5Stelle sbandieravano il "Reddito di Cittadinanza"...
- Dopo il 4 marzo sono passati alla "Rendita di Cittadinanza".
OPPOSIZIONE DURA
- Secondo me ha ragione Renzi: in questa fase l'unica cosa giusta è fare opposizione e farla dura...
- E infatti nel PD gliela stanno facendo!
UNITÀ
- Dopo l"esternazione di Calenda, il segretario del PD invita tutti all'unità...
- Ma quella è fallita da anni!
SCORTE
Il Governo nuovamente intenzionato a togliere la scorta al Capitano "Ultimo".
- Questione di posizioni: oggi "primo" è un altro... "Capitano".
OLIMPIADI
- Le Olimpiadi Invernali, circa la scelta della località italiana, registrano una debacle dei Grillini...
- I 5 cerchi battono i 5 stelle!
PASSERE
- La "passera" non doveva volare nell'arena di 'Domenica In'...
- Bastano le tette della Venier!
DI MAIO E IL DEFICIT
- Di Maio sta pensando a un po' di deficit...
- Vuole misurarsi il quoziente d'intelligenza?
GRANDE FRATELLO
Clamoroso! Rocco Casalino, il portavoce del governo, guadagna più del Presidente del Consiglio Conte.
- Già. 169.000 euro contro 114.000...
- E mi sembra giusto. Casalino, in fondo, è il Grande Fratello.
PENSIONI E LAUREE
Pensioni
- La Lega pensa ad un riscatto agevolato della laurea...
- Perché, gli albanesi si sono trattenuti quella del figlio di Bossi?
CORONA
Fabrizio Corona in Tribunale per la sentenza dei 2 milioni e 600.000 euro nascosti in casa.
- Ha detto: "Spero Dio mi dia la forza di dire le cose giuste".
- Bravo Fabrizio. Sperare nelle... proprie forze è positivo.
NUOVO ASSESSORE IN PUGLIA
- Stea, 'braccio destro' del berlusconiano Cassano, entra nel Governo regionale pugliese...
- Come neo Assessore alla Sanità dovrà curare presto gli attacchi di bile dei 5Stelle.

Notte fonda per il Foggia

È notta fonda per il Foggia. La squadra di Grassadonia rimedia la terza sconfitta consecutiva, forse immeritatamente, ma la legge del calcio è spietata: poco prima della rete decisiva segnata da Gravillon, i satanelli aveva sprecato la più ghiotta delle occasioni, mandando sulla traversa, con Mazzeo, un penalty fischiato dall'arbitro per un fallo su Galano.
Per il resto la partita è stata equilibrata, anzi le statistiche dicono che il Foggia ha tirato più degli avversari (15 tiri, di cui 3 in porta, contro i 9, di cui tre in porta, dei padroni di casa) e ha marcato un maggior possesso palla (53% contro 47%) ma tutto questo non è stato sufficiente a tornare dallo Stadio Adriatico con un punto, che avrebbe fatto morale.
Il Pescara ha vinto sfruttando la sola occasione da gol che ha creato in 90', il Foggia non è riuscito a trasformare il rigore, che avrebbe potuto indirizzare la gara in un senso del tutto diverso.
La fortuna non accompagna i rossoneri in un momento già delicatissimo del campionato.
Ma non si può invocare soltanto la sfortuna. L'impressione è che mister Grassadonia debba cambiare qualcosa, sia nell'assetto tattico (troppo isolato Mazzeo nel 4-3-2-1 con cui l'allenatore schiera la squadra), sia negli uomini in campo.
Il giovane Carraro ha i piedi buoni e una buona visione di gioco: ma ha bisogno di crescere e nel ruolo chiave di play maker, che l'anno scorso Greco ricoprì alla grande, evidenzia qualche problema.
L'esordio di Galano è la sola nota lieta che il Foggia si porta via dal deludente pomeriggio pescarese. L'ex barese ha giocato per circa mezz'ora, ha propiziato il rigore dimostrando di essere l'uomo di maggior caratura tecnica dell'organico rossonero, che può fare la differenza e innescare quel cambio di passo necessario per risalire la china, che comincia a diventare complicata.
Proprio l'azione del penalty, nata da un rapido scambio tra Mazzeo e lo stesso Galano, poi atterrato in area, ha dimostrato la necessità delle due punte.
La salvezza dista 8 punti, tanti quanti separavano la squadra rossonera dalle altre contendenti alla prima giornata. L'handicap con cui il Foggia aveva cominciato il campionato resta immutato, ma intanto se ne sono andate già 4 partite.
I tifosi mugugnano. Bisogna voltare pagina immediatamente. Per Grassadonia la prossima partita casalinga con il Padova (ore 21.00, mercoledì 26 settembre) sa già di ultima spiaggia.


