martedì 20 novembre 2018

Il Mezzogiorno condannato alla disfatta (di Geppe Inserra)

“Nell’insieme, in Italia si vive un po’ meglio”, scrive su ItaliaOggi Silvana Saturno, commentando il Rapporto 2018 sulla qualità della vita, realizzato dall’università La Sapienza per conto del quotidiano economico finanziario. Ma non è vero, a meno che non si voglia considerare quale “insieme” del Paese soltanto il Nord.
La verità è che in Italia non c’è più alcun “insieme”: si vive sempre meglio al Nord e sempre peggio al Sud. L’ottimismo del giornale è fondato sul fatto che, rispetto alla classifica 2017 tre nuove province si sono aggregate a quelle in cui la qualità della vita è risultata buona o accettabile.
Ma si omette di dire che, per quanto riguarda il Mezzogiorno, la situazione è ancora peggiorata. Se nel 2017 erano due le province che manifestavano una qualità della vita accettabile (Potenza e Matera), nel 2018 è soltanto una (Matera). Nel biennio, nessuna provincia meridionale denota una qualità della vita buona, e tutte si collocano nella fasce in cui è classificata come scarsa o insufficiente.
Basterebbe ed avanzerebbe per concludere che il divario tra Nord e Sud ha raggiunto livelli insostenibili, ma si preferisce glissare secondo il classico e sempre più collaudato meccanismo della rimozione: la questione meridionale non esiste, e punto.
Osservando la mappa del benessere disegnata dalla indagine, si ha invece la conferma più evidente della intuizione di Pino Aprile, che ha intitolato il suo ultimo libro, “L’Italia è finita”. Ormai è un luogo comune perfino l’idea dell’Italia come un paese a due velocità. Di velocità ce ne sono almeno tre: quella del ricco Nord Est, poi l’Italia che arranca, a macchia di leopardo, tra Centro e Nord, e infine il Sud, condannato alla disfatta.

lunedì 19 novembre 2018

Cataleta racconta Oronzo Pugliese, il mago dei poveri che sconfisse la grande Inter

Il libro di Giovanni Cataleta su Oronzo Pugliese (Oronzo Pugliese – Quando nel calcio esistevano i maghi, Edizioni Mitico Channel, Foggia 2018, 286 pagine, € 15) è un’autentica chicca nel panorama dell’editoria sportiva. Perché prima della sua pubblicazione non esistevano biografie dettagliate e ragionate sul Mago di Turi, nonostante l’oggettiva statura sportiva, epica e mediatica del personaggio che, tanto per dire, ispirò il regista Sergio Martino e Lino Banfi nell’indimenticabile film L’allenatore nel pallone, in cui l’attore pugliese indossava i panni di Oronzo Canà.
La nuova edizione del volume, che esce otto anni dopo la prima, fortunata edizione e che si avvale della prestigiosa prefazione di Italo Cucci sarà presentata lunedì 19 novembre alla ore 17.30 presso la Sala Fedora del Teatro Giordano di Foggia. Condurrà la serata Barbara Francesca Ovieni (da BordoCampo Telenorba).
Giornalista scrupoloso e storico attento, Giovanni Cataleta ricostruisce la vita di Pugliese, raccontandola come mai è successo. La prima edizione del libro ha ispirato la voce dedicata all’allenatore che alla guida del Foggia sconfisse l’Inter di Helenio Herrera nel Dizionario Biografico degli Italiani curato dalla Treccani.
Edita da Mitico Channel, la nuova edizione del libro è arricchita da numerose foto inedite, fornite da sportivi e amanti del calcio in bianco e nero. Accanto alle prestigiose testimonianze, fra gli altri, di Capello, Banfi, Savoldi, Losi, De Sisti, Nocera, Gambino, Bettoni e Chiarugi, compaiono una serie di aggiornamenti, curiosità, aneddoti ed episodi divertenti. Rivelazioni e confidenze dei protagonisti degli ultimi decenni della scena calcistica che s’intrecciano con i sentimenti più segreti del mondo del calcio, per scoprire la faccia nascosta di una passione che commuove e smuove cuori e interessi economici. Un viaggio in uno sport che uomini come Oronzo Pugliese da Turi hanno lanciato ai massimi livelli, contando sulla propria lealtà e suggellando ingaggi favolosi con una stretta di mano.
Il libro di Cataleta racconta puntualmente la vita di Oronzo Pugliese svelando i suoi trucchi da “mago” e soprattutto i segreti della sua determinazione. Da quando scappò di casa per giocare in una squadra di provincia, ai primi contratti girando per mezza Italia. Il destino gli riserverà da allenatore la notorietà che non conobbe da calciatore. Dopo una lunga gavetta in squadre del Sud, tranne l’intermezzo di Siena, la fortuna lo baciò con l’esperienza di Foggia, dove arrivò a battere il Mago dei ricchi, Helenio Herrera. Dopo i successi in Puglia, Pugliese approdò nella Capitale alla guida dei giallorossi per tre anni, riportando entusiasmo e passione in quel periodo assenti. Si specializzò poi in salvezze impossibili in serie A: Bologna (due volte) e Fiorentina. L’unico esonero in carriera fu a Bari, con la squadra per la quale aveva sempre tifato.
Nato a Foggia nel 1952, Giovanni Cataleta è laureato in Giurisprudenza. Giornalista, scrittore e appassionato di sport, ha svolto la sua attività professionale nel settore bancario e collabora con quotidiani e periodici di economia e finanza.
Ha scritto “Che si dice du Fogge?” (Che si dice del Foggia?) (2005), che ripercorre la storia calcistica dei Satanelli, dagli esordi fino allo sbarco in serie A e al successivo sfavillante periodo di Zemanlandia. È autore anche de “Il distintivo dalla parte del cuore” (2016), una raccolta di storie, racconti e cronache sulla passione calcistica per i colori del Foggia. Scrive per il quotidiano “Avvenire” e per Mitico Channel, la giovane testata giornalistica online di cui è stato uno dei fondatori.

sabato 17 novembre 2018

Assolta la Raggi. Per i romani c'è ancora da penare.

