lunedì 13 febbraio 2017

Cinemadessai | Il sud è niente, quando cinema indipendente fa rima con intelligente

OGGI
Opera prima indipendente di Fabio Mollo, mandato in onda da Rai 2 nel consueto orario in cui la RAI confina il cinema di qualità (stanotte, all’1.30), Il sud è niente è una pellicola molto interessante, che racconta di Grazia che ha 17 anni e vive a Reggio Calabria. Quando era piccola, suo fratello Pietro è emigrato in Germania senza fare più ritorno. Suo padre le ha detto che era morto e non ha mai voluto parlarne. Una notte, dopo un litigio con il padre, Grazia entra in mare e vede una figura umana, in cui riconosce il fratello. Quella stessa notte Grazia decide di iniziare a cercarlo, scontrandosi con il silenzio a cui il padre ha sempre obbedito.
Mentre Cristiano deve fare i conti con le pressioni della mafia locale che vuole fargli cedere la sua attività, Grazia incontra Carmelo, suo coetaneo, che l’affiancherà nel percorso che la porterà finalmente a rompere il muro del silenzio con il padre, a scoprire la verità sul fratello e soprattutto la verità su se stessa.
Ha scritto Fabio Mollo nelle note di regia: "Il Sud è niente racconta un legame che va oltre il tempo e la realtà stessa. È la storia di una giovane donna e della sua lotta per riprendersi la propria vita. Il Sud è Niente è la storia di un Sud che è più emozionale che geografico. È la storia di un padre e di sua figlia, e del silenzio che sta distruggendo il loro rapporto. Grazia, la figlia, è una giovane donna che ancora non è consapevole di esserlo. Ha sofferto la perdita del fratello scontrandosi con il silenzio che ha da sempre circondato l'avvenimento. Il suo corpo stesso si è trasformato col tempo in un corpo maschile, quasi in un tentativo disperato di far tornare il fratello in vita."
Ottimo il lavoro di Mollo sugli attori. Grazia è interpretata (molto felicemente)  da Miriam Karlkvist, esordiente come Andrea Bellisario, che interpreta Carmelo. Il cast è completato dai noti Vinicio Marchioni e Valentina Lodovini.
Il Sud è niente conferma la vitalità del cinema indipendente italiano e l’opportunità che gli venga riservato  un maggiore spazio nella programmazione televisiva.
DOMANI
È uno Steven Spielberg forse insolito, ma non per questo meno efficace e grandioso, quello che dirige Lincoln, dedicato al racconto degli ultimi quattro mesi di presidenza e di vita del grande inquilino della Casa Bianca, cui toccò ricostruire il Paese all’indomani della guerra civile.

Uscito quattro anni fa, il film verrà trasmesso domani sera da Rai3 alle ore 21.15 ed è un appuntamento da non perdere. Il gran merito di Spielberg sta nell’essere riuscito ad evitare sia la retorica, sia l’eccessiva spettacolarizzazione della vicenda, che per quanto possibile, data la statura dei personaggi e l’impatto che ha avuto sulla storia della civiltà, ne esce profondamente umanizzata.
Scritto ottimamente da Tony Kushner (il soggetto è tratto invece dal libro di Doris Kearns Goodwin, Team of Rivals: The Political Genius of Abraham Lincoln), il film si sofferma in particolare sulle fasi fasi conclusive della Guerra di secessione americana, mostrando Abraham Lincoln alle prese con il problema dell'abolizione della schiavitù, fino a quando il presidente riesce a fare approvare dalla Camera dei rappresentanti il XIII Emendamento della Costituzione, che con gettò le premesse per la costruzione di un paese riappacificato, e di una grande democrazia.
Il cast è stellare, e tutti i protagonisti danno il meglio di sè. Straordinario Daniel Day-Lewis nella interpretazione di Lincoln (conquistò la statuetta delll'Oscar, il Golden Globe e il Bafta) quale migliore attore protagonista. Gli altri interpreti (anche loro a livelli di eccellenza) sono Joseph Gordon-Levitt, Tommy Lee Jones, Jared Harris e James Spader. Pioggia di nomination, del tutto meritata, ai più grandi festival internazionali.

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