sabato 22 settembre 2018

Madetù bipartizan, ne ha per tutti

È un Madetù rigorosamente bipartizan quello della striscia di fine settimana. Al centro c'è la cronaca politica degli ultimi giorni. E gli strali del nostro disegnatore satirico in versione solo testo si ripartiscono in modo equo tra i partiti della maggioranza (M5S e Lega), e quelli della minoranza, sia di sinistra (Pd) che di centrodestra (Forza Italia). La copertina viene conquistata dalla battute sulle divergenze che ancora continuano ad esserci in casa del centrodestra. Fateci una risata su.... Il resto nella striscia di domani.
* * *
ACIDO
Fa discutere la proposta del presidente del Partito Democratico, Orfini: "Il PD conviene scioglierlo".
Nell'acido. Tanto le scorte ci sono già dai tempi di D'Alema.
CHE DIAMINE!
Preoccupano le condizioni di salute di Salvini dopo che il collega lussemburghese Asselborn aveva concluso la sua breve interruzione usando la frase: "E che diamine!".
Salvini si è detto 'scioccato' nel sentirla.
ZINGARETTI
I leghisti di Foggia, dopo aver letto sulla "Gazzetta" il titolo "Zingaretti all'isola pedonale", hanno sùbito organizzato delle ronde.
Al termine del loro raid hanno commentato: "In realtà ce n'era uno solo ma era innocuo".
CANDIDATURE
Dopo la ricandidatura di Landella alle comunali del 2019, si fanno insistenti le voci sul candidato dei 5stelle.
- Potrebbe trattarsi dell'umorista Gioacchino Rosa Rosa.
- E allora non cambierà niente per i Foggiani...
- E perché mai?
- Perché Landella faceva ridere per come parlava mentre Rosa Rosa fa ridere per quel che dice.
RIFIUTI E DIMENTICANZE
- Attivisti 5Stelle hanno organizzato su alcune spiagge del litorale barese una raccolta di rifiuti.
- Alla fine ci sono rimasti male. Gli unici rifiuti trovati erano i loro: NO al Tap, NO alla Tav, NO alla Gronda, NO ai vaccini...
DIVERGENZE
Domenica sera si è tenuto un vertice, ad Arcore, tra Berlusconi e Salvini per un'azione comune del centrodestra.
- Al solito sono emerse divergenze...
- Salvini ha riproposto lo slogan "Prima gli italiani" mentre Berlusconi il suo: "Prima le italiane!".
CENE
Dopo la crisi di voti e di iscritti, il PD cerca una via d'uscita.
- Calenda ha proposto una cena a casa sua agli attuali leader del partito...
- Da quando erano quattro amici al bar ad una cena è già un significativo passo avanti!
TEMPIO DELLA CREMAZIONE / 1
- Il 24 settembre sarà inaugurato il "Tempio della Cremazione"...
- Ah, non sapevo che avessero anticipato il Congresso del PD!
TEMPIO DELLA CREMAZIONE / 2
- Il 24 settembre sarà inaugurato a Foggia il "Tempio della Cremazione"...
- Il PD suggerisce che sia Salvini a inaugurarlo!
CENERI
- Eppure sono convinto che la Sinistra risorgerà dalle sue ceneri...
- Naturalmente per "sue" intendi quelle di Renzi?

venerdì 21 settembre 2018

Loveless, un film contro la brutalità e il caos del mondo

Dopo il grande successo di pubblico ottenuto da Sulla mia pelle, il film di Alessio Cremonini che racconta gli ultimi giorni di vita di Stefano Cucchi (gremite le proiezioni che, a causa del maltempo si sono svolte nell’Auditorium di Santa Chiara), la rassegna cinematografica D'Estate D’Autore propone un altro film di altissimo livello: Loveless firmato da Andrey Zvyagintsev uno dei più interessanti e talentuosi registi russi.
Al suo esordio, nel 2003, con Il ritorno, conquistò a sorpresa il Leone d’Oro alla Mostra Internazionale del Cinema di Venezia, aggiudicandosi anche il premio quale miglior opera prima. Da allora, il suo percorso artistico è stato sfavillante. Non c’è pellicola che non abbia ottenuto importanti riconoscimenti all’estero.
Loveless (che il pubblico della rassegna D’Estate D’Autore potrà vedere stasera a Parcocittà (unica proiezione ore 20.30, ingresso tre euro) è la sua opera più recente e la più premiata: ha conquistato il Premio della Giuria a Cannes, è stata riconosciuta come miglior film straniero al Premio Cesar, si è aggiudicata i premi per la miglior fotografia e per la miglior colonna sonora agli European Film Awards. Inoltre, è stata candidata agli Oscar tra i migliori film stranieri.
Film di grande efficacia espressiva e di denuncia, Loveless racconta il difficile rapporto matrimoniale tra Zhenya e Boris, ormai sul punto di separarsi. Non si tratta però di una separazione pacifica, carica com'è di rancori, risentimenti e recriminazioni.
Entrambi hanno già un nuovo partner e sono impazienti di voltare pagina, di iniziare una nuova fase della loro vita. C'è però un ostacolo difficile da superare: il futuro di Alyosha, il loro figlio dodicenne, che nessuno dei due ha mai veramente amato. Il bambino un giorno scompare. E niente sarà più come prima.
“Questa era postmoderna - afferma Zvyagintsev  - è una società post-industriale inondata da un continuo flusso di informazioni ricevute da individui che si interessano alle altre persone sporadicamente e solo per ottenere qualcosa in cambio. Ogni individuo pensa solo a se stesso.”
A questa condizione non si sottraggono Zhenya e Boris che pensano soltanto al loro avvenire, rispetto al quale Alyosha è soltanto un fardello di cui liberarsi. Ma la sua scomparsa rimette tutto in gioco.
“L’unico modo per potersi sottrarre a questa indifferenza è quello di sacrificare se stessi per gli altri - aggiunge il regista - , anche per persone estranee, come fa il coordinatore dei volontari che perlustra il paese per cercare il bambino scomparso, senza ricevere nessuna ricompensa, come se questo fosse l’unico scopo della sua vita. Uno scopo che dà senso ad ogni sua azione. Questo è l’unico modo per combattere la brutalità e il caos del mondo.
A suo modo, Loveless è un film contro la brutalità e il caos del mondo.
Non mancate, perché è uno dei film più belli proposti da D’Estate D’Autore, la rassegna in memoria di don Paolo Cicolella, promossa da Parcocittà, Laltrocinema, Circuito Cinema Cicolella, Fondazione Apulia Felix, Cinema Felix e Lettere Meridiane, con il patrocinio di Apulia Film Commission  e dell'Assessorato alla Cultura della Città di Foggia.
Qui sotto il trailer.

