giovedì 8 settembre 2016

La Capitanata di Savino Russo

In questi giorni il tema della perdita della centralità della Capitanata è al centro di un vivace confronto, che ha come inevitabili pendant le eterne polemiche sul baricentrismo e sul foggianesimo e le tentazioni scissionistiche di quanti sognano la Moldaunia.
A me pare che il vero problema sia la mancanza di una identità dauna forte, vissuta e percepita come tale, che sprigioni una visione coesa del futuro.
Basti pensare alle interminabili discussioni che agitano il social network a proposito dei diversi progetti che dovrebbero sorreggere il futuro della nostra terra.
Nessuno è d’accordo su niente. L’aeroporto Gino Lisa? C’è chi lo vuole e chi no. La seconda stazione a Foggia, la superstrada del Gargano, la diga di Piano dei Limiti? Idem con patate.
Il fatto è che nessuno di noi si sente fino in fondo cittadino di Capitanata, ma piuttosto foggiano, lucerino, cerignolano, garganico, sanseverese, e chi più ne ha più ne metta.
Se un male crudele non l’avesse consegnato alla vita eterna, Savino Russo avrebbe compiuto oggi 63 anni. La sua matita, ancora oggi, riesce ad essere più espressiva di mille parole.
Pur essendo stato uno dei maggiori cultori della storia di Foggia e delle sue radici, Savino si sentiva profondamente figlio della Capitanata. Ecco come raccontò l’identità dauna, in un disegno realizzato per la quarta di copertina della rivista della provincia di Foggia, La Capitanata, numero di aprile 1984.
La capacità e la potenza espressiva di Russo sono tali da rendere superfluo ogni commento. Il rosone asimmetrico della cattedrale romanica di Troia, il più bel monumento di Puglia, diventa il sole che illumina la terra dauna, svelata nei suoi tratti essenziali: il promontorio del Gargano che occhieggia sulla destra, i boschi e le foreste che assieme al verde dei campi, punteggiano la riuscitissima bicromia celeste ed azzurra da cui prorompono il mare e il cielo.
L'aspetto più prezioso dell'opera di Savino Russo è la sua capacità di rendere con un'efficacissima sintesi l'identità della Capitanata, la sua bellezza, la sua ricchezza.
È strano come  a distanza di XX anni resti ancora d’attualità lo slogan che accompagnava il disegno, all'interno della campagna, che curai per conto dell’Assessorato Provinciale al Turismo: Capitanata Tutta da conoscere tutta da scoprire.
Col tratto geniale della sua matita, Savino Russo riesce in un sol colpo a farci conoscere e a farci scoprire questa terra che, se non si conosce bene, non si potrà scoprire mai del tutto. E di conseguenza, non si potrò mai sentire quell'orgoglio  dell’appartenenza, di cui Savino Russo è stato uno straordinario testimone.
Per scaricare il disegno ad alta risoluzione utilizzate i collegamenti qui sotto:

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