giovedì 6 agosto 2015

De Tullio: le colpa della crisi di Foggia è tutta dei foggiani

Dai trasporti a Matteo Renzi, dall'aeroporto alle ferrovie, dagli ultras rossoneri ad una certa idea di destra. C'è un po' di tutto, nella risposta di Maurizio De Tullio alle numerose provocatorie riflessione di Giuseppe Potenza, presidente provinciale dell'Adiconsum. Un intervento che farà certamente discutere. Potete farlo commentando sul blog o su facebook. Ecco quanto sostiene De Tullio.
* * *


Molte delle impressioni e dei ‘lamenti’ postati da Giuseppe Potenza sono condivisibili. Anzi, credo di averli espressi con ancor maggior disarmo da molti anni ormai, e anche da prima ancora che LM nascesse.
Non condivido, invece, la foga che può produrre qui e là errori di valutazione se non dei veri e propri lapsus. Ma andiamo con ordine. Scrive il Presidente di Adiconsum:
“I cittadini del Gargano e dei Monti Dauni per raggiungere Milano, in treno, per visitare l'Expo si devono avviare da casa il giorno prima.”
Non sarà mica colpa delle Ferrovie se Vieste dista da Foggia 90 km e altrettanto S. Marco la Catola! La provincia di Foggia è fatta così come la conosciamo: le montagne stanno lì da millenni.
“Sulla linea adriatica da Termoli a Lesina c'è un solo binario e manca un progetto per l'alta velocità.”
Vero, ma è colpa delle Ferrovie? I ritardi sulla Lesina-Termoli sono riconducibili alla controversia, durata anni, imposta dalla Regione Molise che ha preteso e imposto una variante di tracciato più costosa, che ha finito col rallentare la progettazione esecutiva dell’opera. E l’Alta Velocità, come avevo già commentato in un precedente post su LM, non si realizza in tre mesi, e per farlo occorrono fondi immensi che al momento, con tutta evidenza, non mi sembra possano essere reperiti. L’Alta Velocità di cui oggi vediamo i risultati in Italia è nata su progetti di quasi 30 anni fa.

