martedì 13 dicembre 2016

Cinemadessai | In grazia di Dio, il realismo poetico di Edoardo Winspeare

OGGI
L'orario è impossibile (stanotte alle 2.40) ma è decisamente il caso di programmare il videoregistratore  per non perdersi il passaggio televisivo (su RaiMovie) dell'ultimo film di Edoardo WinspeareIn grazia di Dio, ritenuto tra i più interessanti realizzati dal regista salentino, che detiene il record di essere stato il primo autore italiano a prendere parte al Sundance Festival, il più importante festival di cinema indipendente del mondo, con l'indimenticabile Sangue Vivo.
In grazia di Dio rappresenta in un certo senso un ritorno alle origine, ad una certa idea di cinema "duro e puro" che ha visto in Winspeare un interprete rigoroso e coerente. Selezionato per partecipare alla 64ª edizione del Festival internazionale del cinema di Berlino nella sezione "Panorama", il film è una tipica produzione fatta in casa: interpretato da attori non professionisti (la protagonista è la moglie di Winspeare, Celeste Casciaro, la coprotagonista la figlia di quest'ultima Laura Licchetta, il principale interprete maschile il socio del regista Gustavo Caputo), è ambientale nel Salento.
Racconta la storia di una famiglia di fasonisti (piccole aziende che producono capi d'abbigliamento per conto di grandi marchi) costretta dalla crisi economica a chiudere i battenti. Il fratello decide così di emigrare, le due sorelle tornano alla casa paterna. Una sogna di tornare a fare l'attrice, l'altra, per non essere sommersa dai debiti, decide di lavorare la terra.
Quella che appare come una costrizione, ben presto si rivelerà essere l'inizio di una catarsi che porterà le protagoniste a riconsiderare il vero senso della vita e le loro relazioni affettive.
"È la rivelazione delle cose fondamentali della vita di una persona - ha scritto Winspeare nelle note di regia - : la bellezza della creazione, la scoperta del bene, la meraviglia, la gratitudine per essere sulla Terra, il senso di comunità, la comprensione del dolore e anche del male, la soddisfazione per il proprio lavoro e, soprattutto, l'amore che ci lega alle nostre relazioni come a tutti gli abitanti della Terra. "
È un film intriso di realismo, ma un realismo poetico che se da un lato racconta con aspra crudezza la crisi economica e i suoi spietati meccanismi, dall'altra  indica possibile vie di speranza e di riscatto. Insomma da non perdere.
DOMANI
Rai1 manda in onda domani sera alle 21.25, Scusate se esisto, tenera commedia non priva di uno sfondo sociale, realizzata nel 2014 da Riccardo Milani, con uno stuolo di sceneggiatori che comprendeva oltre all’autore, Giulia Calenda, Paola Cortellesi e Furio Andreotti, mentre alla stesura del soggetto ha collaborato, con il team di sceneggiatori, Ivan Cotroneo.

Una scrittura collettiva il cui esito è una storia intrigante, ben narrata, che ha il pregio di mantenersi sempre nei binari di una intelligente commedia, senza mai scadere nel sentimentalismo.
Serena Bruno (una Paola Cortellesi in forma smagliante) è un architetto di talento che sceglie di tornare in Italia non potendone più del clima grigio e piovoso di Londra. Rientrata nel Bel Paese dovrà fare i conti con il maschilismo imperante, e sarà costretta a fingersi l’assistente (maschio)  del suo capo, per presentare un suo progetto ad un concorso di idee.
Nel frattempo conoscerà Francesco (Raoul Bova), affascinante titolare di un ristorante, con tendenza omosessuali, e tra loro nascerà una profonda amicizia.
La brava Paola Cortellesi, a suo agio nei panni di una ragazza un tantino goffa che strizza l’occhio a Bridget Jones, ebbe la nomination come miglior attrice protagonista ai David di Donatello e al Nastro d’Argento.
Il film ha conquistato il Premio Dedalo Minosse Cinema come miglior film.

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