mercoledì 19 settembre 2018

Se amate il cinema, venite al cinema

Ogni tanto il cinema, soprattutto quello italiano, ha bisogno di "casi": ovvero di film che facciano parlare di sé, non soltanto per i valori artistici, sociali e culturali di cui sono portatori, ma per lo scalpore mediatico che suscitano. È il caso di Sulla mia pelle, il film di Alessio Cremonini che racconta gli ultimi sette giorni di vita di Stefano Cucchi, geometra di 31 anni, morto dopo sei giorni di arresto per detenzione di stupefacenti, uno dei casi più spinosi e drammatici della recente storia del Paese, che gli affezionati spettatori di D’Estate D’Autore, la rassegna cinematografica in memoria del compianto don Paolo Cicolella, potranno vedere giovedì 20 settembre. Due le proiezioni previste (alle ore 20.00 e alle ore 22.00) che a causa delle cattive condizioni meteo si svolgeranno nell'Auditorium di Santa Chiara (Cinemafelix) e non nell'arena di Parco San Felice.
Film intenso, di grande spessore cinematografico e drammatico, interpretato con grande pathos da Alessandro Borghi, Sulla mia pelle ha aperto la 75a Mostra del Cinema di Venezia che ha segnato un punto di svolta per il cinema e per il modo di fruirlo, aprendo, forse, una epoca nuova.
Sulla mia pelle, così come Roma di Alfonso Cuarón che si è poi aggiudicato il Leone d’Oro, ed altre quattro pellicole tra cui il prezioso The Ballad of Buster Scruggs, film antologico western firmato dai fratelli Joel e Ethan Coen, è targato Netflix. Per la prima volta un festival cinematografico (dopo che Cannes aveva praticamente chiuso la porta) ha aperto in modo così netto al cinema non prodotto direttamente per la distribuzione nelle sale cinematografiche, ma orientato alla rete.
Le conseguenze sono state addirittura eclatanti, nel caso del film di Cremonini. Sulla mia pelle è uscito contemporaneamente su Netflix e nelle sale, ma è stato fin da subito boicottato dagli esercenti, soprattutto quelli delle multisale.
La polemica è montata fino a costringere alle dimissioni Andrea Occhipinti, che si trovava nella scomoda posizione di produttore di Sulla mia pelle e presidente della sezione distributore dell’Anica, l’associazione di categoria degli esercenti cinematografici: “Cinemaundici e Lucky Red hanno deciso di produrre questo film prendendosi interamente il rischio imprenditoriale, con il solo contributo del tax credit previsto dalla Legge Cinema. Tutto il resto è venuto dopo, a film finito. Abbiamo avuto l'occasione di portare un'opera prima italiana in 190 paesi del mondo; siamo noi che abbiamo lottato affinché fosse possibile portarlo anche al cinema, per chi lo ha realizzato, per la storia che racconta, per l'importanza della visione condivisa, che solo la sala cinematografica può offrire.

Foggia svantaggiato dalla B a 19 squadre, quasi pronto il ricorso

Il Foggia è direttamente interessato alle decisioni che verranno assunte venerdì prossimo dal Collegio di Garanzia del Coni, chiamato a riesaminare la situazione della serie B, dopo che il Tar ha accolto i ricorsi presentati dalla Ternana e dalla Pro Vercelli.
L’interesse del sodalizio rossonero è, per la verità, più matematico che sportivo: allo stato delle cose, infatti, la sola squadra cadetta veramente svantaggiata dalla decisione di far disputare il campionato a 19 squadre, e non a 22, è proprio il Foggia, che deve rimontare la penalizzazione di 8 punti inflitta alla società nel giudizio di secondo grado (in primo grado, come si ricorderà, era stata condannata addirittura a 15 punti).
È evidente che gli otto punti “in rosso” sono assai più pesanti in un torneo a 19 squadre, che non in un torneo a 22. Calcolatrice alla mano, se al Foggia dovesse venire applicato uno sconto di pena, in considerazione del minor numero di partite che ha a disposizione per recuperare il gap decretato ai suoi danni dalla giustizia sportiva, la penalizzazione dovrebbe essere ridotta di uno, se non due punti.
Basta prendere in considerazione i punti teoricamente disponibili nel campionato a 22 squadre (126), e metterli in relazione, attraverso un calcolo proporzionale con quelli teoricamente disponibili nel campionato a 19 (108).
La proporzione che ne consegue è: 126:8 = 108:x, dove 8 sono i punti di penalizzazione comminati al Foggia e l’incognita è rappresentata dalla penalizzazione che toccherebbe ai satanelli qualora venisse applicata proporzionalmente, al torneo ridotto a 19 squadre. Risolvendo la proporzione, si ha che x è uguale a 6,85. Il Foggia dovrebbe essere dunque risarcito di almeno un punto, se non due, e di conseguenza la penalizzazione ridotta a 6 o 7 punti.

