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Il Gargano tra ‘700 e ‘800: la Valle Carbonara e il suo prezioso grano (di Michele Eugenio Di Carlo)

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La Valle Carbonara, in uno scatto di Dirk Bakowies L'identità di un territorio, o se preferite il suo genius loci , è determinata da ciò che quella terra è stata nel passato, da ciò che ha fatto e prodotto, e che ha trasmesso. Ne fornisce una impareggiabile e molto efficace dimostrazione Michele Eugenio Di Carlo, che, per vocazione e inclinazione, quando parla delle produzioni agro-alimentari del Gargano, veramente riesce a dare il meglio di se stesso. Studioso, saggista, agronomo, "il racconto della terra e dei suoi prodotti" raggiunge in Di Carlo livelli veramente ragguardevoli. Ma anche particolarmente utili a leggere la realtà di oggi, a comprenderla meglio, e quindi ad immaginare il futuro con maggior consapevolezza. Dalle prossime settimane, un pastificio artigianale di Monte Sant'Angelo, Casa Prencipe di Domenico Prencipe, metterà in produzione una linea di pasta esclusiva dal grano di valle Carbonara. Dietro questa coraggiosa scelta c'è una storia ...

I vini dauni hanno indossato lo smoking, trionfando a Cannes

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Una volta i vini prodotti nel Tavoliere finivano nelle cantine del Nord per compensare, con il loro robusto tasso alcolico, la diafana leggerezza dei vini prodotti in quelle plaghe. Le cose sono cambiate, e come. La notizia è che due dei vini rosati più buoni del mondo sono targati Foggia, parola di chi di vino se ne intende, come gli enologi francesi che costituiscono la giuria de Le Mondial Du Rosé , che si svolge a Cannes. Delle sei medaglie d’oro attribuite ai rosati italiani, e ben due sono toccate a vini prodotti nel Tavoliere: il Terra Cretosa IGP Puglia Aleatico Rosato 2016 , dell’azienda vitivinicola Borgo Turrito (Borgo Incoronata, Foggia), e il Doc Tavoliere delle Puglie dell’azienda Masseria Duca D’Ascoli (Castelluccio dei Sauri). E non è tutto. I vini della Capitanata, hanno fatto incetta anche di medaglie d’argento, conquistandone ben sei: CalaRosa IGP Puglia Nero di Troia Rosato 2016 (azienda Borgo Turrito , Foggia), Il Melograno IGT Daunia Nero di Troia ( Canti...

L'incredibile spettacolo dei comignoli del Gargano

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Gianni De Maso , studioso dei ricchissimi "dialetti architettonici del Gargano", sintetizza con questa immagine che regala una profonda emozione, il passaggio del brano di Corrado Alvaro sui comignoli del Gargano, pubblicato qualche giorno fa su Lettere Meridiane . Qua e là nelle valli - ha scritto Alvaro - , spuntano certi enormi comignoli, e non se ne scorge l'abitazione. ma non c'è traccia d'uomo se non questi enormi camini della forma di torri, di campanili, di lanterne, di vecchi casolari, bianchi come la pietra, e un filo di fumo annunzia che qualcuno è vivo là sotto, chiuso come un minatore.– Questi camini dicono tutto: il vento che tira, il freddo d'inverno, la bisogna del pane. Per il comignolo di Monte Sant'Angelo, De Maso ringrazia Delia Leone , autrice della straordinaria fotografia. Delia Leone, a sua volta, ringrazie Gianni: "sono contentissima di aver aggiunto un tassello al tuo lavoro, e straordinario è solo il tuo lavoro." ...

AgriCultura: carta vincente per il futuro della Capitanata

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Gli  stati generali del territorio di  Capitanata sono convocati per domani (ore 17.30, presso la sala consiliare del Municipio di Foggia) per discutere di AgriCultura tra storia, innovazione e sviluppo . A prima vista sembrerebbe un incontro riservato a filosofi e sognatori di professione (preciso di avere la massima stima per l’una e l’altra categoria, perché si può cambiare lo stato delle cose soltanto andando oltre la loro apparenza, come sanno fare i filosofi, e sognandole diverse, come sanno fare gli utopisti). In realtà, il tema posto al centro del convegno promosso dalla delegazione provinciale del FAI (Fondo Ambiente Italiano) in collaborazione con Fare Ambiente e col patrocinio del Comune capoluogo è quanto di più concreto ed attuale vi sia, in una provincia che sta scontando più del resto della Puglia il peso della crisi economica, forse proprio perché si è distaccata da un modello di sviluppo fondato sul territorio come risorsa essenziale, e sulla terra come ...

