lunedì 13 ottobre 2014

Miglio presidente della Provincia, Palazzo Dogana laboratorio politico

Francesco Miglio la spunta su Franco Landella. Il sindaco di San Severo batte il sindaco di Foggia e   Palazzo Dogana torna ad essere laboratorio politico. Come successe nel 1994, quando Antonio Pellegrino vinse le elezioni guidando una coalizione ampia e non omologa al quadro politico nazionale, che andava da Buttiglione a D'Alema. Francesco Miglio riporta il centrosinistra alla guida della Provincia, ma a sostenerlo nella sua sfida vincente al centrodestra assieme al Pd c'è tutta - o buona parte - della galassia delle liste civiche che punteggiano i consigli nei 61 comuni della Capitanata e quel pezzo dell'area centrista che si richiama all'assessore regionale Leo Di Gioia, grande supporter dalla campagna elettorale del candidato vincente, assieme al segretario regionale del Pd, Michele Emiliano, che siede nella giunta sanseverese quale assessore alla sicurezza.
Il meccanismo delle elezioni indirette non prevede la costituzione di vere e proprie coalizioni, ma è innegabile che attorno alla candidatura di Miglio si è saldato un fronte ampio e composito.
Sulla carta il centrodestra era largamente preponderante, tenuto conto che il meccanismo elettorale prevede il voto ponderato e che Foggia è nelle mani del centrodestra. Miglio è riuscito a rimontare perché quel progetto politico ha preso vigore durante la campagna elettorale, creando un orizzonte politico nuovo che potrebbe giocare un qualche ruolo anche in vista delle elezioni regionali che si svolgeranno nella prima del 2015.

Alla fine lo scarto tra i due contendenti è stato quanto mai risicato: 120 circa a favore del sindaco di San Severo rispetto a quello della città capoluogo. A dare maggior spessore ed ampiezza prospettica alla sua vittoria c'è anche il colpo di scena che si è verificato al Comune di Foggia dove almeno tre consiglieri della minoranza di centrosinistra hanno votato per Landella, che ha conquistato 25 voti: sulla carta la sua maggioranza ne aveva 22. Per avere una idea del cataclisma politico che avrebbe potuto essere provocato dai tre franchi tiratori, basta tenere presente che il voto di un consigliere comunale di Foggia vale più del doppio di un voto espresso da un consigliere comunale delle altre città della seconda fascia (Cerignola, Manfredonia, San Severo e Lucera) e più di ventisei volte quello dei consiglieri dei piccoli comuni.
In realtà è stata proprio la seconda fascia, ovvero quella che comprende gli altri quattro comuni della pentapoli, a fare la differenza. Qui il coefficiente di ponderazione valeva 288: Miglio ha totalizzato  69 consensi pari a 19.580 voti ponderati, Landella 34 per 10.080, Mongiello - che fungeva da terzo incomodo 3 per 864.
Il successo di Miglio rincuora il centrosinistra ed apre nuove prospettive, anche in vista delle elezioni regionali del prossimo anno. Il centrodestra si lecca le ferite e medita sui propri contrasti interni: anche se il candidato alternativo a Landella, Paolo Mongiello ha preso forse meno voti del previsto, alla fine ha tolto a Landella i voti occorrenti per la vittoria.

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