martedì 18 settembre 2018

Dalla Cina con furore: alla ricerca di Van Gogh

Approda a Parcocittà il docufilm cinese che ha conquistato premi e riconoscimenti nei festival di mezzo mondo. Alla ricerca di Van Gogh (China’s Van Gogh il titolo originale) è assai di più di un film sull’arte e sul fiorente mercato delle riproduzioni seriali delle opere d’arte. È un viaggio nel mondo e nell’estetica dell’arte, nell’epoca della sua riproducibilità. La pellicola fotografa e racconta  l’insolito paesaggio umano del quartiere di Dafen, nella metropoli cinese di Shenzhen, dove si lavora a ritmi incessanti per fabbricare riproduzioni esatte dei quadri di Van Gogh, molto richieste sul mercato internazionale.
In questo esercito di Van Gogh cinesi milita Zhao Xiaoyong, ex contadino divenuto pittore, cui questa dimensione oggettivante, che sottrae alla forma il suo contenuto, non basta più. Vuole capire meglio Van Gogh, toccare il cuore di ciò che non può essere riprodotto: l’anima di un artista e della sua opera. E vuole conquistare la propria.
Così decide di partire. Il suo viaggio dalla Cina ad Amsterdam è la storia di una scoperta di sé nella scoperta dell’arte e una metafora potente dei travagli di una Cina in profonda transizione e di un Occidente che rischia di sperperare il tesoro della propria identità.
Il film è firmato da Yu Haibo, regista e noto fotografo cinese. È direttore della Shenzhen Professional Photographers Association e Chief Photo Editor di Shenzhen Economic Daily. Il suo reportage più importante, “China Dafen Oil Painting Village”, ha vinto il 49° World Press Photography Contest nel 2006 ed è stata esposto al Museo di Arte Moderna di San Francisco e al Victoria&Albert Museum di Londra. Yu è il pioniere della fotografia surrealista in Cina; il suo lavoro "On The Other Riverside Of The Illusion Chain" ha vinto il primo premio al 15° National Photography Exhibition nel 1988.
Alla ricerca di Van Gogh, che il pubblico di D’Estate D’Autore potrà vedere, nell’ambito del mini ciclo Cinema D’Arte, mercoledì 19 settembre (inizio ore 20.30, ingresso 3 euro), è stato distribuito in Italia da Wanted Cinema, società di distribuzione indipendente fondata nel 2014, che ha un catalogo di oltre 70 titoli, tra film e documentari, molti dei quali vincitori di festival nazionali e internazionali, e ha l’obiettivo di promuovere un’idea di cinema nuovo e socialmente impegnato.
Dedicata alla memoria del compianto don Paolo Cicolella, decano degli esercenti cinematografici pugliesi, D’Estate D’Autore è organizzata da Parcocittà, Laltrocinema, Circuito Cinema Cicolella, Cinemafelix, Fondazione Apulia Felix e Lettere Meridiane, con il patrocinio di Apulia Film Commission e dell’assessorato alla Cultura della Città di Foggia.
Qui sotto il trailer.

Serie B nel caos. Torneo sospeso. Anzi no...

Il collegio di garanzia del Coni
 Il calcio italiano sta diventando sempre di più una farsa. Le maggiori testate sportive questo pomeriggio hanno diffuso la notizia della sospensione del torneo di serie B, dopo le dochiarazioni del presidente del Collegio di Garanzia del Coni, Franco Frattini che partecipando ad una trasmissione sportiva dell’emittente Umbria Tv aveva chiarito gli scenari del campionato di Serie B  dopo l’ufficializzazione della data dell’udienza (venerdì 21 settembre prossimo, alle 14.30) in cui il Collegio si pronuncerà in via definitiva sulla composizione del campionato (se con il format attuale, a 19 squadre, oppure a 22).
Secondo quanto riportato dal sito Picenotime.it Frattini aveva detto che “il decreto del Tar Lazio ha bloccato tutte le partite della Serie B, cosa che questa estate non era accaduto” rendendo urgente, anzi urgentissima, la convocazione del Collegio di Garanzia che dovrà pronunciarsi sulla vicenda.  
A tal fine, lo stesso Frattini ha chiesto alle società interessate di rinunciare ai termini previsti per la convocazione dell’udienza (che avrebbero dovuto essere di almeno dieci giorni). “L'urgenza è talmente forte che se le controparti non fossero d'accordo a dare via libera sull'accorciamento dei termini lo farò io d'ufficio ed in ogni caso stabilirò che i termini scadranno giovedì con l'udienza programmata per venerdì. Chi vuol fare una memoria aggiuntiva lo potrà fare fino a giovedì. Il problema è che qui al momento non si gioca nessuna partita di B; il danno si sta facendo ai tifosi di tutte le altre 19 squadre che stanno giocando, per questo si richiede una decisione che va presa assolutamente in fretta”.

lunedì 17 settembre 2018

Foggia, così non va

La sconfitta casalinga con il Palermo fa squillare un sonoro campanello d’allarme per il Foggia. Di questo passo, la salvezza è un obiettivo complicato. Dopo tre partite, la classifica rossonera presenta ancora il segno negativo. D’accordo, sperare di recuperare gli otto punti di penalizzazione in sole tre partite era un sogno proibito. Ma il -5 che il Foggia si trova a dover ancora recuperare è un gap pesante, pesantissimo.
Le statistiche dicono che la salvezza sta tra i 40 e i 43 punti, il che significa che il Foggia deve totalizzarne tra 48 e 51: obiettivo largamente alla portata dei satanelli, per quello che i ragazzi di Grassadonia avevano fatto vedere all’esordio casalingo con il Carpi. Le due successive sconfitte, a Crotone (1-4) e col Palermo, non hanno confermato la bella impressione ed hanno notevolmente ridimensionato i giudizi positivi della prima partita.
Il Foggia deve cambiare passo, se vuole salvarsi.
Eppure ieri sera la formazione rossonera era partita bene, passando in vantaggio con il solito siluro di Kragl e giocando un primo tempo a viso aperto. Nella ripresa, il Foggia è progressivamente evaporato, denotando per giunta una condizione atletica e psicologica tutt'altro che entusiasmante. Ha preso il primo gol su calcio piazzato, il secondo su un tiro dalla distanza che è la fotocopia di quanto era già successo a Crotone, almeno in un paio di circostanze.