“Hanno dedicato un treno Frecciarossa a Pietro Mennea (che era la Freccia del Sud) e dalla Sua Barletta per raggiungere il capoluogo lombardo ci vogliono otto ore.”
Errore grave: da Barletta a Milano ci vogliono esattamente 6 ore e 20 minuti! Piuttosto la vergogna nazionale delle Ferrovie sta nel non garantire treni notturni su molte tratte importanti.
“Il trasporto marittimo da e per Manfredonia è come il viaggio di Ulisse: un'Odissea!”.
Ci sono linee da e per Manfredonia? E da quando? Al solito, devo essermi perso qualche puntata…
“Riportare il Gino Lisa all'interno di un ben organizzato network nazionale ed europeo come merita? (Rammento a me stesso che lo Stato in materia di trasporto pubblico ha degli obblighi).
Ma come si fa?”.
Infatti non si fa, e mi sembra anche normale. Lo Stato ha certamente degli obblighi in materia di trasporto pubblico, ma tra questi obblighi non vi è quello di attivare aeroporti in ogni capoluogo di provincia! A meno che non si discuta di altro, con ben altri numeri e progettualità, come ho ipotizzato cinque anni fa sulla rivista “Diomede” e poi su LM: un aeroporto ex novo, per traffico passeggeri e merci, utile alle famose cinque Province e tre Regioni, da realizzare nella piana di San Severo e che nella recente campagna elettorale per le Regionali il candidato Dell’Erba, di Apricena, tardivamente ha inserito nel suo programma politico. Suggerivo anche le modalità per recuperare i necessari fondi.  Ma siccome non sono un Presidente di Associazione di Consumatori, né un politico né un esperto di politiche dei trasporti ancora non ho ricevuto uno straccio di commento, tranne la “furbata” di Dell’Erba.
“Il trasporto pubblico nella provincia di Foggia sta vivendo il suo periodo più nero. Nerissimo. Ci vorrebbe una sollevazione popolare.”.
Già. Ma com’è che ce ne accorgiamo sempre DOPO le elezioni (da quelle condominiali a quelle Europee) e mai prima? E accorgersene prima significa fare attività politica, ma non quella finalizzata ai voti di scambio, ancora così presente e piacente a Foggia e in Capitanata.
Fare attività politica significa far proprio il fatidico “I Care”, significa sporcarsi le mani tutti i giorni di fronte a ogni sopruso, misfatto, abuso, stortura, ruberia, dimenticanza; cominciando dalla piccola politica quotidiana, quella dei piccoli gesti, per finire a quella dove i gesti si traducono in iniziative di massa (possibilmente senza l’uso “fintopartecipativo” di Facebook), in voci forti e autorevoli, in atti di responsabilità civile, per arrivare a obbligare partiti e candidati a sottoscrivere veri e propri impegni con gli i cittadini e gli elettori.
“Ci fu un tempo in cui questa città e questa provincia seppero modificare il proprio destino indirizzandolo verso una vita ed un futuro migliori, anche attraverso proteste popolari.
Quelle di piazza, dico.”.
E come, no? Me le ricordo. La prima fu quando serviva rifare lo stadio “Zaccheria” e il Comune di Foggia si fece in quattro pur di attrezzare la tribuna per la serie A. Con turni di 24 ore su 24 la tribuna si fece in meno di due mesi. Et-voilà: il miracolo del calcio si avverò.
Lo stesso è accaduto qualche giorno fa, nella nuova Isola pedonale, dove migliaia di tifosi rossoneri impazziti hanno inneggiato al nuovo Clan, presente sempre l’immancabile Sindaco Landella, Primo Cittadino e Primo Tifoso del Foggia.
“Non voglio che i miei figli rimangano qui. Che vadano via da Foggia, magari all'estero.
Australia, Nuova Zelanda, Canada. Lì le persone hanno reso splendida ed efficiente la loro Nazione, agendo in sinergia senza quei bizantinismi tutti italiani, quei mezzucci, quelle coltivazioni del proprio orticello, quel non vedere al di là del proprio naso.
Non vorrei, insomma, che vivessero accanto a cittadini che non fanno nulla per la loro terra.
E che si inchinano ad un Presidente del Consiglio, Renzi, il quale, il quale, senza nè arte e nè parte, affronta il tema del declino del Mezzogiorno d'Italia in pieno agosto, in vacanza, con un drink in mano, abbronzato al sole (del Sud).”.
Intanto non credo che quelli che non fanno nulla per la loro terra siano gli stessi che s’inchinano a Renzi. Anzi, conoscendo molto bene i miei… polli, lo escluso categoricamente.
Quelli che non fanno nulla per la loro terra li ho conosciuti in tutti gli àmbiti di lavoro (e non) in cui mi sono trovato: scarsa professionalità e limitato amore per il proprio lavoro; scarso (se non nullo) senso di appartenenza autentico per la propria città; nessun senso civico; difesa dell’evasione fiscale; cultura ultras nel proprio DNA, ecc. E le assicuro che la stragrande maggioranza non aveva mai votato a sinistra a suo tempo e non ha votato Renzi ultimamente.
Piuttosto ho conosciuto tanta gente – tutta di centrodestra – che ha messo su dal niente delle cosiddette associazioni, a difesa di Foggia, dei foggiani, della foggianità (e chi più ne ha più ne metta) e poi si è fatta eleggere consigliere comunale, poi nominare assessore, poi tentare scalate sempre più ardite.
A chi si diverte a gettare fango (sinistra compresa) su Renzi, ho dato appuntamento fra circa tre anni. Troppo facile pretendere tutto e subito, in tempi di crisi pesantissima (non nata con Renzi) dopo che – in maniera impassibile – per circa 20 anni abbiamo ingoiato ogni tipo di porcheria, lamentandocene ogni volta, arrivando a scendere in piazza con i forconi (ce ne siamo già dimenticati?).
Sono i foggiani che consumano troppi drink al sole invece di fare mea culpa, tirarsi su le maniche e cominciare a distinguere sul serio diritti e doveri.
Cordialmente (Maurizio De Tullio)

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