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I bombardamenti come public history, ma attenti alle sterili polemiche

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Il settantesimo anniversario dei  bombardamenti alleati su Foggia potrebbe essere un’irripetibile occasione per cominciare a costruire una storia pubblica anche nel capoluogo dauno, a partire da quella che è stata la pagina più atroce e più drammatica della sua storia recente. Ve ne sarebbe necessità, per tante ragioni, la più importante delle quali sta nella urgenza di ritrovare una memoria condivisa del passato, che sia in grado di far percepire meglio il presente alla comunità cittadina, consolidandone la malferma identità. I bombardamenti non distrussero soltanto vite umane e palazzi. Uccisero la memoria, e con essa, annichilirono pezzi consistenti di identità. La progressiva rarefazione della memoria collettiva trovò paradossalmente un’alleata nella tumultuosa ricostruzione che la città conobbe a guerra conclusa. Nel giro di pochi anni Foggia esplose dal punto sia dal punto di vista edilizio che da quello demografico. Non si trattava soltanto di ricostruire quanto la guerra...

Il Tavoliere saccheggiato: centrali come funghi, nell'apatia generale

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L'effetto farfalla di Lorenz Si dice che il social network sia l’espressione più tangibile della cosiddetta glocalizzazione, ovvero della possibilità di coniugare assieme la dimensione globale di un problema con la sue conseguenza locali (e viceversa). Sarà… ma non mi sembra che funzioni sempre così. Il popolo della rete insorge per cause lontane migliaia di chilometri (ed è giusto, perché come diceva il poeta John Donne, ogni uomo partecipa all’umanità e perciò ogni campana che suona a morto, suona anche per noi). Però, se cause “piccole” (o almeno percepite come tali) non riescono a finire sotto i riflettori della comunicazione di massa, è difficile che raccolgano proseliti. È quanto sta accadendo per esempio a proposito della centrale a biomasse che sta per essere costruita a Carapelle. Nell’immaginario collettivo dei foggiani, Carapelle è un luogo piccolo, periferico e distante. Perfino più dell’Amazzonia. Invece no. Sorge a poco più di una decina di chilometri dal ce...

Il miracolo dell'Estate Biccarese: nei Monti Dauni le più belle serate culturali

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Cinquantuno eventi, che, a cominciare da oggi, allieteranno le serate e le nottate di mezza estate. Sono numeri da anni Novanta, quando le amministrativi della Provincia e del Comune di Foggia, rispettivamente capeggiate da Antonio Pellegrino e Paolo Agostinacchio, si sfidavano a colpi di spettacoli ed iniziative culturali. Ma a godere del ghiotto cartellone non saranno i foggiani. A meno che – come caldamente suggeriamo . non vadano a Biccari. I numeri di cui sopra sono infatti quelli messi in campo dall’ Estate Biccarese , che quest’anno mette assieme un cartellone da fare invidia alle città della piana. E il bello è che non si tratta di un miracolo, ma della conseguenza di politiche culturali consapevoli e lungimiranti. L’aveva promesso, il sindaco Gianfilippo Mignona, commentando qualche tempo fa un post di Lettere Meridiane , in cui si sottolineava come – in un momento di ripresa generalizzata delle attività culturali dei comuni dei Monti Dauni – all’appello mancava proprio Bic...

Bari fa la bretella con Palese. A Foggia il treno tram dimentica il Lisa.

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Il sindaco di Bari Michele Emiliano giustamente gioisce per l’inaugurazione del passante ferroviaria che mette in connessione diretta l’aeroporto di Bari con la stazione ferroviaria del capoluogo e la linea adriatica: “L’emozione che provo è grande. Si è trattato infatti di un’opera sfibrante che sin dal 2004 ha impegnato in maniera quotidiana le strutture comunali.” Nove anni (di cui quattro spesi per il cantiere, e cinque per l’iter burocratico) sono quasi un record per un’opera così  imponente, costata 90 milioni. Il progetto è geniale: non si tratta infatti del servizio navetta sperimentato in altre metropoli italiane come Milano e Roma, ma di una bretella, che mette direttamente in connessione l’aeroporto con l’intera rete ferroviaria. Come ha spiegato l’assessore regionale alla mobilità, Guglielmo Minervini, “un po’ tutta la regione potrà essere collegata con l’aeroporto attraverso la stazione di Bari: anche da nord si potrà arrivare direttamente in aeroporto senza tra...

La cultura dauna è più povera: la scomparsa di Giuseppe De Matteis

Quando muore un poeta o un intellettuale che ama la poesia (il confine tra i due stati è labilissimo) siamo tutti un po’ più poveri: è come se un sogno, un’utopia si fossero spenti, e restassimo tutti ancora più assediati da quella realtà nuda e cruda e grigia, che soltanto la poesia sa trasfigurare e sublimare. Sento così la morte di Peppino De Matteis, straordinaria figura di intellettuale e uomo di lettere che se n’è andato assai prima del dovuto, lasciandoci un vuoto che sarà difficile colmare. Il caso ha voluto che Maurizio De Tullio mi abbia informato della ferale notizia mentre mi trovavo a Pisa, davanti al Polo Fibonacci. E per un attimo ho immaginato l’anima sorridente di Peppino che si aggirava tra gli austeri corridoi di questo tempio della informatica e della matematica. Mi sembrava a suo agio, come tutti quanti hanno bazzicato seriamente la scienza della lettere e sanno bene che tra parole e numeri non c'è poi tanta distanza: un periodo ben composto, parole ben alli...

Una centrale alle porte di Foggia: timori per la salute e per l'ambiente

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La provincia di Foggia sta sempre più diventando un eldorado per i produttori di energia. E non soltanto sul fronte dell’eolico e del fotovoltaico, ovvero delle fonti rinnovabili. Molto si muove anche per quanto riguarda la produzione di energia più convenzionale, ottenuta bruciando sostanze ad alta capacità combustibile. Il nuovo fronte è quello delle cosiddette biomasse, sostanze organiche che fatte bruciare sono in grado di produrre energia. Il ragionamento che ha attratto sulla Capitanata i colossi che operano nel settore a livello nazionale è semplice: il Tavoliere è in grado di produrre tutto ciò che la terra può far germogliare, e i vegetali sono sostanze organiche in grado di alimentare le centrali. L’idea era che l’agricoltura potesse trasformarsi da gigantesco serbatoio di materia prima per le centrali a biomasse. In realtà le cose non stanno proprio così. Il problema sta nel concetto stesso di biomasse: come si legge su Wikipedia, la definizione di biomassa “raggruppa un...

Allerta: vogliono soffiarci anche Amendola

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Prima premessa: non saltate sulla sedia, non imprecate al destino cinico e baro: il titolo è ad effetto. Nessun complotto, nessun colpo basso da parte barese, si tratta di quel che si dice un titolo “urlato”. Certe volte, ci vuole: per stimolare riflessioni, far circolare le idee, discutere. Seconda premessa: nutro la massima stima per il sindaco di Bari, Michele Emiliano, anzi mi sento di additarlo come esempio alla classe dirigente locale foggiana. La classe non è acqua (e neanche la simpatia) e il primo cittadino del capoluogo regionale ne ha da vendere. Terza premessa: le riflessioni che seguono non sono la solita professione di foggianesimo. Anzi, credo sia giunto il momento che foggiani e baresi guardino (e scoprano) le reciproche carte e che, se del caso, si diano reciprocamente una mano. È già successo, nella vicenda Amiu-Amica, e con risultati positivi e incoraggianti. Se è vero che lo sviluppo è oggi soprattutto una questione di relazioni, e che nessuno può sperar...