domenica 16 settembre 2018

Come si guida a Foggia, secondo Madetù

Buona domenica, con la seconda parte della striscia settimanale di Madetù, disegnatore satirico in versione solo testo. Come sempre, tanta politica nelle freddure di Maurizio, ma la copertina viene conquistata dalla battuta sugli automobilisti foggiani, che, in effetti, non sono campioni di senso civico e di rispetto delle norme del codice della strada. Memorabile anche quella su Papa Francesco, costretto a chiamare i (il) 113, per sconfiggere la piaga della pedofilia che affligge la Chiesa.
Sorridete, riflettete, dite la vostra.
* * *
GUIDARE A FOGGIA
- Ma perché a Foggia gli automobilisti non mettono quasi mai la freccia? La considerano forse un optional?
- Certo. Per loro sono altri gli obblighi: parcheggiare in doppia fila, passare col rosso, tenere la musica a tutto volume...
BOSSI JR.
Renzo Bossi, il figlio del "senatur", attacca Salvini: "Quando mio padre è andato via i 49 milioni c'erano".
Infatti, non sapevano più in quali stanze nasconderli.
PACCHIA
Doppio schiaffo a Di Maio e Salvini.
Il Consiglio Europeo a maggioranza ha infatti votato la riforma del copyright e le sanzioni al Governo dell'ungherese Orban.
La pacchia è finita.
AEREI E UCCELLI
Problemi per un aereo che si scontra con uno stormo.
"Uccello risucchiato dal motore".
Ma era un volo o... un'orgia?
PEDOFILIA
Problema pedofilia nella Chiesa.
- Papa Francesco nella primavera del 2019 chiamerà a raccolta 113 vescovi...
- È la prima volta che un pontefice è costretto a chiamare i 113 per risolvere un problema!
DI MAIO DISERTA
Il ministro del Lavoro Luigi Di Maio doveva partecipare a Lecce alle "Giornate del Lavoro", insieme ai leader nazionali dei sindacati e della Confindustria.
- Ma ha preferito disertare...
- Non è abituato ancora a lavorare. Preferisce giocare al 'Piccolo Ministro'.
L'UNIONE FA LA FARSA
 - Gli attuali governanti giallo-verdi più si dimostrano incapaci, bugiardi, incompetenti, populisti e più gli italiani li premiano nei sondaggi.
- L'Unione fa la farsa.
LA CASA DELLE BAMBOLE
Chiude a Torino dopo una settimana dall'apertura la "Casa delle bambole.
- Erano a grandezza naturale, sembravano vere e, soprattutto, i clienti andavano forte.
- Specie dalla cintola in giù...
BATTIBECCO
Ieri al vertice europeo tra i ministri dell'Interno c'è stato un vivace battibecco tra Salvini e il suo omologo lussemburghese Asselborn.
Questi, risentito per le frasi del leghista sui migranti, gli ha ricordato quando in migliaia furono gli italiani a emigrare per lavoro in Lussemburgo. Ed ha sbottato con un colorito: "merde alors"!
- Gli italiani hanno creduto che volesse dare della "merda" a Salvini...
- Sarebbe stata una nuova "merdaglia"!

Final portrait, quando creare è anche un po' soffrire

In un ciclo di film dedicati all’arte, non poteva mancare Final portrait - L’arte di essere amici di Stanley Tucci, dedicato al grande e controverso pittore e scultore svizzero Alberto Giacometti e alla sua amicizia con lo scrittore americano James Lord. Il pubblico di D’Estate D’Autore, la rassegna cinematografica in corso nell’arena di Parco San Felice, potrà vederlo lunedì 17 settembre, alle 20.30 (ingresso 3 euro).
Non è un biopic nel vero senso della parola: “Non ho mai capito come si possa comprimere la vita di qualcuno in un’ora e mezza o due - dice il regista - . Alla fine, ne viene fuori un susseguirsi di eventi, mentre questo è un film incentrato sui personaggi. E speriamo di essere riusciti a raccontare altrettanto bene, se non addirittura meglio, la persona e la sua vita concentrandoci su un arco di tempo così circoscritto. Ho scelto alcuni eventi ed esperienze della vita di Giacometti e li ho collocati in queste due settimane per creare un microcosmo che rispecchiasse quello che l’artista era dentro e fuori del suo studio.”
La pellicola, interpretata da Geoffrey Rush (Giacometti) e da Armie Hammer (lo scrittore Lord) è tratta dal romanzo autobiografico di James Lord, Un ritratto di Giacometti, in cui lo scrittore, giovane e facoltoso, racconta il suo il suo ultimo incontro con Alberto Giacometti, già avanti con gli anni, che aveva conosciuto durante una delle sue frequenti visite a Parigi. I due erano amici da più di dieci anni quando Giacometti chiese a Lord di posare per quello che sarebbe diventato il suo ultimo ritratto. Giacometti gli promise che sarebbe stato un lavoro di un pomeriggio: in realtà, il ritratto richiese 18 lunghe e tormentate sedute. Il lavoro terminò solo quando Lord disse a Giacometti che non poteva più né aggiungere né togliere niente a quel dipinto. Giacometti regalò il ritratto a Lord come gli aveva promesso.

sabato 15 settembre 2018

"No alla secessione dei ricchi", costituito il comitato provinciale di Capitanata pro-petizione Viesti

Un momento della riunione costitutiva, svoltasi a Parcocittà.
Si è costituito a Foggia il comitato provinciale di sostegno alla petizione “No alla secessione dei ricchi”, che vede come primi firmatari decine di docenti universitari, scrittori ed economisti, intellettuali del Sud e non, e come primo firmatario, proponente l’appello ai presidenti della Repubblica, delle Camere, ai parlamentari, ai cittadini tutti, il professor Gianfranco Viesti, docente di economia cui si devono gli studi più interessanti degli ultimi decenni sull'andamento dell'economia del Sud.

