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Terremoto che c’è , risparmio che trovi (di Nico Baratta)

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Ci risiamo. Un’altra ferita lacera il Belpaese. Una pugnalata alle spalle a già chi vive, consapevolmente, tra tufi, pietre, malta scadente e servizi precari. Il terremoto che ha colpito la bella e florida isola di Ischia è l’ennesima piaga di un paese che arranca tra doveri e rispetto delle norme. Una magnitudo del 4.0 della scala Richter, di pochi attimi, è bastata a radere al suolo un preciso punto dell’isola. Casamicciola alta quasi non c’è più. E con essa chi ci vivrà, perché ritornare ad abitare laddove si sbriciola il muro non è la dimora che ti dovrebbe proteggere. A due persone l’ha uccise, due donne, Lina Balestrieri, 59 anni, mamma di sei figli, perita a causa della caduta di calcinacci presso la Chiesa di Santa Maria del Suffragio, e Marilena Romanini, 65 anni, che era in vacanza, tra l’altro ospite presso l'abitazione di un'amica in via Serrato a Casamicciola. Il bilancio è pesante per una scossa di lieve entità, 42 feriti, meno male non gravi. Il fiato sospeso s...

Ecco la più bella "Effigie di Maria SS. della Icone Vetere"

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Grazie alla cortesia, alla squisitezza e alla sensibilità di Giuseppe De Troia , insigne studioso di storia ed illuminato uomo di cultura, Lettere Meridiane è in grado di offrire ad amici e lettori, in occasione dell'anniversario della prima apparizione della Madonna dei Sette Veli ai foggiani, una riproduzione della bellissima litografia a colori, dipinta da mano ignota, raffigurante l'Iconavetere che compare ai Santi Protettori Guglielmo e Pellegrino e al Patrono della Provincia, San Michele Arcangelo, in adorazione, e ad una città distrutta ed affranta dal terribile terremoto che si era verificato soltanto due giorni prima. La scena disegnata è molto particolare ed originale: nella parte inferiore spicca la raffigurazione allegorica del terremoto, rappresentando con le sembianze di un bruto incatenato, costretto sotto la terra, che scalpita e si dimena sputando fuoco, mentre in superficie si vedono le vittime del terribile sisma. In alto l'immagine di Santa Maria Ico...

Le responsabilità del sisma? Sono anche di noi tutti

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A volte il social smentisce lo stereotipo che vuole le piazze virtuali luoghi dove si grida e ci si insulta, senza riuscire a ragionare. L'accorata riflessione sul sisma che ha sconvolto l'Appenino centrale ( Non cercare colpevoli, ma responsabilità ) di Francesco A.P. Saggese ha suscitato intense reazioni da parte degli amici e dei lettori di Lettere Meridiane: una profonda partecipazione emotiva che ha prodotto commenti approfonditi e responsabili, da cui traspare un'Italia, una comunità che soffre assieme ai terremotati, senza rinunciare a pensare, senza cedere alle facili polemiche. Ringrazio di cure tutti gli intervenuti, le cui opinioni mi sento di poter condividere interamente. Potete leggerle di seguito. Da parte mia osservo soltanto che la cultura diffusa della sicurezza auspicata da parte di tutti, non può essere improvvisata, né miracolosamente implementata per decreto legge: per poterle dare spessore e concretezza, c'è bisogno di cambi il modo di conce...

Cristian Agnelli, capitano coraggioso

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Cristian Agnelli è uno dei giocatori del Foggia cui sono più affezionato. Mi piace quel modo che ha di sbattersi in campo, di dare tutto - fiato, cuore ed anima - fino allo stremo delle forze. Non lo dimenticherò mai quando, negli ultimi minuti della semifinale play off con il Lecce, inseguiva come un forsennato un avversario per trenta metri, nonostante avesse la gamba dolorante per un crampo... Immenso, indomito capitano. Ancora più immenso l’altro giorno, anche se questa volta il pallone non c’entra. Sapete che il Foggia è rimasto coinvolto nel terremoto che ha sconvolto l'Appennino centrale. I satanelli erano in ritiro a Norcia, ed hanno trascorso ore di paura e di terrore, passando la notte all’addiaccio: la cittadina umbra è vicinissima all’epicentro del sisma. La mattina dopo hanno dovuto far ritorno a Foggia. Chi di noi non avrebbe tirato un sospiro di sollievo, scappando dalla zona del sisma, facendo ritorno a casa? Il capitano no. Affranto, si è confessato davanti...

Non cercare colpevoli ma responsabilità (di Francesco A. P. Saggese)

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Questo è il tempo di scavare tra le macerie. Magari un respiro, magari una voce. Questa sarà la prima notte in cui migliaia di persone dormiranno per strada. Questa per molti sarà la prima notte senza un figlio, una madre, un amico, un fratello, una nonna, un padre. Ma un domani di qualche giorno che verrà, qualcuno mi deve spiegare cosa è stato fatto nel nostro Paese dal 1997, quando il sisma in Umbria e nelle Marche distrusse la basilica di Assisi facendo undici morti. Un domani di qualche giorno che verrà, qualcuno mi deve spiegare cosa è stato fatto nel nostro Paese dal 2002, quando un terremoto in Molise provocò il crollo della scuola elementare di San Giuliano di Puglia, facendo 30 vittime di cui 27 bambini. Un domani di qualche giorno che verrà, qualcuno mi deve spiegare cosa è stato fatto nel nostro Paese dal 2009, quando la terra in Abruzzo seppellì 308 persone, tra cui molti studenti.