sabato 10 giugno 2017

Malamend, l'exploit di Tavola 28

Tavola 28 volta pagina, e fa centro al primo colpo. Più di 6.000 visualizzazioni in poche ore. È un autentico exploit per Malamend, l’ultimo brano di Cisky e Guaiè, premiando la svolta e il salto di qualità operato dai due rapper foggiani che puntano decisamente alla ribalta nazionale, e non solo.
Il brano e il videoclip che l’accompagna (on line da qualche ora) sono belli e nello stesso tempo complementari, l'uno all’altro. Il rapporto forte tra musica e immagini svela la svolta artistica della band foggiana che ha in programma nei prossimi tempi altre uscite del genere. Non più cd, costosi e dall’improbabile ricaduta, in un circuito rarefatto com’è quello della musica indie, ma piccoli film come questo, racconti di una periferia estrema ma in fondo quotidiana.
Malamend canta quella periferia che non sospetti per il solo fatto che non la conosci. È la periferia foggiana ma identica a tutte le periferie del mondo, teatro delle storie che stanno dietro gli articoli di cronaca nera che ogni giorno riempiono le pagine dei quotidiani.
Quella raccontata dal videoclip è una storia torbida e a tinte fosche, ma in fondo uguale a tante di quelle che si consumano, appunto nelle periferie. Due meccanici vessati e sfruttati dal loro datore di lavoro (Francesco Benigno), dedito alla droga, alle scommesse clandestine e alle belle donne, mettono a punto una rapina ai suoi danni. Ma le cose non andranno nel senso sperato, perché a chi è malamend, non può che toccare un destino malamend.
Mettendo in scena e cantando l’universo border line della periferia, i Tavola 28 denunciano la disperazione degli ultimi, l’assenza di prospettive e di possibilità che grava su una generazione di giovani condannati alla marginalità e alla disgregazione. Ma nello stesso tempo lanciano un appello: delinquere non è la risposta.
Perfetta e coinvolgente l’alchimia tra la durezza dello slang foggiano, il ritmo quasi ipnotico del brano che sembra un lamento e le splendide immagini girate da Vincenzo Romagnoli. Grazie a questo equilibrio perfetto l'opera di Cisky e Guaiè ha tutte le carte in regola per imporsi all'attenzione del grande pubblico. Nonostante il foggiano. O, forse, grazie al foggiano.
Qui sotto il video. Guardatelo, cantatelo, condividetelo.

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