La petizione, che ha superato le 10.000 firme, ha l’obiettivo di fermare i progetti di legge per l’autonomia selvaggia delle regioni del Nord. Infatti, Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna stanno accelerando per ottenere dal Governo il riconoscimento dell’autonomia su 23 materie, finanziando le nuove funzioni con il cosiddetto “residuo fiscale” che oggi serve ad erogare servizi ed assistenza a tutti i cittadini italiani.
Con il regionalismo differenziato che vogliono imporre al Paese, si cancellano i diritti per i cittadini del Sud che, dopo i tanti tagli subiti, si vedranno ridotti ulteriormente servizi e infrastrutture essenziali quali sanità, istruzione, protezione civile, trasporti, comunicazioni, ecc…

Il comitato ha programmato l’organizzazione di una imponente campagna di comunicazione ai fini della valorizzazione delle identità dei nostri territori e della difesa dei diritti dei cittadini della Capitanata e del sud.

Dalle prossime settimane saranno inoltre organizzate iniziative nei centri della Capitanata  per rendere di dominio pubblico  i rischi sociali e economici che corrono i Dauni, i pugliesi e tutti i meridionali con l’approvazione di queste proposte di legge, definite nella petizione eversive e secessioniste, che per il momento provengono da Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna, ma stanno per arrivare anche da altre regioni.
Il Comitato intende inoltre sollecitare gli amministratori locali affinché intraprendano tutte le azioni istituzionali necessarie a fermare questi progetti anti-Sud.
Se non l’avete ancora fatto, leggete il testo integrale della petizione, firmate e sostenetela a questo link:


https://www.change.org/p/gianfranco-viesti-no-alla-secessione-dei-ricchi


La settimana politica vista da Madetù

Ne sono successe veramente tante di cose sul fronte politico, nell'ultima settimana, e la striscia settimanale del nostro disegnatore satirico in versione solo testo, non poteva che registrare, annotare, chiosare, pungere.
La copertina va alla metafora automobilistica di Madetù sulle accelerazioni e le frenate che contraddistinguono molte iniziative del Governo.
Eccovi la prima parte della striscia. La seconda domani. Intanto, buon fine settimana.
* * *
CHIUSURE DOMENICALI
Di Maio ha deciso: entro l'anno la legge per chiudere negozi e centri commerciali la domenica.
- Dalla sua parte, però, ha solo la Chiesa...
- Infatti. Il settimo giorno Dio Maio riposò.
PALLE-A-VOLO
- Ai Mondiali di Pallavolo anche il Presidente della Repubblica Mattarella ha seguito il match tra Italia e Giappone.
- Si deve essere stancato di vedere le palle-a-volo del Governo.
DI MAIO IN FIERA
Domenica scorsa il leader dei 5Stelle, Di Maio, ha visitato la Fiera del Levante.
- In uno stand ha anche provato la "realtà virtuale"...
- Solo in quel momento ha capito come e perché hanno vinto le elezioni.
SCUOLA GUIDA
- Salvini spinge l'acceleratore sulle riforme, Tria frena. Di Maio frena sul Tap, Salvini accelera...
- Più che una lezione di Cambiamento sembra una lezione di Scuola Guida!
FOGGIANI MULTATI
Foggiani indisciplinati anche nel gettare i rifiuti.
- La Polizia urbana ha multato 12 persone che gettavano l'immondizia di domenica e in orari non consentiti.
- E hanno sbagliato a multarli, ora che avevano appena imparato a gettare i rifiuti nei cassonetti!
L'ONU E L'ITALIA
L'ONU segnala con preoccupazione un aumento in Italia del razzismo e della violenza ed ha inviato un osservatore.
- Ha fatto bene Salvini a contestare 'sta cosa...
- Già. Come se in Italia sparassero ai neri, cacciassero i rom e sequestrassero i migranti.
DI BATTISTA
Il grillino Alessandro Di Battista è tornato in Guatemala, per fare il cooperante.
- Fa di nuovo il battagliero e si muove immaginando di emulare il mitico Ernesto "Che" Guevara...
- Solo che Guevara era il "Che", mentre Di Battista "C'è" o "Ce fa"?
SALVINI BOOM
- Nel 2013 Matteo Salvini era seguito su FB da 18.000 persone...
- Poi è arrivato Morisi, il suo 'guru' mediatico e i contatti oggi sono saliti a 3 milioni.
- È la conferma che Salvini non capisce un cazzo di politica!
ILVA
Disastro ambientale e allarme sanitario a Taranto.
- Ora i deputati locali dei 5Stelle rischiano di perdere la faccia...
- Anche loro devono essere rimasti troppo tempo esposti alle polveri sottili dell'Ilva.
ILVA / 2
Allarme sanitario a Taranto e polemiche sul ruolo dei Grillini.
Polveri (sottili) di 5 Stelle.

venerdì 14 settembre 2018

Le passioni tristi (di Marcello Colopi)