Virginia raggiQuesta settimana la striscia del nostro disegnatore satirico in versione solo testo spazia dagli argomenti più squisitamente politici che tanto piacciono a Madetù, a temi d’attualità. Ce n’è insomma per tutti i gusti, ma i calembour sul rinvio a giudizio barese ai danni di Silvio Berlusconi e sul Black Friday sono veramente irresistibili. Continua a tenere banco nella striscia settimanale satirica anche la vicenda dell’assoluzione della sindaca di Roma, Virginia Raggi, con due distinte freddure. La copertina va proprio a una di queste. Buona domenica, e buona lettura.
* * *
RAGGI ASSOLTA / 1
Per la sindaca di Roma Virginia Raggi è arrivata l'assoluzione. Per i romani, invece, ancora 31 mesi di pena da scontare. (copyright Ludigian)
* * *
RAGGI ASSOLTA / 2
- Assolta la Sindaca di Roma, Raggi.
- Ora potranno vederla a non far nulla ma... 'a testa alta'. (copyright Tiziana)
* * *
STAN LEE
- Morto il "papà" dei grandi personaggi dei fumetti con superpoteri, Stan Lee.
- Un po' come in Italia dove ci sono due che credono di avere dei superpoteri. E Stan Lì a sparare supercàzzole.

venerdì 16 novembre 2018

Quando una città diventa mondo (di Marcello Colopi)


Le cose che fa in quel di Cerignola Marcello Colopi, sociologo, attore e regista, sono belle quanto quelle che scrive. Una volta tanto, tra il dire e il fare non c’è di mezzo il mare, ma la vita quotidiana, con i suoi impegni, i suoi sacrifici. Per questo, gli amici e i lettori di Lettere Quotidiane sono lieti che il buon Marcello abbia derogato alle scelta di non parlare delle cose che fa.
Leggete, mi darete ragione (g.i.)


* * *

Quando ho iniziato la mia piacevole collaborazione con “Lettere meridiane” mi sono dato una piccola linea di condotta, una sola; non scrivere delle cose che faccio, del mio lavoro e delle mie iniziative. Questa volta, cari amici mi scuso se violo la “regola” parlando di una iniziativa che, con altri, abbiamo sostenuto nel corso di questi mesi: vi parlo dell’Orchestra dei Braccianti che ha debuttato a Cerignola in anteprima nazionale il giorno 9 novembre. Ma soprattutto ho deciso di raccontarvi la mia emozione. Anzitutto vi spiego cos’è l’Orchestra dei braccianti. È un progetto dell’associazione Terra Onlus sostenuto, tra gli altri , dall’amministrazione comunale di Cerignola ( assessorato alla politiche sociali) dallo sportello immigrazione Stefano Fumarulo, dalla Flai CGIL e da altre organizzazioni.
L’Orchestra è composta da 18 musicisti provenienti da Italia, Francia, Gambia, Ghana, Nigeria, Libia, Tunisia, India e Stati Uniti. Ne fanno parte musicisti che lavorano o hanno lavorato come braccianti agricoli e contadini. Tra loro non mancano persone che hanno vissuto il dramma della migrazione e che oggi vivono nei ghetti o nelle campagne. Come Joshua, cantante e tastierista nigeriano, emigrato passando per la Libia nel 2017 e oggi impiegato nella raccolta dell’uva e dei meloni in Puglia. Adams, partito dal Gambia due anni fa e oggi residente nel più grande ghetto d’Italia, a Borgo Mezzanone. Accanto a loro suonano musicisti quali Marzouk Meriji, cantautore e polistrumentista tunisino che vive a Napoli, Luca Cioffi, esperto di percussioni indiane e sudamericane che lavora come agricoltore in Campania, Sergio Caputo e Sandro Joyeux.
Grazie al lavoro del direttore artistico Alessandro Nosenzo – che è anche voce e chitarra dell’Orchestra – è stato possibile creare questo mix di talenti emergenti e consolidati con la missione di tradurre in musica tematiche dal forte impatto sociale. Questa è l’Orchestra dei Braccianti. Già questa è una bella notizia, ma ve ne parlo per una altra ragione: come già detto, ho deciso di raccontarvi la mia emozione.
