È ufficiale: dal 26 giugno in esercizio il "baffo" di Cervaro
Adesso è ufficiale. Dalla mezzanotte e un minuto del 26 giugno prossimo andrà in esercizio la bretella di collegamento tra le linee ferroviarie Foggia-Bari e Foggia-Caserta. Si tratta del famigerato “baffo” di Cervaro, che taglierà fuori la stazione di Foggia dalla linea di alta capacità Napoli-Bari e che ha provocato molti malumori e polemiche nella cittadinanza foggiana.
La comunicazione ufficiale è stata data da RFI quasi per inciso, senza enfasi, nonostante l’oggettiva importanza dell’opera. L’avviso al pubblico, firmato dal responsabile della direzione territoriale produzione di Bari dell’azienda ferroviaria, ing. Vincenzo Lamberti, avvisa la cittadinanza che, a causa della messa in tensione delle condutture di contatto e di alimentazione elettrica (ad altissima tensione, 3.000 volt nominali) a partire dal 26 giugno “è pericolosissimo il contatto diretto o indiretto (anche a mezzo di bastoni, corde o simili) con i conduttori e gli isolatori delle condutture sopra citate. Tali contatti provocano la morte”.
Il succo è che la bretella è pronta e sta per andare in esercizio senza che Rete Ferroviaria abbia ancora ufficialmente annunciato cosa intende farne.
Il progetto iniziale - duramente contestato dalle istituzioni e dall’opinione pubblica foggiana - prevedeva che alla stazione di Foggia, dopo la realizzazione della bretella, non dovesse più arrivare né partire le Frecce Argento che collegano Bari con Napoli e Roma. I viaggiatori foggiani avrebbero dovuto servirsi di una stazione diversa, che sarebbe stata costruita ad hoc a Cervaro, ad una decina di chilometri dal centro abitato.
Dopo le furibonde polemiche sollevate dalla prima stesura del progetto, RFI fece marcia indietro, annunciando che la bretella sarebbe servita soltanto per il traffico merci e che, in ogni caso, la decisione finale sarebbe stata assunta dopo aver consultato le istituzioni interessate.
Ma sembra che le cose non stiano così. La stanzioncina di Cervaro non è stata più costruita, nessuna consultazione con le istituzioni locali ha avuto luogo, ma nel frattempo il raccordo è stato completato.
Qualche mese fa, come pubblicato da Lettere Meridiane, il sindaco di Manfredonia anticipò la notizia dell’entrata in esercizio della bretella: "L’entrata in funzione di tale raccordo - affermò il primo cittadino sipontino - causerà il fatto che due treni Freccia Argento su sei, da e per Roma, non faranno più fermate alla stazione di Foggia. Appare evidente che i vantaggi dell’Alta Capacità, con i relativi ridotti tempi di percorrenza, andranno a totale beneficio dei territori tarantino, barese, salentino, peraltro già dotati di collegamenti aerei per il funzionamento dei rispettivi scali, mentre la Capitanata dovrebbe subire l’ennesima penalizzazione.”
I fatti stanno dando ragione al sindaco Riccardi, che all'epoca venne accusato di allarmismo eccessivo. Per Foggia si sta profilando l'ennesima beffa, ma tutto tace.
La comunicazione ufficiale è stata data da RFI quasi per inciso, senza enfasi, nonostante l’oggettiva importanza dell’opera. L’avviso al pubblico, firmato dal responsabile della direzione territoriale produzione di Bari dell’azienda ferroviaria, ing. Vincenzo Lamberti, avvisa la cittadinanza che, a causa della messa in tensione delle condutture di contatto e di alimentazione elettrica (ad altissima tensione, 3.000 volt nominali) a partire dal 26 giugno “è pericolosissimo il contatto diretto o indiretto (anche a mezzo di bastoni, corde o simili) con i conduttori e gli isolatori delle condutture sopra citate. Tali contatti provocano la morte”.
Il succo è che la bretella è pronta e sta per andare in esercizio senza che Rete Ferroviaria abbia ancora ufficialmente annunciato cosa intende farne.
Il progetto iniziale - duramente contestato dalle istituzioni e dall’opinione pubblica foggiana - prevedeva che alla stazione di Foggia, dopo la realizzazione della bretella, non dovesse più arrivare né partire le Frecce Argento che collegano Bari con Napoli e Roma. I viaggiatori foggiani avrebbero dovuto servirsi di una stazione diversa, che sarebbe stata costruita ad hoc a Cervaro, ad una decina di chilometri dal centro abitato.
Dopo le furibonde polemiche sollevate dalla prima stesura del progetto, RFI fece marcia indietro, annunciando che la bretella sarebbe servita soltanto per il traffico merci e che, in ogni caso, la decisione finale sarebbe stata assunta dopo aver consultato le istituzioni interessate.
Ma sembra che le cose non stiano così. La stanzioncina di Cervaro non è stata più costruita, nessuna consultazione con le istituzioni locali ha avuto luogo, ma nel frattempo il raccordo è stato completato.
Qualche mese fa, come pubblicato da Lettere Meridiane, il sindaco di Manfredonia anticipò la notizia dell’entrata in esercizio della bretella: "L’entrata in funzione di tale raccordo - affermò il primo cittadino sipontino - causerà il fatto che due treni Freccia Argento su sei, da e per Roma, non faranno più fermate alla stazione di Foggia. Appare evidente che i vantaggi dell’Alta Capacità, con i relativi ridotti tempi di percorrenza, andranno a totale beneficio dei territori tarantino, barese, salentino, peraltro già dotati di collegamenti aerei per il funzionamento dei rispettivi scali, mentre la Capitanata dovrebbe subire l’ennesima penalizzazione.”
I fatti stanno dando ragione al sindaco Riccardi, che all'epoca venne accusato di allarmismo eccessivo. Per Foggia si sta profilando l'ennesima beffa, ma tutto tace.

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