mercoledì 10 maggio 2017

Tutt'a poste, l'ultima bella canzone di Gianni Ruggiero

Foggia città dai mille volti e dalle mille contraddizioni. Foggia bella e brutta. Foggia da cui scappi e quando te ne sei andato non vedi l’ora di ritornarci. Foggia dove sembra “Tutt’a poste”, ma solo in apparenza.
Questa Foggia trova un suo cantore d’eccezione in Gianni Ruggiero che è, al tempo stesso, uno dei maggiori poeti dialettali pugliesi e un raffinato chansonnier. Trait de union dell’una e l’altra dimensione artistica di Gianni è il dialetto, inteso nella sua accezione di lingua parlata dalla comunità locale, e come tale la più idonea a svelarne l’autocoscienza, raccontarne le storie, rappresentarne i problemi, e se del caso, anche scherzarci su.
Le poesie-canzoni di Gianni sono sempre inattese e sorprendenti, grazie alla sua innata capacità di partire dal “senso comune” (o detto in modo più aulico, il sentimento collettivo) sia che si tratti di dichiarare appartenenza e identità come ha fatto in Za Fo’ (che è assai più di un inno o una dichiarazione d’amore per il Foggia, è il racconto del sentimento speciale e profondo che lega la città alla sua squadra) sia che si tratti di denunciare endemici problemi e irrisolte storture, come succede nell’ultima splendida fatica di Ruggiero (che potete guardare e ascoltare sotto).
Così come per Za Fo’, il titolo, Tutt’a poste, si richiama ad un modo di dire quasi proverbiale dei foggiani, che quando si incontrano non si salutano con il classico ciao o come stai ma con l’anzidetta locuzione, a metà tra l’esclamazione e la domanda: tutt’a poste?! 
Ma è proprio tutt’a poste a Foggia? Gianni Ruggiero dice di no, e denuncia senza mezzi termini, anche se con ricercata melodia e con il sorriso sulla labbra, le strade crivellate di buche, la sporcizia che regna sovrana, la miseria che avvolge strati sempre più vasti di cittadinanza, le tante, troppe contraddizioni di una città dove "u timbe passe, ma che passe a fa" (il tempo passa, ma che passa a fare?).
Però, nonostante la miseria, la fame, le strade rotte e sporche, a Foggia “facimme semp’ fest”, ed è “tutt’a post, tutt’a post, ancor qualche cos’amma aggiustà, non vedi cum’è bell sta città, ce manche poche p’a felicità” (verso che viene non casualmente cantato su un cartello che inneggia alla promozione del Foggia).
Ruggiero canta le contraddizioni della città senza rabbia né dolore. Le contraddizioni tra la Foggia che balla e che festeggia e la Foggia che ha fame, tra la Foggia che “s’magna i mel” e la Foggia che “si gel i dinte”. Fino a quella suprema, del “fuggi da Foggia” che così viene cantato e denunciato da Gianni Ruggiero: “I gente se ne vanno da sto paese, artisti, cantautori, intellettuali e tenne ragion, che vujie dice, a qua chi mora mora e  chi campa campa.” (Le persone se ne vanno da questo paese, artisti, cantautori e intellettuali, e hanno ragione, che vuoi dirgli, qui chi muore, muore e chi campa, campa.)
Tutt’a poste è una splendida canzone militante, composta, cantata e suonata (alla chitarra) da Gianni Ruggiero, con l’accompagnamento vocale di Ester Brescia, che è anche autrice della  bella, intrigante ed efficace videoclip.
Eccola qui sotto. Cantatela, amatela, condividetela. Chissà che non serva a cambiarci un po’.

2 commenti :

Anonimo ha detto...

Di Gianni Ruggiero (e signora) ho una stima infinita. E lui lo sa. E'
uno dei pochi che mi convince sul piano della poesia dialettale foggiana, perché è innanzitutto un poeta vero. E anche quando sono lette in italiano mi coinvolgono e suscitano emozioni forti. Il suo ultimo libro ho preferito leggerlo partendo proprio dalle traduzioni a piede pagina in italiano, e il risultato è sempre stato lo stesso, tanto che, innamorato di alcune di esse, gli ho chiesto se per il mio compleanno mi faceva un regalo "insolito", traducendomi in dialetto una mia poesia ovviamente scritta in lingua. E Gianni non solo lo ha fatto, e in maniera magistrale, ma in maniera ancor più sentita me ne ha tradotta un'altra, dedicata a mio padre, entrambe con garbato ed efficace accompagnamento musicale.
Ora m'imbatto in questo bel video e ne resto affascinato: per la sua (loro) abilità nel tradurre con poche frasi sentimenti di amore per la loro città anche se espresse in maniera noderatamente critica. Il che è un passo avanti rispetto alla consuetudine di chi scrive e canta in dialetto foggiano (penso a certi gruppi che vanno per la maggiore) di fare della foggianità un vanto, confondendo "senso di appartenenza" con "tifo ultras".
Ma, per tornare al brano in sé, è molto brava come sempre Ester con la sua nitida voce, piace il ritmo, efficace il ritornello, bella l'idea di sottolineare solo alcune frasi.
"U timbe passe, ma che passe a fa" è forse la frase cult. Ma è, forse, anche il limite del poeta-cantautore Gianni Ruggiero attuale, che nel prendere a schiaffi la realtà foggiana odierna (e ben evidenziata dalle immagini di Ester Brescia), propende per la sospensione di giudizio, finendo per sembrare anche lui preda della rassegnazione.
Invece "pretendo" da Gianni Ruggiero un pedata sull'acceleratore. Deve osare di più. Deve chiamare i mali col loro nome pur senza arrivare a citare i...cognomi.
Stessimo a scuola darei un "8" convinto ma, poiché Gianni è tranquillamente da "10", mi aspetto prove ancora superiori.
Cordialmente (Maurizio De Tullio)

Anonimo ha detto...

Grazie Maurizio per la bella valutazione anche scolastica. Tu già lo sai ma lo scrivo per chi vorrà leggere questa risposta. Amare la nostra città non è facile, oggi più di ieri. Nei miei lavori passati si intravedeva di più questa sorta di amore incondizionato ma credo che fosse più dovuto al fatto che ho raccontato della mia infanzia, delle persone e dei luoghi che hanno avuto un ruolo fondamentale nella mia vita, in termini di affetti e di formazione personale. Ora, forse disilluso, ritengo certi temi non più proponibili e quindi si deve rimanere più sull'attualità e l'attualità ha note spesso anzi troppo spesso negative. Poi penso che un poeta, un umorista, un musicista, debba svolgere questo ruolo ed io nei limiti delle mie possibilità sono avviato su questa strada. Se saprò essere più diretto o più sferzante vedremo.
Gianni Ruggiero

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