giovedì 11 maggio 2017

Don Tonino Intiso: "Quel giorno che dissi Messa per Aldo Moro."

Qualche giorno fa, è stato celebrato il trentanovesimo anniversario della morte di Aldo Moro. Era il 9 maggio del 1978, quando il cadavere del presidente della Democrazia Cristiana venne ritrovato nel bagagliaio di un’utilitaria, in via Caetani, a Roma.
La ricorrenza ha rilanciato l’attenzione verso il processo di beatificazione del grande personaggio politico che fu anche un fervente credente. La notizia dell’avvio dell’iter per la canonizzazione venne diffusa qualche mese fa, in occasione del centenario della nascita dello statista.
Aldo Moro fu molto legato a Foggia, anche perché, pur essendo nato a Maglie, in provincia di Lecce, veniva eletto nella circoscrizione Bari-Foggia.
Una bella testimonianza della sua fede giunge da don Tonino Intiso, che racconta un suo incontro ravvicinato con Moro che si è verificato nella prima metà degli anni Settanta, tra il 1970 e il 1975. Il sacerdote non ricorda con precisione l’anno, il che rende difficile stabilire quale incarico ricoprisse quando don Tonino lo incontrò.
Quel periodo fu per Moro particolarmente intenso. Fu più volte Ministro degli Esteri, e dovette incassare l’amara sconfitta che, nella corsa al Quirinale, lo vide sorpassato dal suo collega di partito, Leone, la cui vittoria inaugurò una difficile stagione per il centrosinistra, tanto caro a Moro.
All’epoca, don Tonino era segretario dell’arcivescovo mons. Giuseppe Lenotti. Moro si era rivolto al presule chiedendogli la cortesia di poter farlo partecipare ad una Messa, alle sette del mattino. Lenotti incaricò della cosa don Tonino Intiso, che, in quanto segretario del presule, viveva in una stanza proprio nel Palazzo di via Oberdan e per il quale quell'orario insolito non avrebbe quindi rappresentato una levataccia.
Il sacerdote celebrò volentieri la funzione religiosa, che si svolse nella Cappella del Vescovado. Vi parteciparono Aldo Moro e due suoi accompagnatori, probabilmente persone del suo entourage.  L’orario quasi antelucano lascia immaginare che il parlamentare avesse trascorso la notte precedente a Foggia, e che dovesse ripartire presto per Roma o che fosse comunque atteso da una giornata piena di impegni.
“Di lui conservo un ricordo molto bello - dice don Tonino - nel senso più autentico della parola ri-cordo, come di una cosa che passa per il cuore. Mi colpì la sua squisita delicatezza, la discrezione con cui aveva chiesto ed ottenuto quella celebrazione. Era come se rifuggisse la mondanità. So che si recava a Messa tutti i giorni, in quella che ho avuto il piacere di celebrare per lui, ho avuto l’idea che egli conoscesse profondamente e totalmente il significato eucaristico della Messa, che era per lui un momento di autentico e profondo incontro con Dio, da sottrarre al rischio di qualsiasi manifestazione di vanità.”

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