mercoledì 8 febbraio 2017

Il miracolo di Giovanni Stroppa

Dopo circa cinque mesi, il Foggia torna da solo in vetta alla classifica del girone C di Lega Pro. Ci era stato già alla quinta e alla sesta giornata del campionato in corso. Meglio del Foggia, in termini di giornate trascorse in cima alla classifica quale capolista solitaria hanno fatto soltanto il Lecce e la Juve Stabia, con quattro giornate.
Questo primato conquistato alla ventiquattresima giornata presenta però numerose analogie con un altro primato solitario della squadra rossonera, quello ottenuto alla ventunesima giornata dello scorso campionato, che si giocò il 6 febbraio dello scorso anno.  Ed è una coincidenza che merita qualche riflessione in più.
Il Foggia ottenne quel primato andando ad espugnare il campo di Melfi per 1-0, con un gol del capitano Cristian Agnelli, al 18’.
Grazie a quella vittoria si portò a 40 punti, sorpassando la Casertana che aveva guidato la classifica fino ad allora e aveva perso in casa (1-2) col Matera.
Assieme ai campani, a 39 punti, c’era il Benevento, e due punti sotto al Foggia, il Lecce.
Come quest’anno, anche l’anno scorso, mancavano tredici giornate al termine del campionato e quel primato autorizzava speranze e sogni di vittoria.
Purtroppo, però, quella giornata da capolista solitaria rimase isolata.
La giornata successiva, la ventiduesima, si sarebbe rivelata decisiva a determinare gli equilibri del torneo: vincendo la gara che lo vedeva opposto al Melfi, il Benevento si sarebbe insediato al vertice della classifica per non lasciarlo più fino al termine del campionato, mentre il Foggia venne bloccato in casa dal Matera (2-2).
Nelle giornate successive, i satanelli non riuscirono a raddrizzare la situazione, perdendo a Lecce (1-3). La successiva vittoria sulla Luca Castelli Romani per 4-1 alla ventiquattresima giornata riaccese le speranze di promozione diretta, che però furono frustrate dalle sconfitte rimediate ad Andria (0-3) alle venticinquesima, e a Messina (2-3) alla ventiseiesima.
Il bruciante ricordo dello scorso campionato sta a dire che con ogni probabilità il torneo è entrato nella fase decisiva. D’ora in poi è vietato sbagliare, a cominciare dalla prossima, insidiosa trasferta di Taranto.
C’è però da dire che questo primato non è frutto del caso, e che il Foggia di Stroppa possiede un’arma in più che lo scorso anno - diciamolo francamente - al Foggia faceva un po’ difetto, ed è la grande regolarità.
Il gran merito di Stroppa è di essere riuscito a costruire una squadra che prima di tutto non le prende.
I satanelli sono la compagine che ha patito il minor numero di sconfitte (2). Inoltre il rendimento del girone di ritorno è decisamente migliore rispetto a quello della prima parte del torneo, con una media punti a partita 2,6 contro i 2,05 punti dell’andata.
Anche gli altri indicatori statistici confermano l’impressionante regolarità della formazione guidata da Stroppa: i satanelli sono il secondo miglior attacco del torneo (45 reti, meglio ha fatto solo il Matera con 51) e hanno la terza miglior difesa del campionato (Catania 18 gol al passivo, Andria 19, Foggia 20), nonché la miglior difesa rispetto alle altre pretendenti alla promozione diretta.
Dalla parte del Foggia c’è anche il calendario. Con una classifica così corta, è facile prevedere che saranno determinanti gli scontri diretti, che il Foggia giocherà tutti allo Zaccheria: il 18 febbraio con il Matera, il 5 marzo con la Juve Stabia, il 19 marzo con il Lecce.
Le prossime settimane saranno decisive. Il Foggia, però, ci arriva nel migliore dei modi.

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