Inizio dalla mattina del 9 novembre. È il giorno del debutto nazionale. Abbiamo deciso di dedicare un matinée alle scuole, un piccolo esperimento per sondare l’umore dei ragazzi. Alle 10.00 il teatro Mercadante di Cerignola è pieno di studenti della città. Inizia il concerto e i ragazzi con il loro entusiasmo travolgono e stravolgono i musicisti dell’orchestra. Urlano di gioia applaudono, ballano e cantano. Alla fine è un tripudio di selfie, foto e autografi. Questi ragazzi hanno acceso nel cuore di molti di noi una speranza: questo mondo è migliore di ciò che appare. Va bene, ma questo accade con i giovani. Questa sera ci sono gli adulti, quelli che hanno perso il disincanto del mondo, che guardano al mondo con diffidenza e con distacco.
È sera, il teatro inizia a riempirsi di gente. Li osservo. Sono cittadini comuni, professionisti, artisti della città, istituzioni. Tra loro il Vice Sindaco Rino Pezzano, il Vescovo Mons. Luigi Renna i sindacalisti, in particolare il segretario provinciale della Flai CGIL Daniele Iacovelli accompagnato dal segretario nazionale della Flai CGIL,  Giovanni Mininni, e poi tanti ragazzi e ragazze provenienti dal Senegal, Ghana, Nigeria, Togo, Mali, Marocco, Libano, Tunisia Albania, Polonia, Pakistan, India , Bulgaria , Romania Iran, Bangladesh . Un piccolo mondo in un teatro.
Ore 21.00, inizia il concerto. Il pubblico, prima timidamente poi sempre più coinvolto, inizia a seguire questi suoni e queste voci. I dialetti di tutto il mondo si confondono in un'unica lingua, le sonorità arabe diventano africane, italiane, universali. Un mondo che inizia ad applaudire, battere le mani, fino a ballare. Tutti assieme.
Io sono in ultima fila. Volutamente nascosto a godermi questo spettacolo. Lo spettacolo di una città che diventa mondo. Un mondo che per una sera mette al primo posto la musica e i diritti . Osservo la mia città dall’ultima fila del teatro. Ne sono orgoglioso. Questa è la città dove, ai primi del novecento i diritti divennero “DIRITTI” di dignità Questo senso di fierezza, anche se per una sola sera, dà un'energia profonda al mio agire quotidiano. Spesso, nel mio lavoro, mi accompagna un senso di solitudine, di amarezza; spesso mi capita di sentirmi come Don Chisciotte della Mancia,  
costretto a lottare contro i mulini a vento. Questa sera no. Qui i Don Chisciotte non si contano. È bello non sentirsi soli, è bello scoprire che altri sono disposti con te a non cedere alle tentazioni di cadere nel tranello di “prima gli italiani”, scordandosi di essere tutti parte più ampia di un progetto chiamato umanità.
Il senso di tutto ciò è ben racchiuso in un testo di una canzone senegalese cantata da Sandro Joyeux uno dei musicisti dell’orchestra dei braccianti in omaggio alla comunità senegalese: "Un giorno arriverà un tempo in cui l’Africa sarà unita, da qui o altrove siamo figli dell’Africa, anche se il cielo è caduto, lottiamo per la pace”.
Sì, questa sera è una realtà che nasce da un’idea, in senso platonico. Platone affermava che l’idea possiede caratteri di universalità. In quanto universali esse si collocano in un grado più alto di perfezione rispetto ai molti oggetti sensibili, ed in questo senso rappresentano i modelli su cui ispirare il proprio agire . L’idea allora non è una semplice rappresentazione o un concetto che ci formiamo nella nostra mente: esso è un vero e proprio criterio in base al quale noi giudichiamo tutta la realtà e cerchiamo di modificarla socialmente. Noi abbiamo condiviso , seppur per una sera la nostra idea di società. Abbiamo condiviso l’idea che il mondo che vogliamo si incontra in allegria e nel rispetto degli altri che sono diversi da noi (per cultura, storia, etnia) ma identici per i diritti. Sono consapevole che spesso la realtà è più amara di questa rappresentata in un teatro pieno di gent , sono consapevole che ogni momento del nostro agire è fatto di fatica, ma abbiamo anche la consapevolezza che possiamo alzare l’asticella dei valori, cercare orizzonti lontani e soprattutto la consapevolezza di non essere soli.
P.S. Vi prometto che non scriverò più di cose che faccio (forse)
Marcello Colopi

