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Quanti furono i morti nel sottopassaggio nella tragica estate del 1943?

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Fa discutere la lettera meridiana di Maurizio De Tullio sull' incendio del sottopassaggio della stazione ferroviaria di Foggia , durante i bombardamenti del 22 luglio 1943. L'argomento, d'altra parte, è di quelli caldi, perché la questione della possibile esagerazione circa il numero delle vittime di quella tragica estate (22.000 secondo i calcoli effettuati all'epoca dal municipio) da sempre appassiona e divide l'opinione pubblica. Per quanto mi riguarda, sono d'accordo con Salvatore Valerio che scrive: "Non mi è mai piaciuta la "ragioneria" necrologica. 500 o 1000 morti sono questioni di lana caprina. Il dramma umano risulta essere identico." Va comunque detto che è lo stesso De Tullio a sostenere questa tesi: l'amore per la verità storica non va confuso con il negazionismo. I bombardamenti di Foggia hanno rappresentato una tragedia immane il cui peso e la cui valenza non aumentano o diminuiscono sulla base del numero maggiore o m...

La verità sulle vittime dei bombardamenti: Foggia la città più colpita

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Come si collocò la tragedia di Foggia nel contesto dei bombardamenti  che insanguinarono e distrussero il Bel Paese nella Seconda Guerra Mondiale? E quante furono effettivamente le vittime della tragica estate del 1943? Sono due interrogativi che aleggiano nelle molte iniziative che da qualche settimana la città sta vivendo, per commemorare il 70° anniversario di quella infausta pagina della nostra storia. Le celebrazioni stanno provocando un salutare risveglio della coscienza e della memoria collettiva: c'è un rinnovato desiderio di testimoniare, di ricordare, di comprendere. Foggia si trovò ad essere, senza neanche saperlo, crocevia del mondo, data la posizione strategica del suo nodo ferroviario e del sistema aeroportuale. Il primo doveva essere distrutto, il secondo doveva fungere da testa di ponte per i successivi raid aerei che gli alleati avrebbero sferrato al cuore della Germania nazista e dei territori occupati. Per settant’anni la centralità del capoluogo dauno nello...

Al peggio non c'è mai fine: il crollo di Palazzo Angeloni

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Un documentato e interessante articolo di Salvatore AIEZZA sul crollo di Palazzo Angeloni a Foggia e sul dibattito parlamentare sulla tensione abitativa nel capoluogo dauno. Uno spaccato di come si viveva nel dopoguerra. (Le foto sono tratte da www.mangano.foggia.it di Alberto Mangano) La situazione abitativa a Foggia, già molto precaria, divenne, dopo  i bombardamenti dell’estate del 43, estremamente critica. La distruzione o il danneggiamento  di gran parte del patrimonio abitativo privato, oltre che di quello pubblico; la mancanza di un organico piano di ricostruzione; la ristrutturazione delle case abbattute, da parte dei ceti meno abbienti, fatte senza alcuna regola di sicurezza, a volte mettendo semplicemente i tufi l’uno sull’altro; un abusivismo sfrenato, un indice di affollamento tra i più alti d’Italia, costringevano ancora un gran numero di foggiani, molti dei quali rientrati dopo lo sfollamento, ad abitare grotte o veri e propri tuguri o ad occupare “parti” di...

La nostalgia di futuro e il canto libero di Salvatore Aiezza

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Non succede tutti i giorni che cinquanta foggiani - di differente estrazione culturale e politica - si trovino d'accordo ragionando sul malessere che angustia che loro città. E invece, è successo: a fare il miracolo è stata la presentazione de Il mio canto libero di Salvatore Aiezza (Il Castello Edizioni), svoltasi qualche giorno fa nella Sala Giunta di Palazzo Dogana. Stimolati dalle intelligenti e sagaci domande di Tatiana Bellizzi, dopo il saluto dell'assessore provinciale alla cultura, Billa Consiglio, l'autore, Maurizio De Tullio, Andrea Gisoldi e chi scrive hanno presentato il volume e conversato con un pubblico particolarmente attento e vivace. L'opera di Aiezza si presta particolarmente alla riflessione ed alla discussione.  È sostanzialmente un libro sul passato più o meno prossimo del capoluogo dauno, a cominciare dalla storia di quella stazione ferroviaria che, assieme all'aeroporto, ha rappresentato nel corso dei decenni più una croce che...