domenica 2 novembre 2014

Requiem in jazz: il capolavoro del compositore garganico Silvano Mastromatteo

Da anni, Agostino Ruscillo inventa ardite commistioni tra la musica colta e quella a vario titolo popolare, animando con le sue contaminazioni le piazze estive e non (suoi il Festival dei Monti Dauni e il cartellone musicale del Festival della Via Francigena del Sud), e dimostrando che il linguaggio della musica è veramente il più universale.
Tra i musicisti che meglio interpretano la missione di Ruscillo c’è il giovane compositore vichese Silvano Mastromatteo, che spazia da omaggi a Modugno a contaminazioni tra tradizione bandistica e musica lirica, il tutto rivisitato con grande originalità in chiave jazzistica.
Tra le opere più intense ed originali di Mastromatteo c’è il Requiem in jazz, che ha visto la luce lo scorso anno, proprio grazie al Festival della Via Francigena. Qui la contaminazione è ancora più ardita, perché si è trattato di mettere assieme il jazz con le classiche sonorità della lingua latina.
Il risultato è entusiasmante: un autentico capolavoro, che andrebbe più diffusamente conosciuto ed ascoltato.
Secondo il critico musicale Ugo Sbisà quella di Mastromatteo è stata “una grossa sfida”, consistita nel “mettere insieme dei metri musicali che pensano a ritmi linguistici anche di un certo tipo con una lingua antica, che ha invece tutt’altro andamento”. La prima assoluta dell’opera è stata eseguita lo scorso anno nel Salone del Tribunale di Palazzo Dogana da Daunia Jazz Orchestra e Daunia Gospel Choir & Band, sotto la direzione di Ruscillo.
"La scelta dell’organico e il tipo di linguaggio musicale utilizzato per il Requiem rappresenta in sé l’incontro di culture diverse e distanti tra loro, sia da un punto di vista storico che musicale - ha scritto Agostino Ruscillo -. Da un lato la liturgia cristiana, che racchiude in sé una lunghissima tradizione musicale europea, e dall’altro il jazz, il linguaggio musicale afro-americano, intriso di swing, che nasce ugualmente dal bisogno di preghiera degli schiavi neri d’America”.
In occasione della giornata di Commemorazione dei Defunti, Lettere Meridiane propone ad amici e lettori il video del concerto, che ne compendia le parti salienti. Una prova di eccellenza da ascoltare, amare, condividere.

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