Gli ambientalisti: "L'alluvione è stata naturale, le conseguenze prodotte dall'uomo"

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Gli amici e i lettori di Lettere Meridiane continuano l'appassionata discussione sull'alluvione del Gargano, sulla cause che l'hanno originata e, in particolare, sul ruolo della "mano umana" nel determinarla. Non convince tutti la tesi sostenuta prof. Franco Ortolani, docente presso l'Università di Napoli, secondo il quale si è trattato di un "disastro idrogeologico" provocato dall'eccezionale andamento pluviometrico, senza specifiche responsabilità da parte dell'uomo. Molti concordano, altri distinguono.   Maurizio Marrese , altro esponente di primo piano del mondo ambientalista (a proposito, la sua foto di copertina sul profilo facebook è tra le più belle che abbia mai  visto, riecheggiando il set di Into the wild , un film che amo molto e che andrebbe riscoperto, per capirci di più sul rapporto tra uomo e natura) contesta la filosofia della relazione del docente partenopeo: "Non ho ancora letto la relazione ma leggo subito che ...

Il territorio oltraggiato, vera causa del sottosviluppo della Capitanata

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L'amico Alfre De Martino commenta con la consueta intelligenza la lettera meridiana sui parchi e le aree protette, che ho pubblicato qualche giorno fa. Mi piace condividere la sua opinione con gli altri amici e lettori di Lettere Meridiane , perché mi pare interpreti con efficacia e nello stesso rara capacità di sintesi, un sentimento diffuso nell'opinione pubblica provinciale. "Parchi eolici, parchi fotovoltaici, ancor prima i pozzi e le trivellazioni per il metano - scrive De Martino -, dai singoli proprietari terrieri ai comuni, quanti interessi frenano l'istituzione di un parco vero (NATURALISTICO) s'intende. Ormai, è sotto gli occhi di tutti, porzioni enormi di territorio sono state sacrificate nel nome del dio denaro, rendite da quattro soldi, poi c'è la parte nascosta, decisamente fuorilegge, criminale, delle discariche abusive, Dio solo lo sá quante e dove. " Sono assolutamente d'accordo. Probabilmente nelle parole di Alfre De Martino sta...

Per L'Espresso le Tremiti sono in Molise. Ma forse una ragione c'è...

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La lettera meridiana di Federico Massimo Ceschin L’eterna controra di Foggia è stata tra le piiù lette, condivise e commentate di sempre. È un buon segno, tutto sommato: vuol dire che Foggia certe volte riesce a scrollarsi di dosso il torpore della controra, a riflettere su se stessa. E non mancano le sorpese, come la denuncia di Tommaso Campagna su un incredibile svarion in cui è incappato L'Espresso. Leggete tutto, per capire meglio. Dopo la nota di Giovanni Aquilino e il resoconto della conversazione stimolata da Lettere Meridiane , oggi tocca ai commenti apparsi sui vari gruppi e bacheche. Non si tratta di una discussione omogenea, per evidenti ragioni. I post e i commenti sono stati pubblicati in posti svariati, ed è questo il serio limite delle discussioni sul social network. È comunque importante che ogni opinione venga poi riportata: in fondo, anche questa (o forse soprattutto questa) è opinione pubblica. Ecco, di seguito, i diversi commenti. Mauro Nista condivide il p...

L'ineffabile terroir garganico, svelato e raccontato da Gianfranco Pazienza

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Terroir è una parola d’impossibile traduzione. Viene dal francese, e letteralmente sta per terra, territorio. Ma è qualcosa di più. Generalmente viene utilizzata per indicare la tipicità di un vino, ma anche in riferimento ad altri prodotti agro-alimentari, e designa il rapporto tra il territorio che produce quella certa cosa, le tecniche che vengono utilizzate per la produzione, la tradizione che quelle tecniche ha sedimentato e stratificato. Il terroir è irripetibile proprio per questo. È qualcosa che sta qui, e non altrove. Qualcosa che scandisce, rivela e racconta il genius loci. Che non può essere improvvisata, progettata a tavolino oppure artificiosamente calata dall’alto. Qualcosa che appartiene alla terra e alla sua comunità, così come si sono reciprocamente modellate e modificate nel corso dei secoli. Nei due racconti dell'e-book pubblicato da Lettere Meridiane [è possibile scaricarlo gratuitamente, cliccando qui per il formato pdf , e qui per il formato epub ], Gianfr...

D'Araprì e Cacc'e Mitte rilanciano il terroir

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Le cantine d'Araprì a San Severo Vini e spumanti rappresentano le più sfavillanti eccellenze agro-alimentari della Capitanata, tanto da aver ribaltato, nel volgere di solo pochi decenni, l’immagine di una terra che produceva vini da taglio (e dunque dal basso valore aggiunto) destinati a non godere d’una propria etichetta o imbottigliatura, ma solo ad irrobustire il basso tenore alcolico di rinomati vini settentrionali e perfino stranieri. Tanto è stato fatto, tanto resta da fare. In questo blog, mi sono occupato spesso del mancato decollo del Nero di Troia , che poteva (al di là del fatto che la Troia di cui si parla sia la cittadina del Rosone o quella cantata da Omero) rappresentare un traino per i produttori vinicoli del territorio interessato. Il vino è anche cultura, e come tale non s’improvvisa né si costruisce a tavolino il suo rapporto con il terroir , termine di sfuggente significato spesso usato dagli esperti del vino, che indica non soltanto il territorio, cioé l’...