Sociologo, attore, regista, impegnato nel "sociale" (è responsabile dello sportello immigrazione “Stefano Fumarulo” che opera a Cerignola e presidente della consulta delle politiche migratorie del comune di Cerignola), Marcello Colopi collabora da qualche settimana con Lettere Meridiane regalando ad amici e lettori riflessioni fuori dall'ordinario, ma sempre acute e pungenti, in un'epoca in cui il pensiero ed il suo libero esercizio stanno diventando merce sempre più rara. 
L'articolo di oggi, sulle "passioni tristi" è particolarmente rivelatore delle corde umane, culturali e filosofiche dell'amico Marcello. Leggetelo (e rileggetelo). Ne vale veramente la pena. (g.i.)
* * *
Mi è capitato tra le mani un articolo di Miguel Benasayag, psicoterapeuta argentino che si è accorto che, i suoi pazienti sono persone le cui sofferenze non hanno una vera e propria origine psicologica, ma riflettono la tristezza diffusa che caratterizza la nostra società contemporanea, percorsa da un sentimento permanente di insicurezza e di precarietà. Da questa riflessione è nato un saggio bellissimo “L' epoca delle passioni tristi” (edizione Feltrinelli ) . 
Vivere in un epoca di passioni tristi significa, avere paura del futuro, anzi, quando il futuro apre le sue porte , lo fa solo per offrirsi come incertezza, precarietà, insicurezza, inquietudine, allora «il terribile è già accaduto», perché le iniziative si spengono, le speranze appaiono vuote, la demotivazione cresce, l' energia vitale implode. Se trasliano la riflessione dal campo psicoterapeutico a quello sociopolitico potremmo dire che esiste nella prassi della cultura occidentale l’incapacità di produrre una critica reale alle dinamiche in atto. Questa assenza culturale non fa altro che rendere il presente sociale ancora più angosciante e minaccioso. 
La nostra società ha prodotto l’ ideologia della crisi e l ’ideologia dell’emergenza”, che si è insinuata a ogni livello, dallo spazio pubblico alle sfere più intime e private, in sostanza viviamo in un mondo dove si è passati “ dal desiderio alla minaccia”. 

mercoledì 12 settembre 2018

Ischitella e il suo mondo feudale (di Michele Eugenio Di Carlo)

La torre di Varano
Il mondo feudale di Ischitella ricostruito attraverso le famiglie i cui cognomi si sono mai estinte. Questo il tema al centro del libro di Giuseppe Laganella “La storia di Ischitella dalle origini alla fine del ‘600 attraverso i cognomi estinti” e della interessante serata in cui l'opera è stata presentata. I lavori sono stati moderati dai giornalisti Michela Mariella e Giuseppe Saldutto, relatori l’europarlamentare Barbara Matera e Michele Eugenio Di Carlo, che hanno parlato alla presenza del sindaco Carlo Guerra e dell’assessore alla cultura.
Pubblichiamo, di seguito, la qualificata relazione dello storico e saggista Michele Eugenio Di Carlo, che riesce mirabilmente a dar conto dello "spirito dell'epoca".
* * *
Ischitella [1], come Devia, Vico e Peschici, molto probabilmente venne fondata nel X secolo da Slavi che, prima imperversanti per saccheggi e razzie lungo le coste del nord Gargano,  nell'anno 970 furono chiamati da papa Giovanni XIV a respingere i Saraceni, mentre Longobardi e Bizantini si contendevano altre aree garganiche.
Lo studioso Giuseppe Di Perna [2] imputa alla bolla “Iustis Petitionibus” di papa Stefano IX, datata 1053, la prima testimonianza dell'insediamento di Ischitella.
Il feudo d'Ischitella segue un percorso storico particolare, in quanto per tutta l'epoca normanna e sveva fa parte della contea di Caserta per poi finire come sub-feudo dell' “Honor Montis Sanctis Angeli”.

Seguendo un ordine cronologico, al fine di ricostruire la storia del feudo di Ischitella, Pasquale Corsi, già presidente della Società di Storia Patria per la Puglia, prende in somma considerazione la monografia di padre Ciro Cannarozzi [3], dove sono rinvenibili rilevanti testimonianze estratte dall'Archivio di Stato di Napoli, prima che i documenti attinenti fossero distrutti durante la seconda guerra mondiale. Dall'ampia documentazione studiata, Corsi rileva in un atto notarile rogato a Vieste nel 1153, l'esistenza di un Gionata, qualificatosi come “signore di Ischitella” e probabile esponente di un ramo marginale dell'aristocrazia normanna; invece, nell' “Historia” di Huillard-Brebolles Corsi ravvisa, in un privilegio di Federico II del 1225, la presenza di un non meglio precisato Paolo, “dominus” dell'insediamento fortificato di Ischitella, mentre nel “Catalogus baronum”, curato dal Cuozzo, annovera come signora di Ischitella la famosa – perché celebrata nei teatri del Novecento – “Syfridina”, contessa di Caserta [4].

martedì 11 settembre 2018

A Parcocittà si ricorda don Paolo Cicolella

D’Estate D’Autore, la rassegna cinematografica all’aperto che si svolge nell’arena di Parco San Felice, giunge all’evento più atteso. Mercoledì 12 settembre (ore 20.30, ingresso gratuito) verrà ricordato l’indimenticabile don Paolo Cicolella, decano degli esercenti cinematografici pugliesi, recentemente scomparso. Promossa da Parcocittà, Laltrocinema, Circuito Cinema Cicolella, Fondazione Apulia Felix, Cinemafelix e Lettere Meridiane, con il patrocinio di Apulia Film Commission e dell’assessorato alla cultura della città di Foggia, la rassegna è dedicata proprio al grande imprenditore culturale foggiano.
A parlare di Cicolella e del ruolo fondamentale che egli ha avuto nella diffusione della cultura cinematografica e teatrale sarà Fabio Prencipe, cinefilo e componente del cda di Apulia Film Commission, che con lui ha collaborato in mille iniziative.
“Ho passato intere serate con don Paolo nel suo piccolo ufficio al cinema Cicolella - ha scritto sulla sua bacheca facebook. Mi raccontava storie di cinema, di sale, di proiettori e poster cinematografici. Parlavamo di film, di progetti, spesso di incassi ... registrati quotidianamente a penna su un piccolo planner. Ho avuto la fortuna di imparare da lui l'altra faccia (forse la vera faccia) del "grande schermo". Mercoledì sera, parlando del cinema in Capitanata, lo ricorderemo a Parcocittà proiettando Nuovo cinema Paradiso. Il passato forse non torna, ma, particolarmente in una città come Foggia, abbiamo il dovere della memoria."
La scelta dell’opera di Giuseppe Tornatore per ricordarlo non è casuale: era il film che don Paolo maggiormente prediligeva, forse perché molte volte durante la sua vita si è trovato nella stessa situazione del protagonista: difendere una sala cinematografica dalla trasformazione in qualcosa d’altro.
Come Salvatore, il protagonista del film, Cicolella, ha dedicato tutta la vita al cinema e allo spettacolo, si è impegnato a tenere aperte le sale, ha regalato a generazioni di foggiani la possibilità di emozionarsi e di sognare.
Nuovo Cinema Paradiso è, d’altra parte, la testimonianza più pregnante di come il grande cinema, ancorché d’essai, possa conquistare il pubblico. Quando uscì nel 1988, con una distribuzione limitata a poche città, incassò pochissimo e fu subito “smontato” (anche dalla critica). Si deve al coraggio di Giovanni Parlagreco, come Cicolella gestore cinematografico (del Cinema Aurora di Messina) se il film registrò il vertiginoso successo che l’avrebbe poi portato a vincere l’Oscar come miglior film straniero e il Golden Globe.
“Parlagreco - ricorda Tornatore - si ostinò a tenerlo in cartellone, invitò la gente a entrare gratis e se il film fosse piaciuto alla fine avrebbero pagato. Fu un trionfo che poi si espanse in tutta Italia.”
Nel frattempo il cinema Aurora ha seguito quasi profeticamente le sorti del cinema Paradiso, ha chiuso. Ecco perché non c’è film migliore per ricordare don Paolo Cicolella. Uno che ha speso la sua vita a tenere aperti i cinema, e a far sognare il pubblico.

