martedì 28 novembre 2017

De Zerbi punge Gattuso: "Spero che domenica non abbia la borsa di ghiaccio in testa"

L'alterco tra De Zerbi e Gattuso durante Foggia-Pisa
Le vie del calcio, così come quelle del destino, seguono a volte percorsi imperscrutabili, che neppure lo sciamano più navigato se la sentirebbe di preconizzare.
Cinquecentotrentanove giorni dopo quella fatidica partita di ritorno dei play off che si disputò allo Zaccheria, Roberto De Zerbi e Rino Gattuso si ritroveranno domenica prossima l’uno di fronte all’altro, in serie A, in un match dai risvolti drammatici, che potrebbe pesare come un macigno sulla carriera dell’uno o dell’altro. Se qualcuno lo avesse predetto soltanto un paio di mesi fa, gli avrebbero dato del matto.
Il 12 giugno di due anni fa, l'incontro ravvicinato tra i due tecnici allo Zaccheria finì come i tifosi rossoneri non dimenticheranno mai. Il Foggia di De Zerbi affrontava il Pisa di Gattuso nella finale di ritorno dei play off, dopo che i nerazzurri si erano sorprendentemente imposti per 4 a 2 nel match di andata.
I satanelli sognavano la rimonta, ma nel doppio confronto con i toscani niente andò per il verso giusto: errori difensivi, fragilità psicologica, la dea bendata tutt’altro che benigna, e il mister che aveva incantato l’Italia di Lega Pro vincendo a mani basse la Coppa Italia qualche mese prima, fu costretto ad incassare la più cocente delle delusioni.
Per Gattuso sembrarono aprirsi le porte del paradiso, per De Zerbi quelle del purgatorio.

Furono entrambi confermati sulle rispettive panchine, ma sia per l'uno che per l'altro, di lì a poco sarebbero cominciati i guai. Il foggiano venne esonerato qualche giorno prima dell’inizio del campionato, dopo un incoraggiante avvio in Coppa Italia (vittoria tonda in casa col Pontedera, sconfitta di misura a Verona): le incompatibilità caratteriali con la proprietà rossonera, che non gradiva il presenzialismo del tecnico anche negli aspetti organizzativi e di mercato, raggiunsero il punto di non ritorno.
Sembrava l’inferno, ed invece ecco il paradiso: qualche settimana dopo l’esonero, De Zerbi viene chiamato da Maurizio Zamparini sulla panchina del Palermo, in serie A. La squadra siciliana naviga in acque pericolosissime e il vulcanico presidente individua l’ex allenatore rossonero come l’uomo della provvidenza. Ma le cose non vanno per niente bene.
Roberto esordisce nella massima divisione il 10 settembre, prendendone 3 dal Napoli, alla Favorita. La sua esperienza in rosanero durerà soltanto due mesi e mezzo. 12 partite, con soli cinque punti, frutto di una vittoria (di prestigio: uno a zero sul campo dell’Atalanta, il 21 settembre), due pareggi e nove sconfitte. Zamparini lo esonererà usando parole pesanti (“Tecnico penoso”) e rifiutandosi di pagargli le spettanze contrattuali. La storia finisce in tribunale che, in appello, condanna il Palermo a pagare un indennizzo di 400.000 euro.
La stagione 2017-2018 comincia per De Zerbi senza contratto, nonostante le voci che durante l’estate l’avevano avvicinato prima alla panchina del Las Palmas, sodalizio della Liga spagnola, e poi a quella del Lecce. L’ex allenatore del Foggia torna improvvisamente alla ribalta alla fine dello scorso mese di ottobre quando il patron del Benevento, Oreste Vigorito, manda via Marco Baroni (0 punti in nove giornate) e chiama a sostituirlo De Zerbi. Cinque le partite finora disputate dalla formazione sannita con lui in panchina, e le cose non sono cambiate: altrettante sconfitte, l’ultima ieri sera presa dall’arrembante Atalanta, dopo una partita in cui s’è però visto un Benevento particolarmente attento nella fase difensiva, e forse in grado di voltare pagina.
E Gattuso? All’indomani della promozione con il Pisa si trovò impigliato nelle difficoltà finanziarie della società nerazzurra, che accompagneranno tecnico e squadra per tutto il campionato. L’ex giocatore del Milan e della Nazionale non riuscì ad evitare la retrocessione, concludendo la stagione al 21° posto e con un magro bilancio: 6 vittorie, 21 pareggi, 16 sconfitte.
Poi l’estate scorsa, la chiamata dalla nuova dirigenza del Milan, che gli affida la Primavera e ieri il colpo di scena: la società rossonera di Milano esonera Montella dopo l’ennesimo pareggio casalingo (con il Torino dell’ex Siniša Mihajlović), e gli affida la prima squadra.
E così, domenica prossima, alle 12.30 a Benevento, i destini di Roberto De Zerbi e Rino Gattuso torneranno ad incrociarsi.
Foggia non dimentica e la febbre per la “rivincita” sta salendo. Paradossalmente più a Foggia che non in terra sannita, dove l’ex tecnico rossonero è stato accolto freddamente, proprio in virtù dei suoi trascorsi foggiani. Si sa che i rapporti tra le due tifoserie non sono proprio eccelsi. Ma c'è da supporre che domenica prossima i cuori rossoneri e giallorossi batteranno all'unisono.
Non ha dimenticato neppure De Zerbi che, intervistato da Sky nel dopo partita di  Bergamo, ha fatto gli auguri a Gattuso, aggiungendo: “Spero che non abbia più la borsa del ghiaccio sulla testa”, riferendosi all’episodio che vide protagonista i due allenatori nell'arroventato finale della sfida di play off allo Zaccheria.
Colpito da una bottiglietta di plastica (vuota), Gattuso (com’è stato ampiamente documentato da Foggia Città Aperta e Lettere Meridiane nel post che potete rileggere qui) esagerò le conseguenze del gesto (comunque violento e incivile ai suoi danni), buttandosi a terra e tornando in campo con una borsa di ghiaccio sul capo.
Tra i due tecnici volarono parole grosse. E a quanto pare, una certa ruggine è rimasta.

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