domenica 4 febbraio 2018

Quando Protano e la Provincia occuparono il Ministero

Raramente l'intestazione di una strada è significativa rispetto alla personalità cui viene intitolata. Succede, però, nel caso di Michele Protano, cui la città di Foggia dedicherà, domani (alle ore 11.30 la cerimonia promossa dall'Amministrazione Comunale e dalla Fondazione Di Vagno, trovate qui tutti i particolari) la strada ubicata tra il quartiere fieristico e la motorizzazione civile, in cui sono sorgono la Cittadella dell'Economia, nuova sede della Camera di Commercio, e la sede dell'Asl.
Per come l'ho conosciuto - avendo avuto l'onore, il piacere e la fortuna di essere stato tra i suoi più stretti collaboratori -, avrebbe molto gradito che questo luogo fino ad oggi anonimo, portasse il suo nome.
Asl e Camera di Commercio, ovvero salute e sviluppo economico. Due obiettivi che hanno accompagnato l'intero corso della vita di Michele Protano, medico e politico, come recita la targa della strada.
Si trasferì a Foggia da Peschici perché era diventato ufficiale sanitario del capoluogo, per lavorare negli uffici sanitari che fanno capo oggi all'Asl.
Medico all'antica. Che si prendeva cura della persona, più che dell'individuo, facendosi carico dei suoi malanni fisici, ma molto spesso anche dei suoi problemi di lavoro, di famiglia.

Per questo era diventato socialista, fin da ragazzo, come amava ripetermi. Per la presa di coscienza che la politica dovrebbe essere una medicina in grado di curare la comunità, correggerne gli squilibri e le ingiustizie.
Quando arrivò a Peschici come medico condotto, la gente era così povera che si indebitava per comprare le medicine. Il suo predecessore faceva firmare le cambiali a quanti non potevano pagargli l'onorario. Protano non si faceva problemi. Li curava gratis. E i suoi pazienti lo veneravano.
Si racconta che una volta all'insegnante che gli domandava quale fosse il santo patrono di Peschici un bimbo abbia risposto: "Michele Protano, u med'c".
La vita politica l'ha trascorsa quasi per intero tra gli scranni di Palazzo Dogana (ma al Comune di Foggia è stato Vicesindaco). È l'amministratore provinciale con il più lungo stato di servizio: è stato consigliere, assessore, vicepresidente e presidente.
Per lui la politica era soprattutto fare, ma anche prender parte, farsi carico.
Vi ho detto della sua attenzione particolare, quasi spasmodica, verso i problemi dell'economia. Da Presidente della Provincia inaugurò una nuova stagione nelle relazioni sindacali. Non c'era vertenza che non vedesse la Provincia sedersi al fianco dei lavoratori e del sindacato.
Quando era necessario, Protano sapeva fare la voce grossa. E faceva valere le ragioni del territorio. Tanto per dire di che stoffa fosse il personaggio, vi racconto un episodio che lo descrive alla perfezione.
Era l'estate del 1982. I sindacati si erano autoconvocati al Ministero dell'Industria nell'ambito di una vertenza delicata. Onestamente, non ricordo di quale delle tante vertenze aperte si trattasse: forse la Cucirini Cantoni Coats di Ascoli Satriano o forse la Safab di San Severo. Era un momento difficile: l'autoconvocazione è un gesto dimostrativo, che raramente produce effetti concreti.
Protano come sempre volle starci, così arrivammo di primissimo pomeriggio al Ministero, trovandoci soltanto un sonnacchioso usciere.
Il presidente della Provincia, che guidava la delegazione composta dai sindacalisti e da un folto gruppo di operai, si qualificò, ma non ottenne in risposta che uno sguardo distratto, e uno sbadiglio.
Chiese se ci fosse il ministro, ma l'usciere rispose che non c'era. Chiese se ci fosse un sottosegretario o un dirigente, stessa risposta. Chiese di poter parlare con qualcuno, ma, tra uno sbadiglio e l'altro l'usciere, fece presente che a quell'ora il ministero era vuoto.
In buona sostanza, non c'era da prendere atto che nessuno aveva inteso rispondere all'autoconvocazione. Allora Protano domandò all'usciere dove si trovasse la sala riunioni e quello gliela indicò. Invitando sindacati e maestranze a seguirlo, il Presidente della Provincia entrò nella sala riunioni, intimando all'usciere di darsi una mossa e di avvisare il ministro e i sottosegretari che la "provincia di Foggia aveva occupato il Ministero".
Dopo un po' cominciarono ad arrivare deputati pugliesi. Il primo fu don Olindo Del Donno, personaggio singolarissimo: prete, missino, qualche anno dopo sarebbe stato espulso dal partito di Fini per aver votato la fiducia al pentapartito di Andreotti, poi giunse il foggiano Vincenzo Russo, democristiano.
Sindacati e operai erano visibilmente soddisfatti per essere riusciti se non altro a smuovere le acque, a portare alla ribalta nazionale il loro problema.
Protano però non era contento. Voleva portare a casa un risultato più concreto. I lavoratori e i sindacati erano venuti a Roma per farsi ricevere da un rappresentante del governo? E così doveva essere.
Si mise in contatto con il Ministro del Lavoro, che era Michele Di Giesi, socialdemocratico di Bari, e suo vecchio amico e gli chiese si ricevere la delegazione foggiana: "Caro Michele, che piacere sentirti. Sono al Ministero, certo che potete venire, sarò lieto di incontrarvi".
Era ormai tardo pomeriggio quando giungemmo al Ministero del Lavoro. A sindacati e lavoratori non parve vero venire ascoltati dal Ministro in persona che promise (mantenendo l'impegno dopo qualche giorno) che avrebbe firmato il decreto di proroga della cassa integrazione.
Il viaggio romano non era stato vano...
Non fu la prima né l'ultima volta che il presidente della Provincia fece ricorso a simili strumenti di "pressing politico".
Una volta si intrufolò nella conferenza stato-regioni per sollecitare l'inserimento della superstrada garganica tra le opere oggetto di finanziamento prioritario. A chi gli faceva osservare che come presidente di una Provincia non poteva prendere parte ai lavori di un organismo di cui facevano parte esclusivamente parlamentari e amministratori regionali rispose: "Io rappresento le istanze di un territorio e di una comunità, e perciò dovete ascoltarmi". Fu ascoltato e la superstrada venne finanziata.
E se la politica non bastava, Protano non esitava a portare in piazza la gente. Fu proprio la Provincia a promuovere la giornata di mobilitazione popolare per l'Università, che si rivelò decisiva per far ottenere a Foggia il tanto agognato ateneo.
Ma questa ve la racconto domani.
Geppe Inserra
(1. continua)

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