mercoledì 2 novembre 2016

Cinemadessai | Mamma Roma, lo sguardo eterno di Anna Magnani

OGGI IN TELEVISIONE
Lo sguardo in macchina di Anna Magnani nella sequenza conclusiva di Mamma Roma (1962) ha dato vita ad una delle inquadrature più belle della storia del cinema. Pier Paolo Pasolini racconta una storia estrema, la periferia romana tra prostituzione, malavita e disperati tentativi di venirne fuori. Mamma Roma è una ex prostituta romana che riesce a riscattarsi dalla vita precedente, ma i suoi sogni vengono infranti dal ritorno del suo ex “protettore”, che svela al figlio Ettore la professione originaria della madre, portandolo così alla disperazione e alla morte. Anna Magnani è semplicemente superba. Pasolini - che era alla sue seconda prova dietro la macchina da presa dopo Accattone - dimostra come il cinema sia la nuova letteratura. Un film sublime. Potete trovare su Rai Teche, a questo link, una preziosa intervista radiofonica di Lello Bersani in cui Pasolini spiega la genesi del film, motiva la scelta della Magnani per interpretare il ruolo della prostituta. Nel brano è presente anche un intervento di Anna Magnani che esprime soddisfazione per la partecipazione alla pellicola, parla del suo personaggio e del ragazzo che interpreta il figlio. Stasera, alle 23.20, su Iris.
DOMANI
“Da un piccolo bar di provincia, incastonato sotto le montagne, un operaio delle acciaierie e un autista di furgoni decidono di rubare la bara di Enrico Cuccia, uno degli uomini più importanti e potenti nella storia dell’alta finanza italiana.
L’autista di furgoni si improvvisa "la mente" e l’operaio si trasforma nel "braccio", in perfetta sintonia con gli schemi più classici di una certa commedia all’italiana. E come da copione ne combinano di tutti i colori perché i due amici per delinquere non ci sono proprio nati. La loro ingenuità e la loro goffaggine nel gestire questo folle rapimento è assolutamente unica e irresistibile tanto da sembrare, in certi momenti, una sceneggiatura già scritta, pronta per essere girata." Così Umberto Spinazzola racconta la genesi della sua opera prima “L’ultimo crodino” che Rai Movie manda in onda domani alle 19.20. Il film (che si avvale di un cast prestigioso con Ricky Tognazzi, Enzo Iacchetti, Serena Autieri, Marco Messeri, Dario Vergassola) non ha ricevuto dalla critica l’attenzione che avrebbe meritato.
Certo, non è facile raccontare una vicenda di cronaca nera con i toni lievi della commedia, tanto più quando il tutto è ambientato nella Val di Susa percorsa dai fremiti ecologisti anti Tav. L’impresa è difficile, ma L’ultimo Crodino è un film gradevole, insolito, intrigante.
[Cinemadessai è una nuova rubrica di Lettere Meridiane: consigli quotidiani per godere al meglio della programmazione cinematografica in tv. Le Lettere Meridiane dedicate a Cinema per sempre non vengono distribuite sul consueto circuito di gruppi Facebook ma soltanto sul blog, sulla pagina Facebook di Lettere Meridiane, sulla Pagina del Festival del Cinema Indipendente di Foggia, sul diario facebook dell’autore, Geppe Inserra, e sul gruppo Amici e Lettori di Lettere Meridiane. Per non perderne neanche una, diventate fans delle pagine e iscrivetevi ai gruppo, cliccando sui relativi collegamenti.]

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