mercoledì 14 novembre 2018

Torna alla luce un grande pezzo di storia foggiana

Il “Giornale Patrio Villani”, che pur tra lacune e sottovalutazioni, fa luce su un lungo periodo della vita civile e sociale della città di Foggia, si deve alla meritoria opera della omonima famiglia. Il recupero, la trascrizione, l'analisi e l’arricchimento con fonti e note, si devono invece al magistrale, prezioso lavoro svolto nei decenni scorsi dal dott. Pasquale di Cicco, oggi Direttore emerito dell’Archivio di Stato di Foggia e della sezione di Lucera.
I diari dei Villani hanno un importante valore cronachistico e storico perché descrivono, in forma diaristica, le vicende minime di quel che accadde nel capoluogo dauno, tra il 1801 e il 1865.
I primi cinque volumi coprono un arco temporale compreso tra 1801-1810; 1811-1830; 1831-1840; 1841-1853; 1854-1860. I rimanenti manoscritti originali sono rimasti nelle casseforti del Comune di Foggia e dell’Archivio di Stato, in attesa che qualche esperto vi ponesse mano. Nessuno, in tutti questi anni, si è però fatto seriamente avanti.
Cinque anni dopo la pubblicazione dell’ultimo volume dato alle stampe, l’infaticabile Pasquale di Cicco – nel frattempo assegnatario della meritata onorificenza di Cittadino Onorario di Foggia (2016), città che lo annovera tra i suoi migliori cittadini dal lontano 1958 – è tornato sui suoi passi.
Dopo aver inizialmente dichiarato di aver definitivamente sospeso studi, ricerche e pubblicazioni – che pure avrebbe voluto proseguire e dare alle stampe – l’ex direttore dell’Archivio di Stato di Foggia, nonostante i quasi 90 anni di età, ha fatto una coraggiosa scelta che non può che fargli onore: riprendere il lavoro e portare a compimento la trascrizione di un altro grosso tassello di storia foggiana, per ora soltanto su carta, ovviamente, in forma manoscritta: il “Giornale patrio” che comprende il segmento 1861-1865, forse il più atteso.
Si tratta, infatti, di un pezzo importante e problematico della Storia d’Italia e del nostro territorio: un periodo contrassegnato dalla Unità d’Italia, dalla lotta al Brigantaggio, dall’avvio o dal completamento delle opere strategiche, dall’ampliamento della città di Foggia.
Il meticoloso e arricchente lavoro del dottor di Cicco rischia però di rimanere sulla carta a causa delle difficoltà economiche che attanagliano le case editrici locali e gli stessi Enti del territorio nel promuovere e pubblicare iniziative editoriali.
L’illustre Concittadino è già a buon punto rispetto alla prima parte del lavoro e sarebbe bello se la conclusione del sesto volume del “Giornale Patrio Villani” trovasse, anche in extremis, un mecenate locale – pubblico o privato – disposto a finanziare la stampa del volume che, per la cronaca, avrebbe un costo in sé niente affatto rilevante; di certo, non si potrebbe pensare di addebitare anche questo costo all’autore del faticoso lavoro di trascrizione…
Una sola considerazione su quanto accaduto finora: con tanti studiosi, scrittori, appassionati di storia locale, nessuno tra i foggiani dotati di preparazione e buona volontà, nei decenni si era mai fatto avanti per fare il lavoro che, alla fine, il solo Pasquale di Cicco intese intraprendere portandolo a termine. Ed oggi, nonostante il peso degli anni, con la vista non più brillante come un tempo e l’impossibilità a utilizzare i moderni mezzi tecnologici, siamo di fronte all’ennesimo sforzo che il decano degli studiosi “foggiani” sta compiendo per donarlo a questa città.
L’ultimo passo, però, tocca farlo ai foggiani. Se davvero amano la loro città, la sua storia, il suo progresso sociale e culturale, devono impedire che questo grande sforzo del dottor di Cicco resti lettera morta.
Ci si attivi subito, attraverso questo Blog e il suo coraggioso fondatore e curatore, perché il sesto volume della Storia di Foggia – raccontato in presa diretta dai componenti della nobile famiglia Villani, tra il 1860 e il 1865 – veda presto la luce.
Al regalo che Pasquale di Cicco fa a Foggia deve corrispondere un sincero ma concreto “Grazie!”. Ma la concretezza deve avere, una volta tanto, anche la faccia di un assegno in euro e non solo le vacue parole di inutile ringraziamento.
Maurizio De Tullio
* * *
Accolgo più che volentieri l'appello di Maurizio De Tullio, acché il prezioso lavoro svolto dal dottor Pasquale di Cicco possa vedere la luce nella forma che più gli compete, ovvero quella di un libro. Lettere Meridiane promuoverà nei prossimi giorni le più idonee iniziativa. Amici e lettori che intendano dare una mano per raggiungere questo traguardo, lo facciano sapere, commentando il post oppure scrivendo al blog (letteremeridiane@yahoo.com). 
Geppe Inserra

domenica 11 novembre 2018

Le voci di dentro (di Bruno Caravella)

Diciannove anni fa, alle prime ore del mattino di quell'infausto 11 novembre 1999, si verificò la più immane tragedia vissuta dalla città di Foggia dopo i bombardamenti dell'estate del 1943.
Il palazzo di sei piani situato al civico 120 di viale Giotto crollò improvvisamente, uccidendo 67 persone.
Sessantasette vite spezzate. Sessantasette storie interrotte.
Poeta, cantautore, musicoterapeuta e tante altre cose ancora, Bruno Caravella ha scritto per gli amici e i lettori di Lettere Meridiane il brano che segue, sospeso tra disperazione e speranza, tra morte e vita che verrà. Bellissimo, struggente.
Così Lettere Meridiane ricorda quelle 67 anime volate in Cielo.

* * *

FOGGIA, 11 NOVEMBRE 1999 ORE 3.32 NOTTE

Mamma! Mamma!
Sono qui, tranquilla piccina!
Ma cos'è, dove siamo?
Calma, calma, vieni qui,
abbracciati a me!
Non senti il silenzio?
Non vedi, è tutto buio.

FOGGIA 11 NOVEMBRE 1999 ORE 3.45 NOTTE

È solo un sogno, amore!
Ah, meno male,
che spavento, mammina!

FOGGIA 11 NOVEMBRE 1999 ORE 4.10 NOTTE

Che sogno strano, però.
I sogni sono tutti strani,
meravigliosi, misteriosi.
È vero, mammina!

