venerdì 3 febbraio 2017

Cinemadessai | Scamarcio e Sharon Stone in "Un ragazzo d'oro" di Pupi Avati

OGGI
Discusso e discutibile, Un ragazzo d’oro, il film più recente (risale al 2014) del più prolifico degli autori italiani, Pupi Avati (quaranta lungometraggi, sparsi lungo più di quarant'anni di carriera artistica). Lo smalto degli anni migliori sembra ormai perduto, ma la pellicola si lascia vedere, grazie ad un cast di prim’ordine e ad una sceneggiatura - scritta dallo stesso regista - di  buon livello (premiata come miglior sceneggiatura alla 38ª edizione del Montreal World Film Festival in Canada).
La storia pare ripercorrere tutti gli archetipi della tragedia greca. Davide Bias (Riccardo Scamarcio), figlio di uno sceneggiatore di film di serie B, è un creativo pubblicitario col sogno di scrivere qualcosa di bello, di vero. Convive quotidianamente con ansia e insoddisfazione: per tenerle a bada, solo le pillole. Neanche la fidanzata Silvia (Cristiana Capotondi) sa come sollevarlo dalle sue insicurezze.
Quando il padre improvvisamente muore, da Milano il giovane si trasferisce a Roma dove incontra la bellissima Ludovica (Sharon Stone), un’editrice interessata a pubblicare un libro autobiografico che il papà di Davide aveva intenzione di scrivere. Allora Il libro lo scrive lui stesso, come se a farlo fosse suo padre: questo lo aiuterà a riconciliarsi finalmente con la figura paterna. Ma non a risolvere le sue inquietudini…
Partecipazione straordinaria di Giovanna Ralli, nel ruolo della madre di Davide. Domani sera, alle 21.15, su Rai 3.
DOMANI
Film duro e cupo, La 25ª Ora rivelò la raggiunta maturità di Spike Lee, tra gli autori più interessanti del nuovo cinema americano. La storia, tratta dal romanzo omonimo di David Benioff, concede assai poco allo spettacolo: vi si raccontano delle ultime ore di libertà di Monty Borgan, che sta per finire in carcere per scontarvi una condanna a sette anni di reclusione per spaccio di droga.

L’occasione è utile perché Monty rifletta sulla sua esistenza e sui suoi errori. La morale è che ciascuno è protagonista del proprio destino, e che questo non si costruisce per caso, ma per gli errori che si compiono.
Interpretato da Edward Norton, Philip Seymour Hoffman, Barry Pepper, Rosario Dawson, Anna Paquin, La 25ª Ora è uno dei primi film ambientati a New York all’indomani della tragedia dell'11 settembre, ed il primo a mostrare Ground Zero.
Venne  presentato in concorso al Festival di Berlino, ottenendo un notevole successo di critica e di pubblico.
Il San Francisco Chronicle definì il film “triste e potente, il primo grande film del Ventunesimo secolo su un tema del Ventesimo secolo”. Altrettanto positivo il commento de Il New Yorker che scrisse: “Il film coglie alla perfezione il clima amareggiato, teso quasi oltre i limiti, della città dopo l'11 settembre.”
Entusiasta la recensione di FilmTv: “Un film sul Tempo: e non tanto perché lavora sull'unità di una giornata, su quelle ventiquattro ore nel corso delle quali Monty mette insieme i pezzi smembrati e trascurati della sua vita di feroce, losco ed elegante dispensatore di disperazione e di morte, che non si è mai fatto tante domande e non ha mai tentato di dare risposte ai suoi rari perché. Lee comprime e dilata il tempo, lo "taglia" e lo rallenta: ma non si tratta di stasi o di tempi morti, poiché il film ha un montaggio molto articolato e un numero contenuto di scene. Il tempo si fa spazio, architettura, topografia, mappa metropolitana”.

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