sabato 1 novembre 2014

Le dimissioni del segretario pd di San Marco il Lamis, raro esempio di coerenza politica e morale.

"Quando ho visto quell’operaio ferito ho pensato a cosa avrei pensato e detto se quell’uomo sanguinante fosse stato mio padre. Non conosco il nome di quell’operaio, so solo che quell’uomo è un lavoratore, mio padre era un lavoratore e anch’io io sono un lavoratore, un lavoratore della conoscenza. Ricordo che circa trent’anni fa quando chiesi a mio padre che cosa significava quella sigla di partito, che cosa indicavano quei simboli, lui mi rispose molto semplicemente: «È il Partito dei Lavoratori». Ritengo pertanto, cari compagni e compagne, questi attacchi al Popolo dei Lavoratori, verbali e fisici, inaccettabili, inqualificabili ed ingiustificabili. Non me la sento più di rappresentare questo Partito in un ruolo così impegnativo. Non me la sento più di giustificare parole ed atti “targati PD” che non appartengono alla mia cultura politica, alla storia da cui provengo e alla mia dignità di uomo e lavoratore.
Continuerò ad essere un militante, cercando di cambiare il partito dal suo interno, finché ciò sarà possibile o mi sarà concesso, come continuerò ad impegnarmi alacremente per la mia città.
Vi chiedo scusa, a tutti.
C’è un tempo per ogni cosa e il mio tempo da segretario di circolo è terminato."
Con queste parole, Paolo Soccio, segretario del circolo del Partito Democratico di San Marco in Lamis, ha annunciato le sue dimissioni dall'incarico, che aveva ricoperto per sette anni, praticamente dalla nascita del Partito Democratico.
Le dimissioni di Soccio probabilmente non produrranno effetti particolari negli equilibri di potere nel partito di maggioranza relativa, né contribuiranno a cambiare la direzione politica, sempre più dettata dall'uomo solo al comando della corsa
Rappresentano, però, un gesto monumentale di coerenza morale e culturale prima ancora che politica. Un gesto di coscienza che ha di per se stesso un valore rivoluzionario: ricorda alla politica la via della coscienza e della coerenza, delle fedeltà ai valori che non possono essere confusi con l'ideologia e calpestati secondo la convenienza del momento.
Tanto di cappello a Paolo Soccio. Con l'augurio che tanti altri democratici, assieme a lui, ritrovino la strada della coscienza.

1 commento :

Anonimo ha detto...

Ma l'ex Segretario del PD di San Marco in Lamis (da ben sette anni in questa carica: le dimissioni forse doveva darle un po' prima...), quale film ha visto?
Fossi stato un elettore del NCD avrebbe avuto un senso, ma in questo caso cosa c'entra il PD?
Se voleva essere un attacco a Renzi poteva essere più esplicito e un vero atto di coerenza e coscienza sarebbe stato dimettersi dal PD.
Per favore, siamo un po' più seri.
Errori ci sono stati nella cattiva gestione della Polizia in occasione della protesta (pacifica) dei lavoratori di Terni a Roma, ed è giusto che qualcuno ogni tanto faccia ammenda e paghi. Ma non vedo a che titolo vada esibito questo inutile gesto di dimissioni.
Mi sarei dimesso, piuttosto, per le autorizzazioni date a San Marco in Lamis per la costruzione di edifici incollati alla montagna!
Cordialmente (Maurizio De Tullio)

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