Tragedie meteo e tragedie politiche

Punge Madetù, più del solito, con la penna che spazia dai consueti temi politici a quelli d'attualità. Che si intrecciando genialmente nella battuta che conquista l'apertura e la copertina.
La satira corrosiva del nostro disegnatore in versione solo testo fa da contrappasso ad una politica che non trova di meglio che usare le troppe tragedie che stanno sconvolgendo quello che era una volta il Bel Paese, per polemiche di bassa lega, che non affrontano, né risolvono i problemi.
Buona lettura, e buona domenica.
* * *
LA RESA
Si è arreso a Reggio Emilia il ndranghetista che aveva preso diverse persone in ostaggio alle Poste.
- Voleva parlare con Salvini e dovrà scontare 19 anni di carcere...
- Mi sembra un po' esagerato. Per parlare con Salvini bastava condannarlo a 4 o 5 anni!
SICILIANI STRANA GENTE
- Strana gente questi siciliani. Sempre a lamentarsi per quel che non va...
- È una vita che si lamentano perché non hanno l'acqua in casa e adesso che gli arriva in tutte le stanze protestano pure!
LA FINE DI UN AMORE
- Finisce dopo due anni il rapporto sentimentale della Isoardi con Salvini...
- Mi spiace Matteo, ma la pacchia è finita!
LEPRI E LUMACHE
- In Australia un giovane aveva mangiato una lumaca viva ed è morto dopo 8 anni di sofferenze.
- Avesse mangiato una lepre sarebbe morto in mezz'ora!
SCHELETRI
Potrebbe riaprirsi il caso Orlandi.
- Trovati resti umani all'interno della Nunziatura a Roma...
- Sono solo scheletri nell'armadio del Vaticano, finiti chissà come nel giardino.
RIFIUTI
Foggia avrà due Centri per la raccolta del rifiuti.
Uno classico, l'altro per la raccolta dei rifiuti dei 5Stelle.
SCORTE
Il ministro dell'Interno ribadisce la necessità di una 'stretta' sulle scorte.
- Salvini ha detto: "Chi non rischia può prendere il taxi"...
- Così saranno i tassisti a chiedere la scorta!
I GRADI DI LEZZI
- La ministra grillina Barbara Lezzi ha detto che il Governo "farà un monitoraggio della informazione scientifica in TV a 370 gradi"...
- Si vede che la Lezzi è una che lavora 25 ore al giorno!
CORONA-GRAFIA
Asia Argento sempre più nell'occhio del ciclone.
- Prima per essere stata considerata pedofila, poi falsa paladina dei diritti delle donne abusate, quindi l'esclusione da "X Factor".
- Le sarà venuto un batticuore...?
- Perciò ha pensato di farsi una Corona-grafia.
ASSOLUZIONE
Sabato è arrivata per la sindaca di Roma,  Virginia Raggi, "l'assoluzione": il fatto non costituisce reato.
Per Di Maio, Grillo e Di Battista è arrivata invece "la soluzione": distruggere l'informazione.
Per loro il reato è raccontare il fatto.

sabato 10 novembre 2018

Cruz e Bardem grandissimi in "Tutti lo sanno" di Asghar Farhadi

È raro che un film, sospeso tra noir, thriller e dramma psicologico e familiare, tenga gli spettatori incollati alle poltrone fino all’ultimo, con la pulsione insopprimibile di sapere come andrà a finire. Succede con Tutti lo sanno, interpretato dalla premiata coppia Penélope Cruz - Javier Bardem. Scritto e diretto dal regista iraniano Asghar Farhadi, il film ha meritatamente aperto l’ultima edizione del Festival di Cannes. Il pubblico foggiano può vederlo a Laltrocinema Cicolella (via Duomo), proiezioni alle 18.00 e alle 20.30.
Come anticipato, la trama è avvincente, ma lo è ancora di più lo sviluppo della storia, raccontata con maestria da Farhadi e magistralmente interpretata dalla coppia di star statunitensi.
Penelope Cruz indossa i panni di Laura, che dall’Argentina torna nel suo paese d’origine, la Spagna, per prendere parte al matrimonio di sua sorella. La donna porta con sé i figli, cui è legatissima, e lascia in patria il marito Alejandro (Ricardo Darin), con cui il rapporto è ormai logorato. Qui Laura ritrova Paco (interpretato da Bardem, marito di Penelope Cruz nella vita di tutti i giorni), amico d’infanzia ed amante per una breve stagione, cui la donna aveva venduto le sue campagne, dove Paco ha impiantato fiorenti e ricchi vigneti. L’atmosfera è calda, intensa, le cerimonia festosa, quando accade l’imponderabile. La figlia di Laura viene rapita.
Le trattative con i rapitori s’intrecciano con il tipico registro narrativa del cinema di Asghar Farhadi (vincitore di due premi Oscar, con Una separazione e con Il cliente), che svela la complessità dei rapporti familiari e  alcuni aspetti oscuri del passato di Laura, con cui la donna dovrà fare i conti.
Chi nutriva dubbi sull’efficacia dell’incontro tra un autore complesso come l’iraniano e due divi come Penélope Cruz e Javier Bardem ha di che ricredersi. Il risultato è eccellente.
Penelope Cruz non ha mancato di manifestare la sua soddisfazione per il risultato raggiunto: “Mi piacevano molto i film di Asghar, soprattutto Una separazione, che secondo me è un capolavoro. Asghar mi ha chiamato e mi ha detto che aveva voglia di girare un film in Spagna e che pensava a me per un ruolo. La telefonata di quest'uomo è stata una delle sorprese più belle che abbia ricevuto in tutta la mia carriera. Lo ammiro moltissimo, è uno dei più grandi registi viventi. È un uomo buono, brillante, con una sensibilità fuori dal comune.”
La Cruz ritiene quello di Laura il personaggio più difficile che le sia toccato di interpretare nella sua grande carriera: “Laura è una donna che non ha avuto una vita facile. Ha dovuto prendere decisioni difficili, che coinvolgevano altre persone, e questo le pesa. Ognuno di noi si trascina dietro un bagaglio pieno di esperienze e di traumi. Alcuni di noi più di altri. Laura è una donna che vive con un segreto, e che all'improvviso si ritrova ad affrontare un vero e proprio dramma. Questo la costringe a rivelare il suo segreto e quindi a fare riemergere una serie di cose sepolte che dovevano pesarle enormemente. Per lei è un trauma. È stato  senz'altro il personaggio più difficile che io abbia mai dovuto interpretare.”
Un film da vedere. Non perdetelo. A Laltrocinema Cicolella (Foggia), ore 18.00 e ore 20.30.
Qui sotto il trailer.

venerdì 9 novembre 2018

Che le parole tornino ad essere di pietra (di Marcello Colopi)

