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L'uomo che visse due volte (di Michele Monaco)

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Sono molto grato a Michele Monaco , per aver voluto condividere con gli amici e i lettori di Lettere Meridiane questo prezioso ricordo sanseverese, che rievoca un campione di umanità e di sport, protagonista di un gesto tanto eroico quanto poco conosciuto, che probabilmente contribuì a salvare molte vite umane (g.i.). * * * Settantatré anni anni fa , il 28 settembre del 1943, l’ultimo, vile, colpo di coda dei Tedeschi in fuga da San Severo fu quello di colpire a morte, con dei lanciafiamme, nei pressi dell’ex macello municipale, quattro soldati inglesi che si erano spinti in avanscoperta verso “Porta Foggia”. La popolazione sanseverese accorse sul luogo, partecipando al reperimento dei resti di quei poveri soldati, i quali, a bordo di una” jeep”, provenivano da Foggia dove erano acquartierate le truppe Anglo-Americane. I Tedeschi, nel lasciare San Severo, razziarono ciò che poterono, minarono e fecero saltare la centrale telefonica e alcuni ponti, tra cui quello della ferrovia....

Quando Zatterin in Capitanata raccontava l'Italia che cambiava

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La Cartolibreria Notarangelo a San Severo Michele Monaco è una di quelle persone che se non ci fossero, bisognerebbe inventarle. Tenace custode dei valori del passato, da anni si sforza di trasmetterli alle giovani generazioni, svolgendo con rara passione civile, morale ed intellettuale la sua professione (ma forse sarebbe meglio dire, usando un termine ormai desueto, missione ) di insegnante in quel di San Severo. Monaco regala ai lettori e agli amici di Lettere Meridiane una preziosa chicca, della quale non ero a conoscenza: un servizio realizzato per la Rai dall’indimenticabile Ugo Zatterin all’inizio degli anni Sessanta, ovvero agli albori della televisione pubblica in Italia. “Nel 1963 - scrive Michele Monaco - la Rai produsse un reportage itinerante, affidato al giornalista Ugo Zatterin, per raccontare un paese in trasformazione durante e dopo il boom economico, dal titolo “Viaggio nell’Italia che cambia”. Quel reportage, che andò in onda sul “primo canale”(come si dicev...