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La memoria ritrovata: al Festival del cinema indipendente l'originale esperimento di Giovanni Rinaldi

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Il web è memoria che si sedimenta, giorno dopo giorno. Certo, la memoria digitale è cosa altra rispetto alla memoria espressa dagli oggetti (Baudrillard sosteneva che gli oggetti sono memoria sedimentata) ma riesce pur sempre a custodire - e con ogni probabilità a rendere eterne - le tracce del tempo. Pensate al libro. Il web non potrà mai custodire un libro di carta. Può dirci però dove sta fisicamente. Gestire le procedure necessarie per chiederlo in prestito oppure per acquistarlo. In molti casi, può fornircene una versione digitale, che possiamo a nostra volta stampare oppure semplicemente consultare sullo schermo. L’avvento della memoria digitale postula la necessità di un rapporto nuovo dei bit con la memoria, per così dire, analogica soprattutto in riferimento a materiali (come le immagini, i video, la musica) che si prestano ad essere prodotti e distribuiti con la stessa efficacia con modalità sia digitali che convenzionali. Il Festival del cinema indipendente (ore 21....

La relazione di Mons. Farina sui bombardamenti del 1943: non è vero che la città si svuotò dopo il 22 luglio

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Mons. Farina tra i comandanti delle truppe di occupazione Domani il Festival del Cinema Indipendente (ore 21 - Sala Farina) rende omaggio alla città di Foggia, ricordando il 70° anniversario dei bombardamenti (qui il programma della serata , non mancate, è importante). Una fortunata coincidenza ha portato il festival a svolgere l’evento proprio nella sala cinematografica intitolata a Mons. Fortunato Maria Farina, Vescovo di Foggia durante quei giorni orrendi e dolorosi, nonché autore di un documento illuminante - e forse non adeguatamente valorizzato - per capire come la città visse quella tragica estate: si tratta della la relazione che Mons. Farina scrisse al Papa Pio XII per informarlo della drammatica situazione che si era venuta a determinare a Foggia. Credo che il primo a pubblicarla sia stato il giornalista e scrittore foggiano Gaetano Matrella nel libro che pubblicò a sue spese nel 2005, in occasione del 150° anniversario della erezione della Diocesi autonoma di F...

L'omaggio del festival alla grande scrittrice foggiana Maria Marcone

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Maria Marcone è stata una delle voci letterarie pugliesi più importanti. Era nata a Foggia nel 1931, figlia dell’allora direttore della Biblioteca, Arturo Marcone.  Di lei mi hanno sempre stupito ed affascinato la straordinaria vitalità, il calore umano che riusciva ad esprimere ed a trasmettere a chiunque le stesse vicino, fosse pure in un momento pubblico, come una presentazione o una conferenza. Un calore umano che Maria riusciva a infondere anche a tutte le sue parole, sia in prosa che in poesia. La copiosa produzione letteraria e poetica che ci lascia - preziosa eredità morale e culturale -  è tutta un inno alla pugliesità più vera, al sole, alla terra, ai colori al mare di Puglia, senza mai scadere nell’oleografico o nel convenzionale. Il prodigio sta appunto nella scrittura di Maria Marcone, autentica e avvolgente come poche, che trasuda passione, gioia di vivere ad ogni parola.  “Non v’è tematica antica, moderna, futura che io non abbia toccato col ferv...

Pontelandolfo come le Fosse Ardeatine?

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È legittimo paragonare a quello delle Fosse Ardeatine l'eccidio operato dalle truppe "italiane" il 14 agosto del 1861, quando per rappresaglia contro l'uccisione di 45 soldati ad opera di briganti e semplici cittadini, due paesi - Pontelandolfo e Casalduni - vennero letteralmente rasi al suolo? Quando si parla di storia, i paragoni sono sempre in qualche modo azzardati e arbitrari. Ma i due fatti posseggono molti aspetti in comune, come la ferocia della vendetta e il fatto che la barbara ritorsione fu operata da truppe di occupazione. Differisce radicalmente invece la "fortuna" arrisa ai due episodi. La storia, si sa, la scrivono sempre i vincitori, così se le Fosse Ardeatine sono diventate un simbolo della ferocia nazista, poco o nulla si sa della violenza delle truppe piemontesi. A ricordare i fatti di Pontelandolfo e Casalduni è l'amico lettore Vincenzo Concilio, in un commento al post su Nicola Stame , il tenore foggiano ucciso dal tedeschi alle...

Stasera l'omaggio a Fellini del Festival del Cinema Indipendente: per continuare a resistere

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La locandina realizzata da Remo Fuiano per l'evento del Festival di Foggia Ginger e Fred , che apre il XIII Festival del Cinema Indipendente rendendo omaggio a Federico Fellini, è stato il terzultimo film dello straordinario autore romagnolo. Se il cinema felliniano degli anni Settanta era stato dedicato prevalentemente al tema della memoria ( I clown, Roma, Amarcord ), quello del successivo decennio si occupa della contemporaneità: la società post-industriale e la civiltà della comunicazione di massa. È proprio il film che racconta dei due ballerini di tip-tap magistralmente interpretati da Marcello Mastroianni e Giulietta Masina che avviò il ciclo di Fellini sui guasti prodotti dalla civiltà della televisione. Nel film trova posto un’aspra critica alla pervasività della pubblicità, anima ormai non più soltanto del commercio, come si diceva una volta, ma della stessa comunicazione. Fellini non odiava la pubblicità come tale: le sue ultime opere furono anzi dei preziosi spot...

Numero speciale di Lettere Meridiane per il XIII Festival del Cinema Indipendente

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Dopo le applaudite anteprime di sabato e domenica scorsi, tutto è pronto per l'inizio della tredicesima edizione del Festival del Cinema Indipendente, che verrà seguita con particolare attenzione da Lettere Meridiane . Si comincia domani con l'omaggio a Federico Fellini, per terminare sabato prossimo, con la tradizionale cerimonia conclusiva. Per l'occasione, Lettere Meridiane ha dedicato un numero speciale della sua newsletter al programma e alla storia del festival. Quanti non ricevano la newsletter possano iscriversi cliccando qui . Fare clic qui , invece, per leggere il numero speciale dedicato al Festival del Cinema Indipendente.

Ecco perchè bisogna ricordare...

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Certe volte gli amici di Lettere Meridiane , con i loro commenti, riescono ad essere più efficaci e a produrre più opinione di quanti più o meno professionalmente esercitato il mestiere della scrittura. Eccovi una serie di commenti all’articolo su Nicola Ugo Stame, il tenore foggiano ucciso dai nazisti nell’eccidio delle Fosse Ardeatine. Mi limito a virgolettarli, uno dopo l’altro, senza citare il nome di chi li abbia postati, proprio per dare il senso di una riflessione collettiva, di una opinione comune, e condivisa. “Come tanti ...anche io ignoravo che tra i martiri ci fosse un giovane concittadino...perché la città non lo commemora?” “Sinceramente non lo sapevo che tra le vittime c'era anche Lui, che era di Foggia. Una pagina crudele della nostra storia, la cattiveria umana non ha limiti ieri come oggi. Onore al nostro concittadino Nicola Stame.” “Non lo sapevo.” “Peccato, sinceramente non lo sapevo che c'era anche Lui e che era di Foggia, Una pagina crudele della nost...