Mai come in questo articolo, Marcello Colopi - sociologo, regista, attore teatrale - tiene fede alla mission per cui è nato il suo periodico appuntamento con gli amici e i lettori di Lettere Meridiane: liberare il pensiero, tornare a riflettere, anche se questo costa difficoltà.
Il brano che state per leggere è soltanto in apparenza una (comunque lucidissima) riflessione sul sempre più frequente uso magico delle parole, sull'attuale comunicazione politica e sull'incidenza che essa ha sulle scelte dell'elettorato. In realtà è una profonda e nobile riflessione sull'etica delle parole, che si indeboliscono quando perdono i loro significati. Accordarsi "sulla parola" era una volta gesto di reciproco rispetto e lealtà. Oggi non è più possibile, perché le parole sono svuotate di senso, e rendono più arduo l'esercizio delle lealtà, della coerenza, della fedeltà.
Agli amici e ai lettori di Lettere Meridiane non soltanto l'invito a leggere con attenzione (mettetevi comodi, prendetevi un quarto d'ora di tempo, leggete dall'inizio alla fine...), ma a dire la loro.
(g.i.)
* * *

Da un po di tempo  mi si chiede: “sei preoccupato del clima politico?” Rispondo di sì. Ma più che preoccupato sono affascinato. Sì, proprio affascinato dall’uso magico delle parole. 
Mi spiego. C’è stato un periodo della nostra storia politica e culturale in cui  si  credeva che  le parole fossero pietre,  quindi pesanti, forti. Oggi prevale, invece, un uso magico della parola. Un condono diventa “pace fiscale” con buona “pace” di tutti coloro che fino al giorno prima erano contrari al condono, che non è più un condono ma un atto bonario e magnanimo che compie lo Stato: appunto un atto di pace. Un’alleanza di governo che,  per antonomasia, è  il massimo dell’alleanza politica, diviene un contratto. La sostanza è la stessa ma cambia, per magia, il significato intrinseco della parola. 
Sono affascinato da questa evoluzione continua della parola che oggettivamente mantiene il suo significato (che si chiami pace fiscale o condono il risultato è lo stesso: premia chi ha evaso i tributi ) ma soggettivamente il suo significato cambia, anzi si modifica, in positivo. 

martedì 6 novembre 2018

La storia dimenticata: Maria De Nittis

Maria De Nittis
La provincia di Foggia pagò un altissimo tributo di vite umane alla Grande Guerra. In uno studio del 1925 condotto sui dati ufficiali del Governo, il demografo Giorgio Mortara calcolò in 5.287 il numero delle vittime del conflitto provenienti dal Distretto Militare del capoluogo dauno. Una enormità, superiore, per quanto riguarda la Puglia, perfino a Bari (4.752 vittime) e a Taranto (4.989).
Il dato è frutto di una stima, probabilmente per difetto, perché successivi accertamenti hanno concluso che non tutti i caduti erano stati effettivamente conteggiati nei dati ufficiali governativi.
Le recenti celebrazioni del centenario della “Vittoria” hanno riconosciuto le dimensioni e la portata di questa immane tragedia, voluta proprio da un dauno, il presidente del Consiglio Antonio Salandra, originario di Troia.
È dunque il caso di ricordare e di esaltare anche quanti si sono adoperati per alleviare la sofferenza, il dolore, la miseria che fecero da pendant a tutte le guerre, a cominciare dal ruolo svolto dalle donne.
Le donne foggiane e pugliesi ebbero una funzione importante, come viene ricordato ne L’almanacco italiano del 1917. La pubblicazione (che potete scaricare integralmente qui) era un supplemento del giornale Il popolo romano, e veniva offerta in omaggio agli abbonati.
Secondo quanto vi si legge, il movimento femminista sarebbe nato proprio in questa drammatica stagione.
In un ampio capitolo intitolato Un anno di femminismo (il sommario: l’Italia ha dato alla guerra un forte e generoso contributo di energie femminili) si trovano riferimenti precisi all’impegno delle donne meridionali, tra le quali le pugliesi furono protagoniste: “l’opera di assistenza femminile per la guerra si affermò in modo veramente insperato nel mezzogiorno, ove si crede la donna schiava di falsi e ipocriti preconcetti antiquati. Bari, Lecce, Trani, Foggia, Catania, Siracusa, istituirono corsi d'infermiere e comitati di soccorso che tutti funzionarono con regolarità perfetta. La guerra distrusse quel torpore un po' scettico nel quale si era cullata fin qui la donna meridionale e ne rivelò le straordinarie attitudini di ordine e di energia.”
Il redattore conclude la sua analisi domandandosi se, dopo essersi comportate in modo così benemerito, le donne non intendessero rivendicare il proprio diritto di voto, che venne loro riconosciuto, ma soltanto decenni dopo.
A Foggia operò una giovane donna, Maria De Nittis, che si distinse per le sue azioni a favore di quanti la guerra aveva ferito, o reso orfano e ridotto in condizioni di estrema povertà. Fervente cattolica, fondò l’Albergo dei Piccoli, istituzione caritatevole, che accoglieva gli orfanelli di guerra.
I bambini erano al centro del suo impegno, Maria era solita organizzare festicciole a favore dei minori poveri, in occasione delle feste. Diresse inoltre l’Ufficio Notizie, che era un’istituzione civile preposta a dare informazioni ai congiunti dei soldati che si trovavano al fronte. Per questa sua attività, venne insignita di una medaglia d’argento di benemerenza, dalla presidente dell’Ufficio Centrale, che si trovava a Bologna.
Morì giovane, colta dall’epidemia di febbre spagnola che colpì con particolare virulenza la Capitanata. Come ricorda Francesco Barbato in un articolo comparso sulla Gazzetta del Mezzogiorno, “in provincia di Foggia furono migliaia le persone contagiate dal morbo (che in tutta Italia fece 600.000 vittime) e che morirono.”

domenica 4 novembre 2018

Sensi, controsensi e perdita di sensi (di Maurizio De Tullio)

