martedì 8 novembre 2016

Nando Romano: "Foggia brutta? Non è vero."

Dialettologo di rango e cultore di storie e cultura locale, Nando Romano, autore della segnalazione sulle scempio di piazza Federico II di cui ho parlato qualche giorno fa in un post, mi invia la bella lettera che segue.
Il riferimento al comune impegno per la salvaguardia di tracce e memorie della identità foggiana, si riferisce ad alcuni articoli ed interviste riguardanti la toponomastica cittadina (ed i frequenti errori che la punbteggiano) e le ricerche sullo stemma e sul toponimo di Foggia realizzate dal prof. Romano, all'epoca docente e  poi dirigente scolastico.  La lettera è breve, ma ricca di spunti di riflessione. Nando Romano ha anche un bel blog, che potete leggere cliccando qui. L'immagine, che raffigura una interessante elaborazione dello stemma foggiano, come logo, è estratta proprio dal blog.
* * *
Caro Geppe,
ti ringrazio, anche nel ricordo di quanto abbiamo lottato insieme nella scuola e nella società. Foggia in sé non è brutta: io l'amo e l'ho studiata e la studio, perché è la mia patria. Foggia ha subito in poco più di due secoli, un terremoto, un cambio fatale di economia dopo l'unità ed una guerra che la ha conventrizzata! Altro che con la scialba Göppingen... avremmo dovuto gemellarci piuttosto con Coventry o Guernica. Io la ricordo la città disastrata degli anni '50 e so degli eroi come mio zio, Franco Palumbo, allora appena 18enne, che hano evitato conseguenze ben più tragiche, durante i bombardamenti degli Alleati, spostando nel suo caso un tremendo carico di benzina che avrebbe potuto prendere fuoco!
A che cosa è servita una formale medaglia d'orro se occorrevano risorse per ricostruirla, sicché mi ha sempre suonata male l'esclamazione di Moravia sulla bruttezza della città che si coniuga con le precedenti retoriche parole di Ungaretti.
Avevamo ed abbiamo bisogno di ben altro, un risveglio, un rinascimento che parta dai cittadini, dalla società civile, come il lavoro che tu fai che raccoglie tanti consensi e fermenti.
Visto che hai parlato di toponomastica se permetti uno di questi giorni ti invio un post sugli orrori contenuti nelle targhe della Fondazione Banca del Monte (lo aspetto con ansia, anche a nome degli amici e dei lettori di Lettere Meridiane, n.d.r.) che in un colloquio ho anche segnalato al sindaco Landella.
Cari saluti
Nando Romano

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