domenica 9 settembre 2018

Italia, sempre meno Bel Paese

Ecco a voi, amici e lettori di Lettere quotidiane, la seconda ed ultima parte della striscia settimanale del nostro disegnatore satirico in versione solo testo. In cima ai pensieri di Madetù c'è il vicepremier nonché leader della Lega, Matteo Salvini, e non potrebbe diversamente, vista la pervasività con cui il personaggio occupa le cronache quotidiane. Battute che strappano riflessioni e sorrisi amari, che ci spingono a interrogarci su dove stia andando l'Italia, sempre meno Bel Paese. Ad aggiudicarsi la copertina è quella sul sindaco di Foggia e sulle buche che continuano ad imperversare.
Buona domenica.
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RAZZISMI
Un giovane di colore preso a calci e pugni da tre 50enni in un paesino vicino Pavia. La colpa? Possedeva un monopattino elettrico che secondo loro era troppo costoso per il giovane africano.
Strano, in effetti, che abbiano usato quelle parole. I razzisti normalmente non conoscono il significato delle parole.
QUARK
La Rai sta preparando una puntata speciale di "Quark". Sarà interamente dedicata alla più grande scoperta scientifica del secolo, che si deve a Matteo Salvini.
Il Ministro ha infatti scoperto di essere stato eletto dai cittadini mentre i magistrati no.
8 SETTEMBRE
L'8 Settembre del 1943 l'Italia firmava l'armistizio.
Il Sindaco di Foggia, Landella, ha voluto ricordare l'evento mostrando al mondo intero la vergogna di quei 4 mesi di bombardamenti sulla nostra città.
"Abbiamo voluto lasciare tutto com'era 75 anni fa: le nostre strade e i nostri marciapiedi sono rimasti com'erano allora".
TARANTO
I tarantini sono arrabbiati con Di Maio e Salvini perché avevano assicurato, in campagna elettorale, che avrebbero salvaguardato Taranto: sul piano ambientale e su quello occupazionale.
Non è andata proprio così...
Taranto. La città dei due bari.
LA PANCIA DEGLI ITALIANI
- Sono in tanti a chiedere a 5Stelle e Lega di smetterla di parlare solo alla pancia degli italiani...
- Anche perché vuota era prima e sempre più vuota è oggi.
SALVINI / 1
L'attacco ai magistrati del leader leghista.
- Fino al 7 settembre Salvini sembrava un novello Mussolini...
- Poi l'8 settembre è diventato Badoglio.
SALVINI / 2
- Salvini vola nei sondaggi...
- Prima o poi un bello sciopero lo fermerà.
MOSSA IN SCENA
Di Maio in Prefettura a Foggia sul caporalato.
Foggia blindata in tutto il centro.
- In piazza non c'era nessuno tranne 50 iscritti dei sindacati, è arrivato in un blindato e soprattutto un centinaio di poliziotti! Sembrava tutta una messinscena...
- Invece era solo una mossa in scena.
ASTEROIDI
Oggi un grosso asteroide passerà vicinissimo alla terra.
- La maggioranza degli italiani lo vedrà.
- Tranne quelli del PD...
TESCHI E CERVELLI
Scoperti e bloccati a Milano e Torino numerosi teschi. Dovevano arrivare negli Stati Uniti.
- Bloccati grazie ad una macchina a raggi X...
- Meno male. Ora sappiamo che bastano i raggi X a bloccare l'emigrazione dei migliori cervelli italiani!
PORTE CHIUSE
- Il Foggia ha vinto con la Paganese a porte chiuse.
- E ha fatto bene. C'era il rischio che rientrassero i Curci!
IL CONTO DI CONTE
Al ristorante.
- Prego signori, eccovi il Conte.
- Flat Tax, Fornero, Reddito di Cittadinanza... Ma è salatissimo!
- Signori, avete scelto voi di venire "Al Populista". Lo sapevate che qui si mangia male e costa tanto!
LULA
L'ex Presidente del Brasile, Lula, in via definitiva non potrà candidarsi alle prossime Presidenziali.
- E ci è rimasto molto male...
- Quasi come ricevere una coltellata allo stomaco.
BRUNETTA
- La pubblicità sostiene che un italiano su due ha il colesterolo alto.
- Brunetta ce l'ha sempre basso.
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