Maurizio De Tullio, in arte Madetù, fa uno splendido regalo agli amici e ai lettori di Lettere Meridiane, offrendo loro, in anteprima, una divertente raccolta di calembour che fanno parte di un libro di vignette, freddure e giochi di parole che sarà presto presto in libreria.
L’autore garantisce che tutte le battute presenti in questo testo – come nelle precedenti e future rubriche ospitate da Lettere Meridiane - sono di sua ideazione. Trattandosi di giochi di parole, può accadere, però, che alcune possano essere state scritte in passato anche da altri autori. Va, dunque, inteso che non si sarà trattato di copiatura ma di fortuita coincidenza. In ogni caso fanno fede, per quanto riguarda l’autore Maurizio De Tullio, le date di archiviazione dei propri testi e delle proprie vignette.
Buona lettura, e leggete con calma e con attenzione. Sono calembour che mettono sorriso e buon sangue. Tutti da gustare.
* * *
MISTERO DELLA FEDE
Anello scomparso in chiesa
* * *
FAHRENHEIT
Sismologi inglesi che tirano tardi
* * *
AGOPUNTURA
Incidente sul lavoro tipico dei sarti
* * *
ORTOGRAFIA
Scrittura di chi ha il pollice verde
* * *
LETTERA CIRCOLARE
O
* * *
CAPRA CAPRA CAPRA
Gregge privato di Vittorio Sgarbi
* * *
SALTIMBOCCA ALLA ROMANA
Consiglieri comunali di Roma che contestano la Raggi
* * *
RAGGI X
Sindaco i cui difetti si vedono (anche) in trasparenza
* * *

FRUTTO DELLA PASSIONE
Spermatozoi
* * *
ALLENAMENTO
Dire bugie in palestra
* * *

SESSUOLOGA
Psicologa del cazzo
* * *

MINESTRA
Cibo alternativo alla finestra
* * *
TRENTINO
Lo disse Dio: “Ho fatto Trento, facciamo Trentino!”
* * *
SCISSIONE
Sport praticato soprattutto a sinistra
* * *
NEO FASCISMO - 1
Punto nero sulla pelle degli italiani
* * *
NEO-FASCISMO - 2
Pericoloso difetto che non si manifesta sulla pelle ma nel cervello
* * *
CUNEO FISCALE
Squadra piemontese che non fa sconti a nessuno
* * *
METEORISMO
Perturbazione di aria calda
* * *

BI-LINGUISMO
Approccio sessuale con straniera
* * *
POLIZIOTTO DI VICINATO
Quel bastardo del terzo piano
* * *
SUPERIORITA’ NUMERICA
90-60-90  e  27
* * *
PORCO CANE
Animale transgender
* * *

SOTTOTENENTE
Gay in caserma
* * *
ORTODOSSI
Religiosi testardi che coltivano la campagna
* * *

LUOGHI DEL CUORE
Reparti di Cardiologia
* * *
PARENTI SERPENTI
Famiglia di rettili
* * *

INPIANTO A GAS
Motore nazista
* * *
SCOPPIO RITARDATO - 1
Petardo balengo
* * *

SCOPPIO RITARDATO - 2
Boom economico del Governo Conte previsto per il 2037
* * *
SERVIZI SEGRETI
Agenti che pisciano di nascosto

Il libro-denuncia di Marco Esposito: Zero al Sud

Il federalismo fiscale è stato l’ennesima fregatura per il Sud: ha acuito il divario economico e sociale con il resto dell’Italia, ha aggravato la questione meridionale e, quel che è peggio, ha determinato la rinuncia dello Stato a garantire, come vuole la Costituzione, servizi e risorse in misura eguale per tutti i cittadini.
Questo è quanto emerge dal saggio “Zero al Sud” di Marco Esposito, caposervizio del quotidiano napoletano Il Mattino, tra i giornalisti più attenti e più rigorosi nell’esame della questione meridionale.
Il libro, che sarà presentato a Manfredonia e a Foggia il 10 e l’11 novembre, ha il pregio di dare voce non solo ad una narrazione approfondita ed autentica del Mezzogiorno, ma anche di spiegare, cifre alla mano, come e perché il federalismo fiscale ha aggiunto al danno la beffa, condannando il Sud ad un contesto di sottosviluppo dal quale sarà sempre più difficile tirarsi fuori.
A presentare il volume, assieme a Marco Esposito, saranno lo scrittore Raffaele Vescera e il giornalista Geppe Inserra, direttore del blog “Lettere Meridiane”. L’incontro di Manfredonia si svolgerà presso le ex Fabbriche San Francesco (via S. Francesco, 74-76) alle ore 18.00 del 10 novembre, quello di Foggia domenica 11, in via La Rosa, 15 (angolo c.so Cairoli) alle ore 11:00. La manifestazione sipontina si avvale del patrocinio del Comune di Manfredonia.
Si tratta di un importante appuntamento di riflessione e di confronto, perché il libro di Marco Esposito, che si avvale della introduzione dell’economista Gianfranco Viesti e reca quale illuminante sottotitolo “La storia incredibile (e vera) dell’attuazione perversa del federalismo fiscale”, è uno strumento indispensabile per capire lo stato dell’arte della questione meridionale alla vigilia del “regionalismo differenziato” che porterà maggiori risorse alle regioni che hanno intrapreso il percorso autonomista come il Veneto, la Lombardia e l’Emilia Romagna, e ancora minori risorse per il Mezzogiorno.

