venerdì 10 ottobre 2014

Cinema: intrattenimento o cultura?

Caro Geppe,
approfitto del tuo seguitissimo blog “Lettere Meridiane” e della tua sensibilità verso le tematiche di carattere culturale che interessano la nostra città, per affrontare con te il tema del vano sforzo che taluni cittadini di buona volontà assumono quotidianamente per accrescere la qualità della vita in questo territorio martoriato. 
Ieri si è inaugurata una rassegna di cinema “come non lo avete mai sentito” all’Auditorium Santa Chiara, grazie all’impegno di Mauro Palma e del Presidente della Fondazione Apulia Felix, il prof. Giuliano Volpe. 
I pochi fortunati presenti alle due proiezioni delle 19,00 e delle 21,00 hanno subito il travolgente turbinio di emozioni suscitate dai primi piani e dalla recitazione superba di Marlene Dietrich e dalla grande sapienza di ingegneria cinematografica venata di humour e intelligenza di Sir Alfred Hitchcock. 
Il film, rigorosamente in lingua originale con i sottotitoli in italiano, era “Stage Fright” del 1950. Recentemente a Bologna si è ricordato l’impegno di Peter von Bagh, direttore del Festival “Il cinema ritrovato” recentemente scomparso. 
Von Bagh lavorò contro la rimozione del cinema. “Parlava dei film come se fossero vini, cibi, fonti di gusto, e le sue rassegne e iniziative erano banchetti dove nessuno, spettatori in primis, era semplicemente ospite.” (Mauro Gervasini sul penultimo numero di Film TV). Ecco, a Foggia grazie ad una piccolissima rassegna che mi auguro possa essere ripetuta più e più volte, il cinema, il grande cinema è stato recuperato, trattato e gustato come fosse un buon vino e “somministrato” sul grande schermo a giovani e non giovani della nostra città. Perché questo deve essere l’obiettivo primario: il cinema va recuperato, fatto riemergere, soprattutto tra i ragazzi. 

Il costo per lo spettatore è stato di soli 2,00 a film se studente (con un abbonamento di 10,00 euro per cinque film) e di 3,00 per gli adulti. Mi chiedo allora perché così pochi spettatori, perché gli insegnanti non hanno portato in massa i loro studenti per approfittare di questa occasione unica? Perché invece le tantissime iniziative gastronomiche sono assediate da cittadini perennemente affamati di degustazioni? E’ possibile che la nostra città sia ancora cosi impreparata a sostenere iniziative di tale livello culturale? Mi auguro che i vari Volpe e Palma della nostra città non alzino bandiera bianca e insistano su questo percorso di alto profilo, ma hanno bisogno del sostegno di tutti. https://www.facebook.com/apulia.felix.onlus
Tommaso Campagna 
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Caro Tommaso,
per mia natura sono portato a vedere il bicchiere sempre mezzo pieno. La bella notizia è che grazie alla Fondazione Apulia Felix e a Giuliano Volpe, Mauro Palma e il suo Falsomovimento sono tornati a proporre cinema alla città nello stile che li hanno sempre contraddistinti: cinema di qualità e per giunta in lingua originale.
Posso rassicurarti: Mauro non è tipo da scoraggiarsi e così pure Volpe. Sono anzi due tosti che hanno vinto più di una sfida. Il pubblico arriverà, com'è già accaduto quando il Falsomovimento stava in via Campanile, dov'è adesso la Sala Farina. Ne ho raccontato la storia in un e-book, che te e gli altri amici e lettori di Lettere Meridiane potete scaricare qui. Per non parlare del contributo importante che lo stesso Mauro Palma (che fu il direttore artistico delle prime edizioni) e Volpe, quando era rettore, hanno dato al radicamento del Festival del Cinema Indipendente.
Ma veniamo al bicchiere mezzo vuoto. Partendo dal fatto che a Foggia il consumo di cinema negli ultimi anni si è sensibilmente accresciuto, per via della Città del Cinema, che con i suoi tredici schermi è una delle più grandi sale dell'Italia meridionale. Il cinema, è tra le diverse manifestazioni artistiche, quella in cui è più labile la linea di demarcazione tra l'intrattenimento e la cultura. A Foggia è certamente cresciuta il consumo di cinema nella sua dimensione di intrattenimento. Il consumo del cinema che è cultura balbetta. La colpa è del pubblico? soltanto in parte. Nonostante che la città disponga di 16 schermi l'offerta di film d'essai per non parlare di quelli indipendenti è praticamente crollata da quando non c'è più il Falsomovimento. Se non c'è una proposta, più o meno costante, di film di un certo  tipo, tutto diventa più difficile. Il gusto del pubblico si degrada. Però le opportunita, le occasioni non mancano. Foggia ha il Festival del Cinema Indipendente, ha il  Cineporto. Bisognerebbe che noi tutti fossiamo più bravi nel mettere in rete queste opportunità.
Geppe Inserra

 

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