sabato 3 novembre 2018

Sessantuno anni fa moriva Giuseppe Di Vittorio

Sessantuno anni fa moriva Giuseppe Di Vittorio, il grande sindacalista di Cerignola che guidò la Cgil e la Federazione Sindacale Mondiale, e fu deputato nella circoscrizione Bari-Foggia, prima nelle file del Psi quindi, dopo la scissione di Livorno, in quelle del Pci, ricoprendo anche l'incarico di deputato costituente.
È il caso di ricordarlo con commozione e rimpianto, in questa Italia sempre più dimentica delle sue radici, del suo passato, della sua grande tradizione democratica.
Il cuore di Di Vittorio cessò di battere alle 18.20 del 3 novembre 1957 in un albergo di Lecco, dopo che, in mattinata, aveva inaugurato la sede della Camera del Lavoro e parlato ai quadri sindacali.
Venne stroncato da un infarto: ne aveva superato un altro soltanto 13 mesi prima. Dopo un periodo di riposo, si era rituffato nel lavoro e nella lotta per la difesa dei diritti dei lavoratori, con l'impegni e la tenacia che lo accompagneranno fino alla fine della sua vita.
La sua scomparsa destò viva sensazione negli ambienti politici e sindacali di tutto il mondo.
“Scompare con Giuseppe Di Vittorio una purissima figura di militante per la emancipazione del lavoro, un figlio del bisogno e della lotta che, semplice tra i semplici, combattente tra i combattenti, è stato primo tra i primi nella difesa degli umili e degli oppressi, irriducibile avversario del privilegio, alfiere della causa del socialismo e della libertà,” scrisse la direzione del Pci, sulla prima pagina de L’Unità, che il giorno dopo uscì listata a lutto.
Agli amici e ai lettori di Lettere Meridiane in regalo quello storico numero del giornale del Pci, che comprende anche una dettagliata biografia del sindacalista di Cerignola. Potete scaricarlo cliccando qui.

Come il governo giallo-verde ha festeggiato Halloween

Più sintetica ma anche più pungente del solito la striscia settimanale di Madetù, il nostro disegnatore satirico in versione solo testo. Calembour a tutto spiano, che vanno dal delizioso gioco di parole sugli "aghi" di pino che hanno sommerso Foggia dopo il forte vento degli scorsi giorni, a quello sul modo con cui il vicepremier Salvini ha festeggiato Halloween, che conquista la copertina. Da non perdere le battute sulla bizzarra misura prevista nella Finanziaria, che prevede l'assegnazione di terre dello Stato alle famiglie che fanno il terzo figlio.
 Buon divertimento, e buona settimana.
* * *
MALTEMPO
- Dopo il maltempo dei giorni scorsi, Foggia è letteralmente invasa dagli aghi di Pino...
- E quanne l'arrestene a stu drugate?
FIGLI E CAVOLI
- Tra le misure contenute nella Legge di bilancio la Lega ha previsto la terra gratis per chi fa figli.
- Servirà per farli nascere sotto il cavolo?
LA TAVIATA
- Sulla TAV il ministro Toninelli è stato chiaro.
- Ha detto che chiederà alla Francia di bloccare l'opera...
- Quale opera? La "TAViata"?
SANTI IN PARADISO
- Il nuovo direttore del Tg2 è Sangiuliano.
- Poi dice che non entri in Rai se non hai Santi in paradiso!
HALLOWEEN
Anche la Lega festeggia Halloween.
Visto Salvini bussare a casa Di Maio e chiedere: "Dolcetto o moschetto?".
LA TERRA E L'ERBA
Misure del Governo gialloverde per sostenere i giovani.
- "Fate figli e avrete la terra".
- Ma a noi basta avere l'erba!
CONCENTRAZIONE E CONCENTRAMENTO
Prove tecniche di Fascismo.
- Voi nuovi fascisti siete quelli che non hanno bisogno nemmeno di 5 minuti per concentrarvi sulle false notizie o sulla complessità dei problemi...
- Voi invece amate concentrarvi? Tranquilli. Avrete presto un bel campo di concentramento.

giovedì 1 novembre 2018

Ex Ippodromo, basta coi veleni, ci vuole buonsenso (di Geppe Inserra)

Dopo anni di incomprensioni reciproche, se non proprio di muro contro muro, speriamo che sulla vicenda dei Campi Diomedei e del Deposito Cavalli Stalloni di Foggia sia giunto il momento del confronto costruttivo. Non induce all’ottimismo la rabbiosa reazione del sindaco di Foggia al dietro front della Soprintendenza ai Beni Culturali che, revocando l’autorizzazione concessa soltanto qualche mese fa, ha di fatto bloccato i lavori di realizzazione dei Campi Diomedei. Franco Landella è deciso ad adire le vie giudiziarie: non solo il Tar, ma perfino la Procura della Repubblica. Invece occorrerebbe prudenza, e forse sarebbe utile più che mai il sollecito insediamento di un “tavolo” che metta a confronto le diverse parti e i diversi interessi, e cerchi di contemperarli in una visione comune.
A beneficio dei non addetti ai lavori o di quanti non avessero seguito tutte le puntate della telenovela, cerchiamo di ricostruire la vicenda. Il Comune di Foggia e la Regione Puglia, che a tal fine ha donato il suolo, sono intenzionati a realizzare nell’area dell’ex ippodromo (che una volta era il galoppatoio del Deposito Cavalli Stalloni) un parco polivalente, denominato Campi Diomedei. Un progetto importante, dal costo importante (quasi cinque milioni di euro): l’intervento si estende su 23 ettari destinati ad ospitare quattro distinte aree: l’orto botanico, l’area archeologica, lo spazio equestre riservato all’Istituto Regionale di Incremento Ippico (che è la denominazione assunta dal Deposito Cavalli Stalloni dopo il trasferimento delle competenze alle Regione), l’anfiteatro per gli eventi e gli spazi didattici. Un’opera fondamentale per il futuro della città.
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...